La crisi climatica e ambientale: un’ emergenza che ci riguarda tutte e tutti
Cos’è la crisi climatica e come la contrastiamo
La crisi climatica è l’insieme dei cambiamenti del clima causati principalmente dalle attività umane — emissioni, deforestazione, uso insostenibile delle risorse — che generano conseguenze sempre più frequenti: siccità, alluvioni, perdita del suolo, calo della biodiversità e riduzione della disponibilità idrica. Oggi questi fenomeni colpiscono soprattutto le popolazioni più vulnerabili, aggravando povertà, disuguaglianze e violazioni dei diritti fondamentali. Contrastare la crisi climatica per noi significa costruire comunità resilienti, rafforzare i servizi essenziali, proteggere risorse naturali e mezzi di sussistenza e garantire che nessuna persona venga lasciato indietro. Lavoriamo attraverso progetti di educazione ambientale, adattamento climatico, gestione sostenibile dell’acqua, agricoltura resiliente, riduzione del rischio disastri e advocacy, integrando dimensione sociale, territoriale e di genere.
Le cause e le conseguenze della crisi climatica e ambientale
Le cause della crisi climatica sono diverse: uso massiccio di combustibili fossili, modelli produttivi insostenibili, deforestazione, pressione sulle risorse naturali. Le conseguenze negative di queste attività non sono distribuite nel mondo in modo equo.
Nei Paesi con forti livelli di povertà in cui siamo presenti, la crisi climatica significa: raccolti agricoli compromessi, pozzi che si prosciugano, insicurezza alimentare cronica, migrazioni forzate e perdita di reddito per molte famiglie. Le donne e le ragazze sono spesso le persone più vulnerabili agli impatti di questi fenomeni: quando l’acqua scarseggia, sono loro a percorrere distanze sempre maggiori per raccoglierla; durante le emergenze climatiche affrontano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali, un aumento del lavoro di cura non retribuito e una maggiore esposizione a rischi sociali ed economici, come l’interruzione della scuola, un maggior rischio di violenze sessuali o discriminazioni di genere.
Il nostro impegno in Italia
Gli eventi climatici estremi, come quelli che hanno colpito Bologna e l’Emilia-Romagna nel 2024, mostrano quanto, anche in Italia, le comunità siano esposte a conseguenze drammatiche: persone sfollate dalle proprie abitazioni, famiglie e attività danneggiate e perdita di vite umane.
In Italia, il nostro intervento si concentra su azioni di adattamento alle conseguenze negative del riscaldamento climatico, iniziative di advocacy e sostegno all’attivismo giovanile per diffondere sistemi di produzione e consumo più sostenibile. Sosteniamo il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e l’articolo 9 della Costituzione italiana che tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi nell’interesse delle generazioni future.
Organizziamo talk e iniziative di sensibilizzazione, anche all’interno del WeWorld Festival, e promuoviamo percorsi di educazione climatica nelle scuole. Affianchiamo docenti, personale educante ed enti locali e associazioni nella costruzione di reti territoriali capaci di rispondere alla crisi climatica, sviluppando pensiero critico, cittadinanza attiva e comportamenti sostenibili.
Con la WeWorld Academy offriamo percorsi formativi gratuiti a giovani under 35 su transizione ecologica, advocacy e climate justice.
Che cosa facciamo nel mondo per ridurre le conseguenze della crisi climatica e ambientale
Acqua e gestione sostenibile delle risorse
Costruiamo e riabilitiamo sistemi idrici, pozzi, latrine scolastiche e sistemi di raccolta dell’acqua. Formiamo comitati comunitari per garantire una gestione sostenibile, ridurre il rischio di scarsità idrica, malattie e conflitti legati all’acqua. In Kenya, nelle contee di Isiolo, Kwale e Nairobi, promuoviamo la partecipazione giovanile all’azione climatica e alla tutela dell’ambiente, incoraggiando un cambiamento sostenibile guidato dalla comunità. In Cisgiordania abbiamo implementato soluzioni sostenibili come il riuso delle acque reflue trattate per l’agricoltura e sistemi solari per il pompaggio idrico.
Agricoltura resiliente e sicurezza alimentare
Nei contesti colpiti da siccità e degrado del suolo promuoviamo tecniche di agroecologia, diversificazione delle colture, irrigazione efficiente e uso di sementi resistenti ai cambiamenti climatici. Rafforziamo cooperative agricole e sosteniamo l’imprenditoria femminile per migliorare reddito, autonomia e sicurezza alimentare. In Mozambico, dove operiamo da oltre 20 anni, aiutiamo le comunità colpite da cicloni e alluvioni, ripristinando infrastrutture agricole e servizi essenziali e attivando programmi per garantire mezzi di sussistenza sostenibili.
Riduzione del rischio disastri e ricostruzione
Ripristiniamo infrastrutture essenziali — scuole, sistemi idrici, centri sanitari, strade rurali — e supportiamo piani comunitari di gestione del rischio, sistemi di allerta precoce, formazione e mappatura dei rischi. Durante emergenze, come quelle causate dai cicloni Idai e Kenneth in Mozambico, abbiamo fornito acqua potabile, ripari e assistenza sanitaria, e successivamente abbiamo lavorato sulla prevenzione e la resilienza insieme a scuole e agenti locali.
Protezione dei diritti e sostegno alle persone più esposte
Ogni nostro intervento tiene conto della dimensione di genere: le donne sono spesso le più esposte agli impatti del cambiamento climatico e le meno coinvolte nei processi decisionali. Favoriamo la loro partecipazione attiva nella gestione delle risorse, nei comitati comunitari e nei percorsi di adattamento.
La crisi climatica, inoltre, influisce direttamente anche sulla salute sessuale e riproduttiva, sull’igiene mestruale, sulla sicurezza negli spostamenti e sull’accesso ai diritti fondamentali.
Per affrontare queste connessioni con un approccio femminista e decoloniale abbiamo realizzato lo studio “On Our Lands, On Our Bodies”, presentato alla COP30, che analizza gli impatti del cambiamento climatico sulla salute sessuale e riproduttiva delle donne nelle comunità indigene e rurali di Brasile, Kenya e Tanzania. La ricerca valorizza saperi locali e pratiche di resilienza, mostrando che la crisi climatica è anche una questione di giustizia sociale, equità di genere e redistribuzione del potere.
