Aiuti umanitari in Mozambico: il nostro intervento per affrontare la crisi

Siamo in Mozambico dal 2000, al fianco delle comunità che ogni giorno affrontano sfide complesse e costruiscono il proprio futuro con determinazione.

In questi anni, abbiamo ampliatole nostre attività per rispondere a un contesto sempre più complesso, lavorando con organizzazioni locali, comunità e istituzioni pubbliche e mantenendo un’attenzione costante a conflitto, parità di genere e coinvolgimento attivo dei giovani.

L’emergenza in Mozambico 

Il Mozambico vive una sovrapposizione di crisi. La situazione a Cabo Delgado, segnata da un conflitto iniziato nel 2014 e ancora in corso, continua a provocare sfollamenti, interruzioni dei servizi e gravi rischi di protezione per la popolazione civile. Evacuazioni ripetute, come quelle di Chiúre nel luglio 2025 e di Mocímboa da Praia nell’ottobre 2025, rendendo ancora più complesso l’accesso agli aiuti umanitari e la continuità dei servizi.

A questa crisi si sommano eventi climatici estremi sempre più frequenti come cicloni, alluvioni e siccità che colpiscono ripetutamente raccolti, abitazioni e infrastrutture essenziali. Per molte famiglie questo significa perdita dei mezzi di sussistenza e insicurezza alimentare, in un ciclo che si ripete anno dopo anno.

Le vulnerabilità sono amplificate da fattori strutturali come la disoccupazione giovanile, la fragilità dei sistemi educativi e le disuguaglianze di genere, più marcate nelle aree rurali. Nei distretti più remoti l’accesso a servizi di base come salute, istruzione e protezione rimane limitato e spesso discontinuo.

Education in Mozambique
Una scuola nel distretto di Cabo Delgado © Francesco Bellina

Cosa facciamo in Mozambico 

Siamo nelle aree più colpite del Paese, in particolare a Cabo Delgado e nella provincia di Tete, con un coordinamento anche a livello nazionale da Maputo. Il nostro intervento si sviluppa attraverso un approccio integrato che tiene insieme educazione, protezione, sostegno ai mezzi di sussistenza e azione climatica, perché le crisi che colpiscono le comunità sono profondamente interconnesse.

Nel settore educativo, lavoriamo per garantire continuità dell’apprendimento anche nelle emergenze, riabilitando scuole, formando insegnanti e attivando percorsi di recupero che permettano a bambine, bambini e adolescenti di non interrompere il proprio percorso scolastico. Allo stesso tempo, la scuola diventa anche uno spazio di protezione e di partecipazione per le nuove generazioni.

Sul fronte della protezione, interveniamo per prevenire e rispondere alla violenza di genere, rafforzando spazi sicuri per donne e ragazze, servizi di supporto e percorsi di riferimento, in collaborazione con organizzazioni femminili locali che lavorano direttamente nelle comunità.

Sosteniamo anche le famiglie nel rafforzare la propria autonomia economica e la resilienza climatica, promuovendo pratiche agricole più sostenibili, accesso ai mercati e strumenti per affrontare gli shock ambientali. Nei momenti di crisi più acuta, il nostro intervento si concentra sulla risposta immediata alle persone sfollate e sul mantenimento dei servizi essenziali.

Tutto il lavoro è attraversato da un impegno costante per la coesione sociale e il peacebuilding, attraverso il dialogo tra comunità e il coinvolgimento delle persone nei processi di ricostruzione e cambiamento.

Mappa degli uffici e delle zone di intervento di WeWorld in Mozambico

La crisi raccontata da chi la vive 

Raccogliere le voci e storie delle comunità con cui lavoriamo è parte centrale del nostro lavoro e ci permette di leggere le crisi dall’interno, oltre le narrazioni più lontane.

Il progetto Women See Many Things ha coinvolto giovani donne tra i 18 e i 30 anni lungo la costa swahili tra Kenya Tanzania e Mozambico. Attraverso la fotografia, le protagoniste di questa attività hanno raccontato la propria vita quotidiana e il significato della pace nelle loro comunità. Le immagini raccontano anche l’impatto della violenza di genere e mostrano come il conflitto a Cabo Delgado abbia aggravato sfollamenti e vulnerabilità. Ne emerge un racconto diretto e potente che mette in evidenza il peso umano delle crisi e il ruolo centrale delle donne nella costruzione della pace.

Con il progetto fotografico Africa Blues, dei fotografi Giulia Piermartiri e Edoardo Delille, abbiamo raccontato il cambiamento climatico in Mozambico attraverso immagini che mettono in dialogo la vita quotidiana di oggi con possibili scenari futuri. Le fotografie immaginano come questi stessi luoghi potrebbero apparire nel 2100, mostrando in modo concreto gli effetti della crisi climatica sulle comunità rurali. Le opere, realizzate da Piermartiri e Delille dopo un periodo trascorso sul campo con il nostro team, nascono dall’ascolto diretto delle persone e restituiscono la percezione di un futuro che non è lontano ma già in costruzione.