WeWorld è presente in Burundi dal 1995, con una presenza consolidata sul territorio nazionale e uffici a Bujumbura, Cibitoke, Rumonge e Rutana. Lavoriamo al fianco delle comunità rurali e delle persone più vulnerabili, tra cui rifugiati, sfollati interni e persone rimpatriate, per rafforzarne la resilienza e promuovere un accesso più equo e sostenibile ai servizi essenziali.
Il contesto in Burundi
Il Burundi, Paese dell’Africa orientale privo di sbocco sul mare, è tra i Paesi più poveri al mondo e presenta una delle più alte densità di popolazione. Il 72,8% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e l’accesso ai servizi di base, tra cui acqua potabile, assistenza sanitaria e istruzione, rimane fortemente limitato. Il Paese continua inoltre ad affrontare una situazione economica fragile, caratterizzata dalla carenza di beni essenziali e da difficoltà nell’accesso a risorse e servizi.
L’agricoltura rappresenta la principale fonte di sussistenza per oltre l’80% delle famiglie, ma la scarsità di terre coltivabili, il difficile accesso a input agricoli di qualità e gli effetti del cambiamento climatico rendono i mezzi di sussistenza particolarmente vulnerabili. Inondazioni, perdita di terreni coltivabili e altri shock climatici aggravano l’insicurezza alimentare e la povertà, soprattutto nelle aree rurali.
La situazione nutrizionale è particolarmente critica: circa il 56% dei bambini e delle bambine sotto i cinque anni soffre di ritardo della crescita legato alla malnutrizione cronica, uno dei tassi più elevati al mondo. Donne e bambini sono tra le persone maggiormente esposte agli effetti della povertà, dell’insicurezza alimentare e dell’accesso limitato ai servizi essenziali.
Il Paese deve inoltre affrontare importanti dinamiche di mobilità e rientro. Oltre 415.000 rifugiati burundesi che avevano lasciato il Paese, in particolare durante la crisi del 2015, sono rientrati o sono in fase di rientro dai Paesi limitrofi. La loro reintegrazione sociale ed economica esercita un’ulteriore pressione sulle comunità ospitanti e su risorse e servizi già fragili. A queste dinamiche si aggiungono i nuovi flussi di persone in fuga dalle violenze nella Repubblica Democratica del Congo.
In questo contesto, rafforzare la resilienza delle comunità, migliorare l’accesso ai servizi essenziali e promuovere mezzi di sussistenza sostenibili sono elementi fondamentali per rispondere ai bisogni immediati e creare condizioni per uno sviluppo di lungo periodo.

Cosa facciamo per sostenere persone e comunità
In Burundi adottiamo un approccio integrato, partecipativo e multisettoriale, in linea con le politiche nazionali e in collaborazione con autorità locali, strutture sanitarie, associazioni comunitarie e partner tecnici. Il nostro lavoro si concentra principalmente su nutrizione, salute, sicurezza alimentare e WASH, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle comunità e favorire un accesso sostenibile ai servizi sociali di base.
La nutrizione rappresenta uno dei settori storici del nostro intervento in Burundi. Lavoriamo per prevenire e contrastare la malnutrizione, in particolare tra bambine e bambini sotto i cinque anni e tra le donne in gravidanza e in allattamento. Collaboriamo con le comunità e con le strutture sanitarie locali per rafforzare la prevenzione, l’individuazione e il trattamento della malnutrizione e promuovere una maggiore consapevolezza sull’alimentazione e sulla salute.
Interveniamo inoltre per migliorare la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza delle famiglie, promuovendo l’accesso a una dieta più diversificata attraverso gli orti familiari e sostenendo attività generatrici di reddito. Dedichiamo particolare attenzione a donne e giovani, anche attraverso associazioni di risparmio e prestito comunitarie, per rafforzarne l’autonomia economica e la capacità di far fronte agli shock.

Nel settore WASH, lavoriamo per migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari nelle comunità rurali, contribuendo a prevenire malattie e a creare condizioni di vita più sicure e dignitose. Sosteniamo inoltre le strutture sanitarie comunitarie e promuoviamo interventi integrati che includono la salute sessuale e riproduttiva e la salute mentale.
Un’attenzione specifica è rivolta alle persone sfollate, rifugiate e rimpatriate, che spesso hanno perso casa, beni e mezzi di sussistenza. Lavoriamo per favorirne l’inclusione e la reintegrazione sociale ed economica nelle comunità ospitanti, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la capacità delle comunità di affrontare i cambiamenti e le nuove vulnerabilità.
In tutti i nostri interventi, mettiamo resilienza, inclusione e sostenibilità al centro del lavoro con le comunità, rafforzando le capacità e la partecipazione a livello locale affinché le persone possano diventare protagoniste delle soluzioni e contribuire alla costruzione di un futuro più equo e sostenibile.

