Il WeWorld Festival nasce a Bologna nell’ottobre 2024 come rassegna gratuita di cinema, talk, dibattiti e performance, aperta a tutta la cittadinanza. L’obiettivo è portare al centro dell’attenzione le storie di chi vive ai margini sociali e geografici del mondo.

L’evento, che ogni anno coinvolge tra le 3.000 e le 5.000 persone, raccoglie l’eredità del Terra di Tutti Film Festival, storico festival di cinema sociale co-organizzato da WeWorld e diverse realtà del territorio, e che nel 2023 si è concluso con la 17ª edizione.

L’edizione bolognese del festival si affianca al WeWorld Festival Milano attivo da oltre 15 anni per promuovere il dibattito e la consapevolezza sui diritti delle donne, la parità di genere e il contrasto agli stereotipi, ospitato negli spazi di BASE Milano.

Film e racconti dai margini

I margini, che siano essi politici, economici geografici o sociali, sono spesso raccontati da chi non li vive. La narrazione finisce così per sostituire l’ascolto, ignorando le voci e le esperienze di chi, quei margini, li abita ogni giorno.

Per noi, parlare di margini significa amplificare la voce di realtà e persone di cui ancora troppo spesso non si parla, o non lo si fa con il giusto ascolto. Lasciamo che siano queste persone, attraverso film, mostre, performance e momenti di confronto, a raccontarsi in prima persona, senza filtri.

Diritti umani, parità di genere e giustizia climatica e ambientale

Sin dalla sua nascita, il WeWorld Festival Bologna è pensato per chi crede nei diritti umani e in una giustizia intersezionale: climatica, sociale e di genere. È  pensato per chi intende riscoprire l’empatia in un’epoca segnata da crisi dimenticate, conflitti normalizzati e ingiustizie strutturali. È dedicato al racconto delle persone che subiscono queste ingiustizie, rendendole protagoniste della propria storia. Grazie anche alla partecipazione di persone provenienti dal mondo del cinema, del giornalismo, dell’attivismo, dell’arte e dell’editoria, intendiamo aprire uno spazio di confronto, cura e partecipazione per affrontare assieme queste urgenti e interconnesse sfide globali.


La rassegna cinematografica

Il WeWorld Festival Bologna dà ampio spazio al documentario sociale come forma di racconto di Paesi, comunità e lotte sociali che spesso non trovano posto sui nostri schermi. Per questo, grazie alla collaborazione con la Cineteca di Bologna e gli spazi del Cinema Lumière e del Modernissimo, ogni anno portiamo corti, medi e lungometraggi sociali nelle sale cinematografiche della città, spesso in anteprima nazionale o cittadina.Ne è un esempio No Other Land, filmdiBasel Adra e Yuval Abraham vincitore del premio Oscar al Miglior Documentario 2025, che nel 2024 ha aperto la prima edizione del festival come anteprima bolognese al Cinema Modernissimo.

Per i film selezionati ogni anno prevediamo premi e menzioni speciali, assegnati da giurie di esperti e appassionati delle tematiche del festival. Tra i nomi, la regista Anita Rivaroli, la direttrice del festival CinemAmbiente Lia Furxhi e del FINCA Florencia Santucho, giornalisti e giornaliste come Anna Maria Giordano (Radio3), Giuseppe Ciulla (Rai2) e Sabika Sha Povia (Propaganda Live), assieme ai soci di realtà che sostengono da sempre il festival, come EmilBanca e Coop Alleanza 3.0.

Al WeWorld Festival Bologna trovano spazio non solo le immagini dei film ma anche le voci dei suoi autori e autrici. In questi anni, infatti, abbiamo ospitato nel corso di dibattiti e masterclass, in sala e fuori sala, registi e registe come Madalina Rosca (Little Syria, di Reem Karssli, 2025), Anna Recalde Miranda (Green Is the New Red, 2024), Lina Vdovîi (Tata, 2024), Patricia Franquesa (My Sextortion Diary, 2024), Myriam El Hajj (Diaries From Lebanon, 2024), Jochen Hick (Queer Exile Berlin, 2023), Elise Darblay e Antoine Depeyre (La Lumière des Femmes, 2024), produttori come Joe Mecca (Mediha, di Hasan Oswad, 2023), progetti multimediali come Boschilla (Pasturismo, di Andrea Chiloiro, Riccardo Franchini, Giovanni Labriola, Matteo Ragno.

Il percorso di selezione della rassegna cinematografica del WeWorld Festival non sarebbe possibile senza la direzione artistica di Jonathan Ferramola, giornalista, autore radiofonico e copywriter che ha portato avanti negli anni l’esperienza di realizzazione del Terra di Tutti Film Festival, e Carlotta Piccinini, filmmaker, scrittrice e videoartista che da sempre collabora e condivide le prospettive del WeWorld Festival.

Il WeWorld Festival Bologna collabora inoltre con importanti realtà nel campo del cinema come la casa di distribuzione SMK Videofactory e la piattaforma OpenDDB, il percorso ESoDoc (European Social Documentary) e altri festival come Biografilm, Middle East Now, CinemAmbiente, Nazra Palestine Short Film Festival e Gender Bender.

Eventi off e ospiti

Il WeWorld Festival Bologna non è solo cinema: proponiamo eventi off in diversi luoghi della città, come il DAS – Dispositivo Arti Sperimentali. Talk, workshop, formazioni e i nostri format di Chiacchierata Attivista e Femminista aprono spazi di dialogo e approfondimento su diritti umani, parità di genere e giustizia climatica.

Tra gli ospiti che hanno partecipato negli anni ricordiamo attivisti come Patrick Zaki, divulgatrici come Vera Gheno, giornalisti e giornaliste come Valerio Nicolosi e Leila Belhadj Mohamed, scrittori e scrittrici come Wu Ming 2 e Giulia Blasi, artiste come Josephine Yole Signorelli (Fumettibrutti), e community online come Mica Macho.

Il WeWorld Festival Bologna è anche un’occasione per raccontare il nostro lavoro in oltre 20 paesi nel mondo e dare spazio alle testimonianze di colleghe e colleghi e delegazioni di attivisti, attiviste e speaker da paesi come la Palestina, l’Ucraina, il Mali, la Tanzania, la Siria, e tanti altri.

Mostre fotografiche e arte performativa

All’interno del WeWorld Festival Bologna portiamo progetti fotografici, come accaduto per Changemakers di Camilla Miliani e Kharkiv Among the Ruins di Hugo Weber, e collaboriamo con autori, tra cui Michele Lapini, Max Cavallari, Edoardo Delille e Giulia Piermartiri, e photoeditor come Maysa Moroni (Internazionale) e Renata Ferri (iO Donna).

Anche l’arte performativa trova spazio attraverso laboratori e bandi creativi, come la Chiamata alle arti della WeWorld Academy, e interventi di public art realizzati con collettivi come CHEAP, tra cui Legalize Mestruazioni (2024) e Nota a margine (2025). Coinvolgiamo inoltre giovani dai 17 ai 30 annni in laboratori teatrali e formativi, come accaduto nel 2025 lavorando sul tema delle disuguaglianze con il metodo del Teatro dell’Oppresso.

Accessibilità e inclusione

Il WeWorld Festival Bologna è aperto a tutta la cittadinanza, gratuito e pensato per essere quanto più inclusivo possibile. Sono previsti spazi e attività child friendly, laboratori artistici per bambini e adolescenti, e attività educative in collaborazione con lo Spazio Donna WeWorld di Bologna. Tra le iniziative del 2025 che hanno riscosso ampio successo anche un laboratorio sulle fake news per la fascia 8-13 anni, realizzato da Rassegna Stampa per Bambini e Ramo D’Oro.

Al WeWorld Festival lavoriamo perché ogni persona possa partecipare pienamente e in serenità. Per questo progettiamo gli spazi e le attività con un’attenzione particolare all’accessibilità, riducendo barriere fisiche, sensoriali e comunicative e includendo le esigenze di chi vive una disabilità o una neurodivergenza.
L’obiettivo è costruire un contesto che si adatti alle persone, non il contrario: un luogo accogliente, aperto e condiviso, in cui ciascuna e ciascuno possa muoversi, esprimersi e prendere parte alle esperienze del Festival.

Partner e sostenitori

Il WeWorld Festival Bologna è reso possibile grazie al sostegno di realtà come Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Emil Banca, Coop Alleanza 3.0, AICS, Unione Europea (programmi DEAR, CERV, Erasmus+), e partner storici come Cineteca di Bologna, SMK, OpenDDB, Vag61, DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, Fondazione Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.