Mercoledì 24 giugno parteciperemo alla Ukraine Recovery Conference (URC) 2026 con Dreaming Ukraine: Protecting Children’s Right To Dream.
Per una rinnovata partnership tra comunità, istituzioni e attori nazionali e internazionali.
Riportare al centro del dibattito sulla ricostruzione dell’Ucraina un elemento spesso trascurato ma essenziale: il diritto dei bambini e delle bambine a sognare, crescere, immaginare il futuro in condizioni di sicurezza, stabilità e protezione. È con questo obiettivo che insieme all’Amministrazione della Città di Kyiv, ChildFund Deutschland, Save Ukraine, Institute of Reintegration and Rehabilitation of Veterans "Architecture of Resilience" at KNUCA, Ukrainian Education Platform, CBM Italia, e in collaborazione con il Ministero Affari Esteri di Taiwan organizziamo in occasione della conferenza internazionale Ukraine Recovery Conference 2026 in programma a Danzica, il side event “Dreaming Ukraine: protecting children’s right to dream” mercoledì 24 giugno alle ore 15 all’Hotel Logos di Danzica. L’incontro nasce con l’obiettivo di rafforzare una rinnovata partnership tra comunità, istituzioni e attori nazionali e internazionali, promuovendo una visione della ricostruzione che non si limiti alla dimensione infrastrutturale e istituzionale, ma che integri in modo strutturale la cura delle persone, e in particolare delle nuove generazioni.
Se la ricostruzione vera e propria resta una priorità ovviamente imprescindibile, il confronto metterà in evidenza come la ripresa del Paese dipenda anche dalla capacità di rafforzare sistemi di cura, protezione e benessere quotidiano dell’infanzia. In particolare, saranno presentate esperienze e pratiche già attive in diverse regioni dell’Ucraina, dove autorità locali, comunità e organizzazioni della società civile stanno sviluppando modelli di intervento basati sulla famiglia e sulla comunità, come quelli messi in campo da noi, capaci di rispondere in modo più integrato e sostenibile ai bisogni dei minori.
Un dialogo multi-stakeholder per la ricostruzione sociale
L’evento riunirà rappresentanti di ONG, istituzioni locali, organizzazioni internazionali, con l’obiettivo di condividere lezioni apprese e pratiche promettenti, rafforzare la cooperazione e promuovere un approccio alla ricostruzione che consideri i bambini non solo come vittime del conflitto ma come titolari di diritti e attori centrali del futuro del Paese. Uno spazio di dialogo e cooperazione per rafforzare una visione della rinascita dell’Ucraina che integri infrastrutture, servizi e dimensione umana, con particolare attenzione al benessere delle nuove generazioni.
Il programma del side event
L’incontro si aprirà con una nostra introduzione e proseguirà con un messaggio video del commissario parlamentare per i diritti umani in Ucraina. Seguiranno gli interventi dedicati alle diverse esperienze in corso nel Paese, a partire da un intervento della Ukranian Education Platform, al lavoro di KNUKA sul trauma delle figlie e dei figli dei veterani e sui percorsi di reintegrazione e recupero, fino alle attività di Save Ukraine dedicate all’evacuazione, al sostegno e al ritorno dei minori nelle proprie comunità dalle zone occupate.
ChildFund Deutschland porterà invece l’esperienza del rafforzamento delle comunità locali nella costruzione di sistemi che restituiscano ai bambini e alle bambine la capacità di sognare, mentre CBM Italia porterà dati e bisogni dei bambini e delle bambine con disabilità, mentre il Kyiv Service for Children and Family Services condividerà i risultati di oltre trent’anni di lavoro nella protezione dell’infanzia. Interverrà inoltre un rappresentante dei servizi comunali della città di Kiev per l’infanzia e la famiglia e a seguire interverremo con un contributo dedicato alla nostra esperienza sul campo in Ucraina e agli approcci integrati che mettono insieme protezione, educazione e supporto psicosociale. Concluderà l’incontro Piero Meda, Direttore Paese WeWorld Ucraina.
Il contesto a quattro anni dall’inizio dell’invasione
A oltre quattro anni dall’inizio del conflitto, la guerra continua ad avere conseguenze profonde sulla popolazione ucraina, in particolare sui bambini e sulle bambine. Si stima che 12,7 milioni di persone abbiano ancora bisogno di assistenza umanitaria, tra cui milioni di minori che hanno trascorso gran parte della propria infanzia in un contesto segnato dal conflitto, dagli sfollamenti e dall’incertezza.
L’impatto della guerra sull’istruzione è particolarmente grave. Dal 2022, più di 2.800 scuole sono state danneggiate o distrutte e oltre 4,7 milioni di minori incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi educativi. Per molti di loro, quello in corso è il quarto anno scolastico consecutivo condizionato dalla guerra, con conseguenze significative in termini di perdita di apprendimento, rischio di abbandono scolastico e isolamento sociale.
Anche il benessere psicologico delle nuove generazioni è fortemente compromesso. L’esposizione prolungata a bombardamenti, allarmi aerei, separazioni familiari e continui spostamenti forzati sta alimentando crescenti livelli di ansia, stress e disagio psicosociale. Bambini e bambine che vivono nelle aree vicine alla linea del fronte affrontano inoltre rischi maggiori legati all’insicurezza, ai danni alle infrastrutture e alla limitata disponibilità di servizi essenziali.
L’impatto della guerra sui più giovani non è quindi soltanto immediato, ma anche evolutivo e di lungo periodo, con conseguenze che rischiano di accompagnare un’intera generazione negli anni a venire.
“Mettere al centro il diritto al sogno significa riconoscere il diritto di ogni bambino e bambina a dormire sonni tranquilli, senza il rumore delle sirene antiaeree e senza la paura delle esplosioni. Ma significa anche difendere il diritto di immaginare e sperare in un futuro diverso: un futuro di pace, sicurezza e opportunità.
Oggi, in Ucraina, sognare non è facile. La guerra ha profondamente segnato la quotidianità di milioni di persone, soprattutto dei più giovani. Tuttavia, non possiamo permettere che intere generazioni crescano abituandosi a non immaginare un futuro positivo o a rinunciare alla possibilità di costruirlo.
Questo evento vuole riportare al centro i bambini e le bambine, non come semplici numeri nelle statistiche della guerra, ma come protagonisti della comunità di oggi e delle persone che contribuiranno a costruire l’Ucraina di domani. Perché la ricostruzione non riguarda solo infrastrutture e territori, ma anche la possibilità per le nuove generazioni di tornare a sognare.”
– spiega Piero Meda, Direttore Paese WeWorld Ucraina
Siamo presenti in Ucraina da marzo 2022, intervenendo a soccorso alle persone costrette a lasciare le loro case nelle aree dell’est del Paese, attivando sin dalle prime ore i partner in loco e avviando in seguito una presenza stabile di risposta all’emergenza. Insieme a ChildFund Alliance, ci siamo attivati immediatamente per fronteggiare l’emergenza a inizio conflitto continuando il nostro impegno in Ucraina a fianco della popolazione colpita dalla guerra. Attualmente, le sedi operative nel Paese sono a Kyiv, Kherson, Mykolayiv, Kharkiv e Donetsk. Lavoriamo al fianco di chi, nonostante il conflitto ancora in corso, ha deciso di rimanere, e di chi è tornato dopo aver abbandonato sotto gli attacchi le proprie abitazioni.
L’intervento si concentra su risposta umanitaria e protezione, con particolare attenzione ai minori e alle persone più vulnerabili. Le attività includono la distribuzione di beni essenziali (cibo, acqua, kit igienici, supporto economico diretto), il sostegno all’accesso ai servizi di base e la riabilitazione di infrastrutture danneggiate, soprattutto nei settori dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari (WASH), inclusi sistemi idrici e strutture sanitarie.
Un elemento centrale del nostro lavoro, in particolar modo grazie al progetto, “Rebuilding Childhoods” finanziato dal Ministero Affari Esteri di Taiwan, è la protezione dell’infanzia attraverso la creazione di spazi sicuri per bambini e bambine (Child Friendly Spaces), dove possono giocare, ricevere supporto psicologico e continuare attività educative anche in condizioni di emergenza.
Interveniamo anche con aiuti economici alle famiglie vulnerabili, in particolare per bisogni legati alla salute, alla protezione, e alla cura. Accanto a questo, offriamo supporto psicosociale a minori e adulti e attività di sensibilizzazione sui rischi legati a mine e ordigni inesplosi.
Parallelamente, abbiamo esteso il nostro intervento anche ai Paesi di accoglienza dei rifugiati, come la Moldavia, dove sosteniamo le persone in fuga attraverso spazi di ascolto e supporto.
Nel complesso, le nostre azioni combinano risposta all’emergenza e interventi più strutturali, con l’obiettivo di rafforzare la resistenza delle comunità e garantire continuità di protezione, cura e dignità alle persone colpite dal conflitto, in particolare ai minori.

