Nelle regioni di Kharkiv e Donetsk, la guerra ha reso sempre più difficile accedere anche alle cure essenziali. Insieme a EMERGENCY e al partner locale Peaceful Heaven of Kharkiv, lavoriamo per sostenere le comunità più isolate e garantire servizi sanitari, acqua sicura e supporto psicosociale. 

In molte aree dell’Ucraina orientale, curarsi significa affrontare distanze, isolamento e servizi sanitari messi a dura prova dalla guerra. Le infrastrutture sono state danneggiate o distrutte dai bombardamenti, il personale medico è diminuito e migliaia di persone continuano a vivere in comunità vicine alla linea del fronte.  

È in questo contesto che operiamo insieme ad EMERGENCY e all’organizzazione ucraina Peaceful Heaven of Kharkiv nelle regioni di Kharkiv e Donetsk, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.  L’obiettivo è rendere nuovamente accessibili servizi che, in una situazione di conflitto prolungato, possono fare la differenza nella vita quotidiana delle persone. 

Nelle aree più remote, la possibilità di ricevere assistenza passa attraverso una rete di 27 cliniche e ambulatori territoriali. A questa presenza si aggiunge il lavoro delle Community Health Workers, operatrici che raggiungono i villaggi più isolati, ascoltano i bisogni della popolazione e aiutano le persone a entrare in contatto con i servizi sanitari disponibili. 

Le cliniche di Husarivka e Dobrovillya sono state riabilitate e adeguate per offrire spazi più accessibili, inclusivi e rispondenti alle necessità delle comunità. Oggi sono nuovamente operative e possono garantire servizi di assistenza primaria alla popolazione locale. 

Ma la salute non dipende soltanto dalla presenza di medici e strutture. Senza acqua potabile e servizi igienico-sanitari adeguati, prevenire le malattie e mantenere operative le strutture sanitarie diventa ancora più difficile. Nella regione di Kharkiv, abbiamo sostenuto i sistemi locali di approvvigionamento idrico, distribuito kit igienici alle famiglie più vulnerabili e contribuito a migliorare le condizioni WASH nelle strutture sanitarie. Questi interventi hanno raggiunto oltre 8.400 persone. 

Un’attenzione particolare è dedicata anche alla prevenzione. Nelle aree di Barvinkove, Blyzniuky e Oleksandrivka vengono realizzate attività di screening per HIV, tubercolosi ed epatite B e C, insieme ad azioni per migliorare la gestione delle malattie non trasmissibili. Il coinvolgimento delle operatrici di comunità, dell’Unità Mobile e della Karazin Kharkiv National University permette di avvicinare i servizi alle persone, favorire diagnosi tempestive e assicurare una maggiore continuità delle cure. 

Le conseguenze della guerra, però, non sono soltanto fisiche. Tra le persone assistite, circa il 42% riferisce sintomi come insonnia, ansia e irritabilità, mentre quasi la metà presenta segnali associabili alla depressione. Sono dati raccolti dalle Community Health Workers e restituiscono la portata di un bisogno spesso meno visibile: quello legato alla salute mentale e al benessere psicosociale. 

Per questo, accanto alle cure mediche, vengono promossi percorsi di supporto psicosociale e attività di formazione rivolte agli operatori e alle comunità locali. Rafforzare le competenze di chi vive e lavora sul territorio significa costruire una risposta che possa continuare nel tempo. In collaborazione con la Karazin Kharkiv National University sono stati realizzati 17 corsi: 11 destinati alle Community Health Workers e 6 al personale sanitario. 

Anche poter tornare a vivere in una casa sicura è parte di questo percorso: 53 famiglie della regione di Kharkiv hanno potuto riparare le proprie abitazioni danneggiate e recuperare condizioni di vita più sicure e dignitose. 

In un territorio in cui la guerra continua a compromettere bisogni fondamentali, garantire una visita medica, acqua sicura, ascolto e una casa riparata significa restituire alle persone servizi essenziali e sostenere le comunità che continuano a vivere nelle aree maggiormente colpite.