Con il nostro progetto RegenerAction, che portiamo avanti insieme a Nexus Emilia Romagna e con il supporto della Regione Emilia-Romagna, intendiamo favorire una gestione sostenibile delle risorse agro-forestali e promuovere pratiche agricole resilienti nelle aree rurali e costiere della Tunisia, le più esposte agli effetti della crisi climatica. Ci proponiamo di accompagnare un processo di rigenerazione ecologica e paesaggistica dello spazio forestale costiero di Chott Mariem, a nord della città di Susa, una risorsa che attualmente presenta evidenti segni di fragilità. Qui, come in altre aree costiere del paese, le crescenti pressioni climatiche, incidono direttamente sulla stabilità degli ecosistemi e sulla loro capacità di svolgere funzioni ecologiche e di essere risorse anche sociali.
Oltre all’intervento sullo stato fisico della mini‑foresta di Chott Mariem, intendiamo costruire un percorso coerente di adattamento ai cambiamenti climatici, fondato su conoscenze e competenze scientifiche, che permette di conciliare tutela ambientale, funzione didattica e valorizzazione del paesaggio, con l’ambizione di diventare un modello replicabile in altri contesti costieri mediterranei.
Lo stato attuale della mini-foresta di Chott Mariem.
Partendo da un diagnostico preliminare eco-paesaggistico e ambientale, abbiamo potuto analizzare in modo sistematico il funzionamento del sistema ecologico, individuarne le fragilità e valorizzarne le potenzialità, ponendo basi scientifiche solide per costruire la nostra azione.

Dall’analisi emerge infatti un ecosistema caratterizzato da un clima arido, suoli sabbiosi e una forte esposizione ai venti marini. La copertura vegetale è eterogenea ma poco equilibrata, con una prevalenza di specie introdotte o invasive che tendono a competere con la vegetazione strutturante – come i pini e gli eucalipti. Questa distinzione è fondamentale per orientare le scelte di conservazione, eliminazione selettiva e reimpianto.

Fonte: Inventaire Kalboussi – Rapport biodiversité.
In base a queste evidenze, è stata suddivisa la mini‑foresta in otto zone funzionali, ciascuna caratterizzata da condizioni ambientali specifiche, differenti livelli di degrado e potenzialità di rigenerazione. La zonizzazione rappresenta uno strumento chiave per leggere il sito e per calibrare gli interventi in modo mirato e progressivo.
Come interveniamo
A partire dai risultati del diagnostico, abbiamo definito un piano di progettazione basato sul principio della rigenerazione attiva. Il nostro obiettivo è conservare il nucleo forestale esistente, in particolare eucalipti e pini, e al tempo stesso riqualificare le aree degradate attraverso interventi ecologicamente coerenti, rimuovendo le specie invasive e stabilizzando le dune, creando praterie aromatiche e medicinali e rafforzando le barriere verdi. In questo modo intendiamo migliorare la resilienza del sito ai cambiamenti climatici, favorire la biodiversità e rendere la mini‑foresta uno spazio funzionale, didattico e fruibile.

In seguito all’intervento legato alla rigenerazione ambientale, organizzeremo corsi professionalizzanti in agroecologia per produttori agricoli, formalmente riconosciuti e certificati e supporteremo i sindacati, attori chiave per una transizione ecologica che non lasci indietro nessuno, attraverso formazione e scambio di buone pratiche.

