In Italia e nel mondo ci impegniamo a garantire a tutte le persone strumenti, conoscenze e sostegno per vivere la propria salute e autonomia corporea con dignità, sfidando al contempo le strutture sociali e culturali che riducono visibilità, valore e diritti delle donne.

Questi ultimi sono temi che abbiamo ampiamente approfondito nel nostro rapporto Il corpo politico, che esplora le connessioni tra diritti sessuali e riproduttivi, invecchiamento e menopausa da una prospettiva di genere e intersezionale. Mostra inoltre, come la società abbia storicamente confinato le donne alla funzione riproduttiva e come l’ageismo – una forma di discriminazione, stereotipizzazione o pregiudizio basata sull'età di una persona - riduca visibilità e valore sociale delle donne anziane, soprattutto quando non sono più considerate fertili.

  • Cos’è la povertà mestruale e perché parlare di giustizia mestruale

    Non tutte le persone che hanno le mestruazioni possono permettersi prodotti mestruali come assorbenti, tamponi o coppette mestruali. Questa condizione ha un nome: povertà mestruale. Si tratta di un problema globale che riguarda milioni di persone che, per ragioni economiche, culturali o sociali, non hanno accesso a prodotti mestruali, all’acqua, a bagni sicuri o a informazioni corrette per gestire la propria salute mestruale.

    La povertà mestruale non è solo una questione economica. È anche una questione di diritti e di libertà personale. Quando una persona rinuncia ad andare a scuola, a lavorare o a fare sport perché non può gestire il ciclo mestruale in modo sicuro o perché prova vergogna – a causa di stigma e pregiudizi legati alle mestruazioni -ci troviamo di fronte a una grave forma di disuguaglianza.

    Per questo motivo ci impegniamo per promuovere la giustizia mestruale e portare al centro i diritti di tutte le persone che hanno le mestruazioni.

    Perché lo facciamo?

    Perché garantire la salute mestruale è una questione di giustizia. Quando c’è giustizia mestruale tutte le persone che hanno le mestruazioni possono accedere ai prodotti mestruali che desiderano, sono libere di decidere per il proprio corpo, ricevono adeguate informazioni, possono vivere il proprio ciclo mestruale libere da stigma e da disagio psicologico e non sono limitate nella partecipazione alla vita sociale.

  • Il nostro impegno in Italia

    In Italia, continuiamo a lavorare per portare le mestruazioni al centro del dibattito pubblico.
    Da anni chiediamo l’eliminazione della Tampon Tax, la tassa che colpisce i prodotti mestruali. Riteniamo questa tassazione una vera forma di discriminazione che limita la libertà e la dignità di chi ha il ciclo mestruale.

    Per colmare la scarsità di dati disponibili, abbiamo avviato un lavoro di ricerca per comprendere più a fondo le condizioni legate alla salute, alla povertà e alla giustizia mestruale in Italia. Da questo impegno è nata enCICLOpedia, la prima indagine nazionale sulla povertà mestruale, realizzata in collaborazione con Ipsos su un campione rappresentativo della popolazione italiana.  Il rapporto rivela che quasi 1 persona su 6 nel nostro paese non può acquistare prodotti mestruali e, attraverso analisi, testimonianze e il Manifesto per la Giustizia Mestruale, propone soluzioni concrete e politiche efficaci.

    Il nostro Manifesto per la Giustizia Mestruale, contiene sei punti concreti per abbattere stigma e tabù, riconoscere la salute mestruale come diritto e promuovere politiche pubbliche più eque. Tra le nostre proposte:

    • Chiamiamole con il loro nome, chiamiamole tutte e tutti.
    • Il ciclo mestruale non è un lusso: IVA 0%

    • Prodotti mestruali gratuiti in tutte le scuole ed edifici pubblici.
    • Educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
    • Prendiamoci cura.
    • Congedo mestruale
  • Portare i diritti mestruale in tutta Italia

    L’obiettivo è chiaro: portare i diritti mestruali in tutta Italia, perché le mestruazioni non sono un fatto privato, ma una questione di salute pubblica.

    Segui la nostra Super Period e diventa un*attivista mestruale anche tu!

    Proprio per portare questi temi al centro del dibattito pubblico, insieme a CHEAP, collettivo di arte pubblica, abbiamo ideato la campagna Legalize Mestruazioni nel centro storico di Bologna per stimolare una conversazione pubblica sulle mestruazioni libera da giudizi.

    Crediamo che uno dei mezzi più efficaci per raggiungere la giustizia mestruale, oltre a informare, sia promuovere azioni concrete, come la presentazione di mozioni e iniziative attive a livello locale. Per questo, insieme all’associazione Tocca a Noi, abbiamo lanciato la campagna Giustizia mestruale in Comune, un percorso che coinvolge enti locali, scuole e cittadinanza per rompere il tabù delle mestruazioni e promuovere mozioni nei Comuni italiani come l’abbattimento dell’IVA sui prodotti mestruali nelle farmacie comunali o la distribuzione gratuita negli spazi pubblici.

    Affianco alle iniziative rivolte a tutta la cittadinanza, realizziamo progetti educativi di sensibilizzazione come il Diario di Luna,  un diario mestruale tradotto anche in swahili, inglese, russo, ucraino, moldavo e arabo, pensato per accompagnare bambine e adolescenti nella scoperta del proprio corpo in modo consapevole e sereno. Ogni versione è contestualizzata per adattarsi alle diverse sensibilità culturali e locali. Il diario permette di monitorare regolarità e intensità delle mestruazioni, annotare sintomi come dolori o sbalzi d’umore e favorisce una maggiore consapevolezza del corpo, offrendo una panoramica chiara dei propri ritmi biologici nel corso del tempo.

  • Il nostro impegno nel mondo

    Dopo la pubblicazione di EnCICLOpedia, nata dall’esperienza internazionale e dall’osservazione di come il dibattito e gli interventi sulla giustizia mestruale fossero più avanzati in altri contesti rispetto all’Italia, abbiamo redatto enCYCLEpedia, la versione in inglese, che amplia la riflessione alle principali sfide globali e propone strategie concrete di cambiamento, suggerendo come le esperienze e le pratiche osservate altrove possano ispirare nuove prospettive anche nel contesto italiano.

    Come ci ricordano i dati e le storie raccolte in enCYCLEpedia, infatti, la giustizia mestruale non è un tema solo italiano, ma una sfida condivisa a livello mondiale. Per questo motivo, lavoriamo ogni giorno per affrontarla insieme alle comunità dei Paesi in cui operiamo. In contesti di emergenze e crisi umanitarie – come in Palestina - distribuiamo “dignity kit”, che contengono prodotti mestruali e beni essenziali per garantire igiene e sicurezza anche nelle situazioni più difficili. Scopri il progetto fotografico Home Sweet Home -Immagini di Resistenza dalla Palestina.

    Promuoviamo l’educazione alla salute mestruale nelle scuole e nelle comunità in Paesi come Kenya, Tanzania, Libano e Palestina, dove le ragazze spesso mancano da scuola durante il ciclo o vengono stigmatizzate. In questi programmi, bambine e ragazze imparano a conoscere il proprio corpo, a gestire il ciclo in sicurezza e a parlare liberamente delle mestruazioni. Coinvolgiamo anche bambine, bambini, genitori e insegnanti, perché il cambiamento culturale richiede la partecipazione di tutta la comunità.

    Come emerge dal nostro WE CARE. Atlante della salute sessuale, riproduttiva, materna, infantile e adolescenziale nel mondo, le disuguaglianze legate al ciclo mestruale sono ancora molto diffuse ovunque. Per esempio, in Africa Sub-Sahariana, 1 ragazza su 10 perde la scuola durante le mestruazioni, mentre più di 1 ragazzo su 3 ritiene che le mestruazioni dovrebbero essere tenute segrete.

    Dati che confermano quanto sia urgente riconoscere la salute mestruale non come una questione privata, ma come parte del diritto universale alla salute.
    Da quest’idea nasce anche il nostro progetto artistico Cicli di Giustizia, realizzato con il Nafasi Art Space di Dar es Salaam, in Tanzania. Cicli di Giustizia amplifica la voce di donne e ragazze tanzaniane per trasformare i tabù sulle mestruazioni in linguaggi di libertà e consapevolezza.

    A questo progetto in Tanzania è dedicato un capitolo del nostro libro In Rivolta. Manifesto dei corpi liberi (Ed. Castelvecchi), che raccoglie le voci di oltre venti autrici tra attiviste, economiste, scrittrici e professioniste della medicina di genere e persone che lavorano con e per WeWorld da diversi contesti.