La guerra cambia profondamente la vita di tutte le persone che la vivono, ma le bambine e i bambini sono tra i soggetti più vulnerabili e colpiti da questa realtà. Spesso le loro storie restano invisibili, nascoste dietro dati e notizie di cronaca.

In questo articolo parleremo di:

  • Come la guerra distrugge l'infanzia
  • Come i diritti di bambine e bambini siano violati nei conflitti
  • Come cambia l'istruzione in emergenza
  • L'impatto psicologico e sociale della guerra sui minori

Infanzia e guerra: una realtà invisibile

Per le bambine e i bambini coinvolti in conflitti, la guerra non è solo una notizia lontana o una pagina di cronaca. È la realtà quotidiana da cui non possono fuggire. Costretti a vivere tra paura, incertezza e distruzione, perdono il diritto di sognare, pensare al futuro e costruire la propria persona.

Negli scenari di guerra, le bambine e i bambini spesso diventano “invisibili”: senza voce, senza protezione, lontani da quei diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a ogni bambino e bambina. È importante dare loro visibilità e riconoscere le condizioni drammatiche in cui crescono, perché solo così possiamo costruire percorsi di sostegno concreti e umani.

I diritti dei bambini e delle bambine nei conflitti

Nei contesti di guerra, non viene negata solo l’infanzia, ma sono anche i diritti fondamentali dei bambini e delle bambine ad essere sistematicamente violati. La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 1989 stabilisce che ogni bambino e bambina ha diritto alla vita, alla protezione da ogni forma di abuso, alla salute, all’istruzione e a vivere in un ambiente sicuro.

In particolare, all’articolo 31, sancisce “il diritto al riposo ed al tempo libero, di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e di partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica”. In molte zone di conflitto, questi principi vengono calpestati: le bambine e i bambini sono spesso vittime di violenze fisiche e psicologiche, costretti/e a lasciare la propria casa e la propria scuola. Perdono i loro punti di riferimento, amici, famigliari, la scuola e le loro case. Queste violazioni non solo compromettono il loro presente, ma minacciano anche il loro futuro e quello delle loro comunità.

Istruzione in emergenza

In situazioni di conflitto, l’istruzione è il primo diritto che viene compromesso. Le scuole vengono distrutte o chiuse o adibite spesso a rifugi per gli sfollati, insegnanti ed educatori scappano, perdono la vita o non sono più in grado di svolgere il loro ruolo. Per bambine e bambini l’interruzione degli studi non è solo una perdita di conoscenza: è la perdita di un luogo sicuro, di momenti di socialità e di speranza e talvolta anche di pasti sani e visite mediche.

Noi crediamo che garantire l’accesso all’istruzione anche nelle emergenze sia fondamentale per offrire a bambine e bambini un senso di normalità e di futuro. Un futuro che passa attraverso la cultura, la conoscenza e la possibilità di costruire insieme comunità più forti e pacifiche. Per approfondire il ruolo cruciale dell’educazione nei contesti di emergenza, potete leggere il nostro Atlante, Learning Out Loud, una serie dati e analisi per raccontare il diritto all'educazione nel mondo.

Conseguenze psicologiche e sociali

Le conseguenze della guerra sull’infanzia non si fermano alle ferite visibili. I traumi psicologici e sociali, spesso nascosti, sono profondi e duraturi. Ansia, paura, senso di insicurezza, e disturbi da stress post-traumatico sono frequenti tra i bambini esposti alla violenza. Molti perdono membri della famiglia e amici, vivendo un senso di perdita e abbandono difficile da elaborare. Questi effetti influenzano il loro sviluppo emotivo e sociale, condizionando la possibilità di costruire relazioni di fiducia e progettare un futuro positivo. Per questo, accanto all’assistenza materiale, è fondamentale offrire supporto psicologico e spazi di ascolto.

Il diritto al sogno

«Ho paura di chiudere gli occhi… perché rivedo noi che scappiamo di nuovo dalla nostra casa distrutta.» Ilia, 9 anni, viveva a Kharkiv in Ucraina, prima che la sua casa fosse distrutta.

Possiamo dire che la guerra sostanzialmente ruba a bambine e bambini il diritto più profondo: il diritto al sogno. In Ucraina, dove la guerra ha privato bambini e bambine del sonno e della serenità, lavoriamo perché possano ancora immaginare un domani migliore. Il diritto al sogno è un diritto umano fondamentale, riconosciuto come parte integrante del diritto al futuro. Significa dare a bambine e bambini la possibilità di sperare, di coltivare i propri desideri e di costruire una vita fatta di opportunità e crescita.

Proteggere questo diritto è un impegno concreto: un patto per garantire alle nuove generazioni, anche nelle condizioni più difficili, il diritto a un futuro dignitoso e pieno di speranza. Attraverso programmi di sostegno psicologico, educazione e protezione sociale, ci impegniamo a ridare voce ai sogni dei bambini colpiti dalla guerra, perché ogni bambino merita di crescere e guardare avanti, nonostante tutto. Puoi leggere la testimonianza diretta di questo impegno nel racconto “Il diritto al sogno di bambini e bambine in Ucraina”.