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LE 5 BARRIERE ALL’EDUCAZIONE.

Nel mondo oltre 61 milioni di bambine e bambini non vanno a scuola. Questo vuol dire per loro non avere accesso al loro futuro.

Si tratta di oltre 61 milioni di uomini e donne di domani che rischiano di diventare vittime di violenza, di cadere nella rete dello sfruttamento del lavoro minorile, di diventare giovani spose troppo presto,  di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e di dover affrontare gravidanze indesiderate.

Garantire l’accesso all’educazione di bambine e bambini non è sempre semplice.

Nei Paesi in cui siamo presenti abbiamo individuato 5 barriere all’educazione inclusiva e di qualità per bambine e bambini:

  • Le discriminazioni di genere in Nepal
  • La violenza in Brasile
  • La denutrizione in Kenya
  • Le migrazioni stagionali in India
  • La povertà economica in Italia
    5 BARRIERE

Abbiamo approfondito le 5 barriere ad un’educazione inclusiva e di qualità per bambine e bambini nel WeWorld Index 2018

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LEGGI LE STORIE DEI NOSTRI BAMBINI

 

KENYA: LA STORIA DI CLIFFORD

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 Clifford, ha 4 anni soffre di malnutrizione cronica ed è affetto da un’infezione parassitaria. Ha anche un problema muscolare, che non gli ha permesso di muovere i primi passi prima dei 4 anni, motivo per cui la madre non ha potuto mandarlo a scuola per lunghi periodi.Quando lo abbiamo incontrato la prima volta, era talmente debole da non riuscire neanche a gattonare, aveva perso l’appetito e piangeva tantissimo. I primi segni della malnutrizione, il killer silenzioso che in Kenya miete centinaia e centinaia di vittime.

Grazie al nostro intervento, oggi Clifford sta meglio, si sta riprendendo ed è un bambino sorridente e pieno di vita. Quando ha mosso i primi passi è stata una vera gioia!

In Kenya, siamo impegnati dal 2016 nella realizzazione di un progetto volto a migliorare lo status nutrizionale delle madri dei loro figli nella Contea di Migori. Grazie alle visite a domicilio, i volontari sanitari forniscono alle mamme, informazioni preziosissime per la salute dei figli, dei consigli nutrizionali e in che modo preparare i pasti.

In Kenya, lo scarso accesso al cibo e all’acqua ha importanti conseguenze sulla vita di bambine e bambini in quanto migliorando la nutrizione si migliora di conseguenza il rendimento scolastico, la salute e lo sviluppo cognitivo.

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 INDIA: LA STORIA DI JUY

WeWorld Onlus_Juy

Juy è una giovane ragazza indiana, con un grande sogno nel cassetto: diventare un’infermiera per salvare delle vite. Ma Juy vive in una delle regioni più povere dell’India, in cui c’è poco lavoro e in cui le ragazze sono ad alto rischio di contrarre matrimoni precoci e di lasciare la scuola.

La madre è l’unica a prendersi cura della famiglia, ma è spesso costretta a migrare in altre zone del Paese per trovare lavoro. Le sue continue assenze costringono spesso Juy non poter andare a scuola, cosa che influisce sul suo rendimento. La madre, per non lasciarla da sola ha deciso di darla in sposa ad uno zio molto più grande di lei.

Grazie alle segnalazioni della scuola, abbiamo intercettato Juy e siamo intervenuti. Oggi Juy ha ripreso a studiare è stata promossa e ha ricevuto un premio per il suo coraggio nell’aver impedito un matrimonio precoce e per l’impegno nel proseguimento dei suoi studi.

In India siamo presenti nelle scuole, nelle comunità e con i genitori affinché bambine e bambini non abbandonino la scuola. Il nostro intervento è focalizzato sul facilitare un più ampio accesso ad una regolare istruzione a bambini e adolescenti (incluse le giovani donne) che rischiano di abbandonare il sistema scolastico e possono potenzialmente diventare vittime di sfruttamento.

In India, la siccità, la povertà e la scarsità di terra da coltivare costringono intere famiglie a spostarsi da un’area geografica all’altra del paese alla ricerca di lavoro. Questo ha notevoli conseguenze sulla vita dei bambini e delle bambine, sia di quelli che emigrano con i propri genitori sia di quelli lasciati alle cure dei parenti nei villaggi d’origine.

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  NEPAL: LA STORIA DI SUMA

WeWorld Onlus_Suma

 

Suma è una ragazzina spensierata di 14 anni, vive insieme alla sua famiglia e i suoi 4 fratelli in un piccolo villaggio. I genitori vivono di agricoltura e per loro è molto difficile provvedere al sostentamento di tutta la famiglia.  Suma ha sempre frequentato in modo irregolare la scuola, anche perché doveva aiutare in casa, cosa che la stancava tanto.

Grazie al nostro programma “Sister for sisters”, Suma ha conosciuto Dayita, la sua “big sister” che l’ha aiutata a scuola e a casa. Dayita ha parlato anche con i genitori di Suma e ha spiegato loro l’importanza dell’educazione.

Grazie a Dayita, Suma adesso va regolarmente a scuola ed è migliorata sempre più, ha iniziato a partecipare a varie attività extrascolastiche e corsi sui diritti dei bambini, sull’igiene e i matrimoni precoci. È diventata una delle studentesse più brillanti della sua scuola. Tutto ciò ha reso felici i suoi genitori, che ora supportano Suma e la incoraggiano a continuare gli studi.

In Nepal, abbiamo avviato il progetto “Sister for sisters”, un tutoraggio che prevede che delle ragazze che hanno concluso le scuole superiori (le “big sisters”) supportino psicologicamente, emotivamente, ma anche concretamente le più giovani (le “little sisters” – come Suma), che rischiano di essere escluse dal percorso scolastico.

In Nepal, durante la pubertà molte bambine e adolescenti vengono escluse dalla vita sociale e questo le porta ad essere a rischio di contrarre matrimoni precoci, di cadere nella tratta di esseri umani ed essere vittime dello sfruttamento sessuale.

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 BRASILE: LA STORIA DI PAULA

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Paula, una bambina di soli 7 anni, con già alle spalle un vissuto fatto di violenza e abusi. Paula andava a scuola saltuariamente e, quando frequentava, era spesso distratta, violenta con i compagni di classe. Paula non riusciva neanche a stare seduta a seguire le lezioni e svolgere i compiti più basilari.

Da un giorno all’altro, Paula smise di frequentare le lezioni. Così, insieme alla scuola abbiamo iniziato ad indagare e abbiamo scoperto il padre picchiava e abusava della madre tutti i giorni, infliggendole anche torture corporali.

Siamo riusciti ad intervenire in tempo: abbiamo allontanato Paula e la madre dal marito violento. Oggi Paula e la mamma stanno bene, la madre è economicamente indipendente e riesce a prendersi cura della propria bambina. Paula sta migliorando a scuola e nelle relazioni. Gioca e scherza con i suoi compagni, segue le lezioni con attenzione ed è molto curiosa.

In Brasile siamo presenti all’interno delle scuole, con l’obiettivo di costruire un ambiente più pacifico, migliorare la relazione e il dialogo tra scuola-famiglia-comunità, promuovere la comunicazione non-violenta e la costruzione di un lavoro proattivo di comunità scolastiche sicure. Un secondo tipo di azione è quello di coinvolgere le donne in varie attività, con l’obiettivo di accompagnarle, con il supporto di psicologhe e assistenti sociali, a un percorso di fuoriuscita dalla violenza.

In Brasile, i bambini che vivono relazioni familiari improntate sulla violenza, le interiorizzano e spesso utilizzano come modalità principale nelle relazioni sociali, anche a scuola, aumentando il rischio di abbandono scolastico.

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 ITALIA: LA STORIA DI MIRKO

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Mirko è un bambino di 9 anni che frequenta il nostro centro Frequenza200 di Cagliari. Quando è arrivato da noi non parlava con nessuno e aveva già alle spalle un vissuto caratterizzato da forte disagio economico e povertà sia sociale che educativa.

Grazie al nostro intervento ha raggiunto degli ottimi obiettivi a scuola: Mirko è migliorato sia nel rendimento sia  nella relazione all’interno della classe.

Oggi Mirko non sta più in silenzio, non si vergogna più, si muove attivamente dentro il gruppo,  è divenuto promotore di idee di attività e organizzatore di tornei interni di giochi. Ha cura della sua persona e ci tiene ad essere in ordine e presentabile; parla di cosa vuole fare da grande… e sorride!

In Italia, siamo presenti con il programma Frequenza 200 per prevenire e contrastare l’abbandono scolastico e promuovere opportunità educative di qualità per tutti i bambini e le bambine.

In Italia, bambine e bambini che vivono in famiglie povere hanno meno possibilità di vivere in ambienti stimolanti per la loro crescita culturale e ciò incide sulla possibilità di apprendere, conoscere il mondo, relazionarsi con gli altri e sviluppare talenti e aspirazioni, perché purtroppo c’è una stretta connessione tra povertà economica e povertà educativa.

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Queste barriere necessitano di essere abbattute perché rappresentano il grave rischio per bambine e bambini di essere esclusi economicamente e socialmente, una volta adulti.

Noi di WeWorld Onlus lavoriamo in 458 scuole all’estero e 40 in Italia aiutando così 500.000 bambine e bambini. Crediamo che garantire a tutti il diritto all’educazione sia il primo passo per promuovere lo sviluppo della persona e la sua partecipazione sociale e politica.

Questo è importante perché i ragazzi e le ragazze possano diventare domani cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri. I benefici di un’educazione universale di qualità vanno a vantaggio dei singoli e delle società intere.

I nostri progetti vogliono garantire un’educazione primaria completa e gratuita al maggior numero di bambini in Italia e nel Mondo, arrivando anche a sostenere programmi di istruzione prescolare (scuola materna o dell’infanzia), perché i più piccoli possano affrontare con successo la scuola primaria.

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