
Aiuti umanitari in Palestina: Il nostro intervento
Operiamo nel territorio palestinese occupato da oltre 30 anni, combinando la risposta umanitaria con un sostegno a lungo termine alle comunità. Siamo state tra le prime organizzazioni umanitarie a firmare un accordo quadro operativo per gli interventi di emergenza nel 1993, poco dopo l’istituzione dell’Ufficio per gli aiuti umanitari della Commissione europea. A Gaza, la nostra presenza risale al 1997, quando abbiamo sostenuto la creazione del primo centro trasfusionale della Striscia, in collaborazione con la Banca Centrale del Sangue di Gaza.
Da allora, il nostro lavoro si è esteso in tutta la Striscia di Gaza e in Cisgiordania, adattandosi alle mutevoli esigenze umanitarie e di sviluppo, pur mantenendo una presenza a lungo termine al fianco delle comunità palestinesi e dei partner locali.
Oggi operiamo nei settori dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari (WASH), dell’istruzione, della protezione, dei rifugi d'emergenza, della salute, della sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza, nonché dello sviluppo economico locale, integrando in tutti i nostri interventi la parità di genere, la salute mestruale, il coinvolgimento della comunità, la responsabilità e l’inclusione. Operiamo attraverso 5 uffici sul campo in Cisgiordania e a Gaza, con una presenza in oltre 100 comunità distribuite in 11 governatorati della Cisgiordania e in 3 di Gaza.

Il contesto
La crisi umanitaria nel territorio palestinese occupato rimane grave, poiché la violenza, l’occupazione, gli sfollamenti e le restrizioni di accesso continuano a generare bisogni umanitari sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania. Sebbene i due contesti differiscano, sono sempre più interconnessi a causa del deterioramento della protezione dei civili, della contrazione dello spazio umanitario e dell’erosione dei servizi essenziali.
A Gaza, l’escalation delle ostilità a partire da ottobre 2023, preceduta da quasi due decenni di blocco e da ripetuti cicli di conflitto, ha provocato una distruzione diffusa delle infrastrutture civili, sfollamenti ripetuti e gravi interruzioni dei servizi di base. Abitazioni, strutture sanitarie, scuole e reti idriche hanno subito danni ingenti, mentre l’accesso umanitario e la disponibilità di beni di prima necessità rimangono limitati.
In Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, le operazioni militari, l’espansione degli insediamenti, le demolizioni, la violenza dei coloni e le restrizioni alla circolazione continuano a causare sfollamenti e a suscitare preoccupazioni in materia di protezione, incidendo al contempo sull’accesso all’alloggio, ai mezzi di sussistenza, all’istruzione, all’assistenza sanitaria e all’acqua. L’instabilità prolungata e il ridotto accesso alla terra e alle risorse hanno ulteriormente compromesso i mezzi di sussistenza e le opportunità economiche, in particolare per le comunità agricole, pastorali ed emarginate, nonché per coloro che in Cisgiordania sono esposti a sfollamenti e al rischio di trasferimento forzato.
Anche il contesto operativo umanitario è diventato sempre più limitato, compromettendo la capacità delle organizzazioni umanitarie di raggiungere le comunità e sostenere le operazioni.
In tutto il territorio palestinese occupato, donne, bambine, bambini, persone con disabilità, persone anziane, famiglie sfollate e comunità emarginate subiscono un impatto sproporzionato. Rispondere a queste esigenze che si sovrappongono richiede un’azione umanitaria che rimanga flessibile, guidata a livello locale e incentrata su un accesso equo e sostenibile ai servizi essenziali, proteggendo al contempo i diritti e il benessere delle persone.
Cosa stiamo facendo per fornire aiuti e garantire protezione
Adottiamo un approccio multisettoriale e incentrato sulla protezione, ponendo le comunità al centro della risposta e lavorando a stretto contatto con i partner locali e le strutture comunitarie. I nostri interventi sono concepiti per rispondere alle necessità umanitarie immediate, rafforzando al contempo le capacità locali e sostenendo la resilienza a lungo termine.
Le realtà di Gaza e della Cisgiordania richiedono risposte diverse, ma complementari. A Gaza, la priorità è data all’assistenza salvavita, mentre le componenti di recupero vengono integrate laddove le condizioni lo consentono. In Cisgiordania, gli interventi affrontano le pressioni che incidono sulla capacità delle comunità di mantenere la resilienza di fronte a demolizioni, violenze da parte dei coloni, restrizioni alla libertà di movimento, perdita dei servizi di base e difficoltà economiche.
In entrambi i contesti, l’opzione preferita è quella di operare in modo trasversale su più settori piuttosto che concentrarsi su un singolo settore in modo isolato.
Acqua e servizi igienico-sanitari (WASH) e salute
A Gaza, sosteniamo le comunità sfollate e colpite dal conflitto attraverso la fornitura di acqua potabile, di servizi igienico-sanitari e la gestione dei rifiuti solidi, la promozione dell’igiene, le attività relative alla salute mestruale e il ripristino e la manutenzione dei servizi WASH nei siti per persone sfollate e nelle strutture comunitarie. A livello comunitario, volontari e volontarie sostengono la promozione dell’igiene, il coinvolgimento della comunità, la comunicazione dei rischi e l’indirizzamento verso le strutture appropriate, mentre le valutazioni e le consultazioni aiutano a identificare i rischi prioritari per la salute pubblica e a definire risposte adeguate al contesto locale.
In Cisgiordania, ripristiniamo e ampliamo le reti idriche, rafforziamo l’accesso delle famiglie all’acqua potabile e sosteniamo i servizi WASH essenziali.
Il programma WASH è inoltre integrato con programmi di sanità pubblica, in particolare attraverso la prevenzione e il controllo delle infezioni, la comunicazione dei rischi per la salute, il coinvolgimento della comunità, le consulenze specializzate e i percorsi di riferimento. Queste misure, insieme ai servizi igienico-sanitari, sono state potenziate in due ospedali governativi nella parte settentrionale della Cisgiordania, raggiungendo oltre 200.000 persone dal 2025.
Istruzione nelle emergenze
Lavoriamo per migliorare l’accesso a un’istruzione sicura, inclusiva e di qualità, sostenendo al contempo il benessere psicosociale di bambini e bambine.
A Gaza e in Cisgiordania adottiamo un approccio olistico all’istruzione nelle emergenze, collaborando con autorità scolastiche, comunità ed educatori per creare ambienti di apprendimento sicuri e inclusivi, migliorare le strutture scolastiche, comprese quelle relative al WASH, e sostenere l’accesso all’istruzione per bambini e bambine sfollati e colpiti dal conflitto, nonché per le comunità ospitanti.
A Gaza, spazi didattici temporanei offrono un percorso di apprendimento strutturato e sostegno psicosociale ai bambini sfollati, integrando nella risposta i servizi WASH e il coinvolgimento della comunità.
In Cisgiordania, gli interventi sostengono bambini e bambine colpiti dal conflitto attraverso l’accesso all’istruzione, il sostegno psicosociale, l’apprendimento socio-emotivo, e l'organizzazione di ambienti scolastici più sicuri e inclusivi e la preparazione alle emergenze.
Collaboriamo inoltre con consulenti scolastici, il corpo insegnante, figure di riferimento, partner locali e comunità per rafforzare il contesto più ampio in cui vivono bambini e bambine , integrando il sostegno psicosociale e i percorsi di orientamento, contribuendo al contempo a garantire l’accesso all’apprendimento durante le emergenze.
Integrare la protezione all'alloggio nelle emergenze
Le questioni relative alla protezione sono strettamente legate all’accesso all’acqua, all’istruzione, all’assistenza sanitaria, agli alloggi e ai mezzi di sussistenza, in particolare per le comunità palestinesi che in Cisgiordania devono affrontare lo sfollamento e il rischio di trasferimento forzato.
Forniamo assistenza umanitaria, sostegno alla resilienza e protezione alle comunità colpite. Gli interventi comprendono alloggi di emergenza e sostegno alla protezione, infrastrutture comunitarie, servizi di base e assistenza a livello familiare, progettati per ridurre i rischi legati alla protezione e rafforzare la capacità delle comunità di rimanere sulle proprie terre.
Questo lavoro è integrato da attività di advocacy umanitaria, pianificazione a livello comunitario e coordinamento con attori umanitari locali e internazionali per identificare, prevenire e mitigare i rischi di protezione che colpiscono le comunità palestinesi.
Le nostre attività in materia di protezione continuano a svilupparsi attraverso nuovi programmi a sostegno della protezione e dell’accesso all’istruzione per bambini e bambine in condizioni di vulnerabilità.
Sicurezza alimentare, mezzi di sussistenza e sviluppo economico locale
In Cisgiordania, collaboriamo con le comunità in condizioni di vulnerabilità per rafforzare i mezzi di sussistenza basati sull’agricoltura e l’allevamento, parallelamente alla protezione e all’accesso ai servizi di base. Lavoriamo inoltre con cooperative agricole, artigianali e di trasformazione alimentare, rafforzandone le capacità produttive e organizzative e collegando al contempo acqua, energia, produzione alimentare e sostenibilità ambientale attraverso un approccio basato sul nesso Acqua-Energia-Cibo-Ecosistema (Water-Energy-Food-Ecosystem, WEFE).
Durante la prima metà del 2026, abbiamo potenziato le capacità di 30 cooperative in Cisgiordania attraverso la fornitura di attrezzature, sessioni di formazione e scambi che hanno favorito la condivisione di esperienze e buone pratiche. In collaborazione con i partner, stiamo inoltre sviluppando ulteriormente l’agricoltura ecologica, la ricerca sulle risorse idriche non convenzionali e il degrado del suolo.
Uguaglianza di genere e salute mestruale
Le considerazioni di genere sono integrate in tutti i nostri programmi attraverso approcci sensibili alle questioni di genere e che tengono conto delle diverse esigenze, dei rischi e delle barriere che devono affrontare donne, uomini, ragazze e ragazzi.
La salute mestruale è diventata una componente particolarmente importante dei nostri programmi a Gaza, dove lo sfollamento, il sovraffollamento e l’accesso limitato ai prodotti per l’igiene e ai servizi sanitari hanno creato ulteriori difficoltà per le ragazze adolescenti e le donne.
Combiniamo la distribuzione di materiali per la salute mestruale con informazioni adeguate all’età, sostegno psicosociale, consulenze specialistiche e opportunità sicure di dialogo in cui le ragazze adolescenti e caregivers cura possano discutere di salute mestruale, igiene e benessere emotivo con facilitatori e specialisti qualificati.
Nel 2026 abbiamo ulteriormente rafforzato questo ambito di intervento attraverso attività dedicate alla salute mestruale e al benessere delle ragazze adolescenti e caregivers a Gaza.
Collaborazione con le comunità e i partner locali
In tutti i nostri programmi, lavoriamo a stretto contatto con i partner locali, le strutture comunitarie e le comunità colpite, riconoscendo che un’azione umanitaria efficace dipende dalla conoscenza del territorio, da una partecipazione significativa e dalla titolarità locale.
Attraverso valutazioni comunitarie, sessioni di consultazione e meccanismi di feedback, le comunità contribuiscono a identificare i bisogni, a stabilire le priorità in base ai rischi e a definire gli interventi, comprese le micro-iniziative guidate dalla comunità. I partner locali sono sempre più coinvolti nella progettazione, nell’attuazione, nel coordinamento e nel processo decisionale dei programmi.
Nel 2026 abbiamo coinvolto quattro ONG nazionali attive per attuare attività di programma nei settori dell’istruzione, della salute, della protezione e dei mezzi di sussistenza sostenibili.
La partecipazione della comunità rimane fondamentale nel definire i nostri interventi. A Gaza, i volontari della comunità sostengono la promozione dell’igiene, il coinvolgimento della comunità e le attività di risposta rapida nei vari siti di sfollamento. In Cisgiordania, i residenti hanno collaborato con i nostri team durante gli interventi infrastrutturali, compresa l’installazione di nuove reti idriche nelle comunità che devono affrontare gravi restrizioni di accesso.





