Il diritto al futuro passa anche da un’educazione di qualità
Garantire accesso all’educazione significa promuovere il diritto al futuro delle giovani generazioni, offrendo a bambini, bambine e adolescenti la possibilità di sviluppare pienamente le proprie competenze e potenzialità. Un’educazione di qualità è uno strumento essenziale per creare pari opportunità, ridurre le disuguaglianze sociali e valorizzare il talento di ciascuno, indipendentemente dal contesto di provenienza.
La scuola aperta alla comunità non trasmette solo conoscenze: favorisce lo scambio tra generazioni, stimola la partecipazione e sostiene lo sviluppo umano, sociale e culturale. In Italia permangono però criticità, come investimenti insufficienti, edifici inadeguati e scarsa innovazione didattica, che limitano l’accesso e la qualità dell’istruzione.
Le famiglie, pilastri culturali, sociali ed economici della società, affrontano spesso difficoltà legate alla precarietà economica e alla conciliazione tra lavoro e vita privata, che incidono sul benessere di bambini, bambine e adolescenti. I servizi educativi e familiari rappresentano uno strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze, offrendo un’educazione di qualità sin dalla prima infanzia e promuovendo la coesione sociale.
Questi servizi sostengono anche le persone anziane, riducono l’isolamento e alleggeriscono il carico dei e delle caregiver familiari, creando un sistema di welfare intergenerazionale. Tuttavia, criticità come costi elevati, disparità territoriali e scarsa flessibilità limitano ancora l’accesso universale all’educazione, impedendo una piena equità e opportunità per tutte le famiglie.
Per questo, attraverso il nostro programma nazionale Diritto al Futuro, che tiene al centro i diritti e i bisogni di bambine, bambini e adolescenti, promuoviamo il loro diritto di crescere in contesti educativi inclusivi e di qualità. Interveniamo nei contesti più isolati e marginalizzati, offrendo opportunità educative dentro e fuori la scuola, comprese attività culturali e sportive, così da garantire a tutti e tutte la possibilità di apprendere, crescere e costruire un futuro migliore.
La situazione nelle scuole in Italia
L’ultima edizione del WeWorld Index Italia, il nostro studio annuale sulla qualità della vita di donne, bambine e bambini nel Paese, mostra progressi nella riduzione della povertà educativa: il tasso di abbandono scolastico è passato dal 14,3% al 10,5% tra il 2018 e il 2023.
Tuttavia, permangono sfide strutturali e culturali: carenza di fondi, docenti sottopagati, scuole spesso inadatte e marcate disparità tra territori. Le regioni del Nord e del Centro offrono condizioni educative migliori, mentre Sud e Isole affrontano difficoltà più accentuate, soprattutto nell’accesso all’istruzione e alle risorse necessarie per bambini e bambine.
Queste differenze non riguardano solo singoli territori, ma costituiscono una vera questione di giustizia sociale. Garantire pari opportunità significa colmare il divario tra regioni, investire in infrastrutture e servizi e promuovere politiche che superino segregazione urbana e sociale, assicurando a tutti pari accesso all’istruzione, al lavoro e allo sviluppo personale.Il nostro intervento nelle periferie in Italia
Al fianco delle persone, dai margini al centro, lavoriamo per garantire il diritto all’educazione soprattutto nelle periferie nel nostro Paese, dove condizioni economiche e sociali limitano l’accesso alle opportunità.
Le ragazze, in particolare, affrontano spesso un doppio ostacolo all’educazione: il lavoro di cura, che ricade in gran parte su di loro, e la mancanza di incoraggiamento a proseguire gli studi. Questo le espone a un rischio maggiore di abbandono scolastico, limitando le loro opportunità future. È proprio qui che ogni giorno ci impegniamo a crearne di nuove, garantendo accesso all’educazione, rafforzando consapevolezza e diritti e costruendo spazi in cui possano crescere libere da stereotipi e discriminazioni e immaginare il proprio futuro senza limiti.Con il progetto Frequenza 200 creiamo spazi sicuri e inclusivi, offrendo supporto scolastico, laboratori creativi, teatro, musica e sport urbano. Il Piano Estate 2025 integra queste attività durante le vacanze estive, assicurando a bambine, bambini e adolescenti occasioni di apprendimento, socialità e svago anche fuori dall’anno scolastico. In parallelo, con la campagna “Ristudiamo il calendario”, promossa insieme a Mammadimerda, il progetto di divulgazione dissacrante e ironico sulla maternità ideato da Sarah Malnerich e Francesca Fiore - proponiamo di ridurre la lunghezza delle vacanze estive e di garantire periodi di attività educative distribuiti nell’anno, per offrire a tutte le famiglie pari opportunità di apprendimento e supporto.
Con il progetto Dentro le periferie Lab, abbiamo creato uno spazio in cui fossero i giovani e le giovani a narrare i propri quartieri, per restituire la narrazione di una complessità quotidiana che andasse al di fuori del racconto stereotipato. Ragazzi e ragazze tra i 12 e 18 anni di quattro periferie milanesi - Barona, Giambellino, Ponte Lambro e San Siro - hanno partecipato a workshop di fotografia, poster art e interviste, dando voce alle storie e alle relazioni che definiscono davvero le loro periferie. Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo e la collaborazione di partner locali.
Negli Spazi Donna WeWorld – luoghi di ascolto e di accoglienza per tante donne in situazioni di violenza e di difficoltà - mamme e figli e figlie trovano ambienti di ascolto e sostegno. Un’attenzione specifica è rivolta alla relazione mamma/bambino e bambina, attraverso un servizio dedicato. È infatti attivo un angolo child care per bambini e bambine, affidato a operatrici e operatori esperti. La child care è un osservatorio privilegiato per comprendere e portare alla luce situazioni di violenza intra-familiare, monitorando il comportamento dei bambini e delle bambine.
Grazie al lavoro del Centro Studi, produciamo indagini – spesso con dati inediti - per sensibilizzare sull’educazione inclusiva e orientare interventi mirati a ridurre le disuguaglianze, collegando le esigenze locali a strategie concrete e sostenibili. Ne sono un esempio il report “Diritti ai margini. Rimettere al centro il futuro di bambini/e e adolescenti delle periferie italiane”, che raccoglie emozioni, paure e aspirazioni di giovani tra gli 8 e i 19 anni nelle periferie di cinque città italiane, e il WeWorld Index Italia, che ogni anno analizza la qualità della vita e il livello di tutela dei diritti di donne e minori in tutte le regioni italiane, offrendo dati e raccomandazioni per politiche più efficaci.
L’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane
L’educazione sessuale e affettiva è fondamentale per il benessere e la crescita di bambine, bambini e adolescenti. Include aspetti biologici, emotivi, relazionali e sociali, promuovendo il rispetto, il consenso e la parità di genere. In Italia, però, resta frammentata e insufficiente: poche persone ricevono informazioni corrette a scuola e la richiesta di consenso scritto delle famiglie limita l’accesso. Educare significa fornire strumenti per conoscere il proprio corpo, gestire emozioni e relazioni e prevenire abusi. Noi interveniamo con laboratori, percorsi educativi e strumenti formativi, garantendo a tutte e tutti il diritto a un’educazione completa, inclusiva e sicura.
Attraverso il lavoro del nostro Centro Studi analizziamo le lacune del sistema educativo italiano e il loro impatto sul benessere delle nuove generazioni. Con la ricerca “Se la scuola non parla ai maschi, chi lo fa?” mettiamo in luce come modelli di genere rigidi e mancanza di educazione emotiva contribuiscano al disagio e all’esclusione di molti ragazzi. Con “Educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane: una lacuna che non possiamo più permetterci” evidenziamo invece l’assenza di percorsi strutturati su corpo, relazioni e consenso, che espone ragazze e ragazzi a disinformazione e rischi. Due ricerche che convergono su un punto chiave: senza un’educazione affettiva e sessuale inclusiva, scientifica e accessibile, non può esistere una scuola davvero equa.
L’educazione alla cittadinanza globale
Negli istituti scolastici promuoviamo l’educazione alla cittadinanza globale, cioè la capacità di comprendere le connessioni tra sfide locali e mondiali e di diventare cittadini e cittadine responsabili. Questo approccio permette di diventare agenti di cambiamento attraverso percorsi che offrono strumenti, attività laboratoriali e spazi di discussione su diritti umani, parità di genere e giustizia sociale.
Si inserisce in questo contesto il progetto Gener-Azione 5, che ha supportato docenti, studenti e studentesse rafforzare conoscenze e competenze sulla parità di genere e sulla prevenzione delle violenze, in linea con l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030.
Attraverso il progetto Scuola delle Competenze, invece, ripensiamo metodi didattici e spazi scolastici per rendere l’esperienza educativa più coinvolgente e inclusiva, creando ambienti come agorà, laboratori e spazi polifunzionali che favoriscono l’apprendimento attivo e la partecipazione degli studenti.
Infine, con il format Exponi le tue idee, stimoliamo il dialogo e il confronto tra pari su temi globali, combinando ricerca, dibattito e lavoro di squadra, per sviluppare capacità critiche, ascolto e partecipazione attiva
