Lasciare una relazione violenta non è mai semplice. Spesso, chi vive questa situazione si trova intrappolato in un circolo vizioso fatto di paura, speranza, senso di colpa e dipendenza emotiva.
Le dinamiche di una relazione violenta coinvolgono aspetti psicologici, economici e sociali che rendono estremamente difficile rompere il legame con chi fa del male. In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui uscire da una relazione violenta è così complicato e come poter offrire supporto a chi si trova in questa situazione.
Il ciclo della violenza
Una delle ragioni principali per cui è difficile uscire da una relazione violenta è il ciclo della violenza, un modello teorizzato dalla psicologa Lenore Walker negli anni ’70. Questo ciclo si compone di tre fasi che si ripetono continuamente, creando una trappola da cui è difficile fuggire:
- Fase della tensione: In questa fase, la tensione cresce gradualmente. L’aggressore può diventare irritabile, critico o minaccioso, mentre la vittima cerca di assecondarlo per evitare conflitti. Si crea un clima di paura e ansia costante.
- Fase dell’esplosione: La tensione raggiunge il culmine e si scatena la violenza, che può essere fisica, psicologica, sessuale o economica. In questa fase, la vittima si sente impotente e terrorizzata.
- Fase della luna di miele: Dopo l’esplosione, l’aggressore chiede perdono, promette di cambiare e si mostra affettuoso e premuroso. Questa fase alimenta nella vittima la speranza che le cose possano migliorare, convincendola a restare.
Con il tempo, le fasi si accorciano e la violenza diventa sempre più frequente e intensa.
Dipendenza emotiva e paura
Senso di colpa
Uno degli aspetti più subdoli della violenza è la manipolazione emotiva che l’aggressore esercita sull'altra persona. Attraverso frasi come “È colpa tua se mi arrabbio”, “Se mi amassi davvero, non mi faresti arrabbiare” o “Nessun altro ti amerà come me”, l'autore della violenza cerca di trasferire sull'altra persona la responsabilità dei propri comportamenti. Nel tempo, questa strategia può generare senso di colpa, confusione e perdita di fiducia in sé stessa, portando la persona che subisce violenza a minimizzare gli abusi, a giustificare l'aggressore o a sentirsi responsabile per ciò che sta accadendo.
Speranza di cambiamento
La fase della luna di miele alimenta nella vittima la speranza che l’aggressore possa cambiare. Le promesse, i regali e le dimostrazioni di affetto fanno credere che la violenza sia solo un momento passeggero e che, con il tempo, tutto possa tornare alla normalità. Questa speranza è una delle ragioni principali per cui molte persone restano in una relazione violenta per anni.
Paura delle conseguenze
La paura è un altro fattore determinante. La vittima può temere:
- Ritorsioni: l’aggressore potrebbe minacciare di farle del male o di farne ai suoi cari.
- Sfiducia: la paura di non essere creduta.
- Giudizio sociale: il timore di essere giudicata o stigmatizzata.
- Perdita dei figli: in molti casi, l’aggressore minaccia di portare via i figli o di ottenere l’affidamento.
Queste paure sono spesso amplificate dall’isolamento in cui la vittima viene costretta. L’aggressore può limitare i suoi contatti con amici e familiari, controllare il suo telefono o impedirle di lavorare, rendendola sempre più dipendente da lui.
Ostacoli economici e sociali
Uscire da una relazione violenta richiede risorse economiche e sociali che spesso mancano. Ecco alcuni degli ostacoli più comuni:
Dipendenza economica
Molte vittime di violenza dipendono economicamente dal partner. Se non hanno un lavoro o un reddito proprio, possono sentirsi intrappolate nella relazione perché non hanno i mezzi per mantenersi o per garantire una vita dignitosa ai propri figli. Si parla quindi di violenza economica. Secondo i dati ISTAT, in Italia 1 donna su 4 non ha un lavoro retribuito, e questa situazione rende ancora più difficile uscire da una relazione violenta.
Mancanza di una rete di supporto
L’isolamento è una delle forme di controllo più comuni. Quando una persona viene privata del sostegno di amici e familiari, si sente sola e impotente, e questo rende ancora più difficile trovare il coraggio di andarsene. Inoltre, molte vittime temono di non essere credute o di essere giudicate, soprattutto se la violenza è psicologica o economica, forme meno visibili ma altrettanto devastanti.
Barriere culturali e sociali
Le aspettative sociali e familiari possono influenzare la percezione di sé come fallimentare nel preservare l’unità familiare. e la normalizzazione di alcuni comportamenti abusivi possono ostacolare la ricerca di supporto e l'allontanamento dall'aggressore.
Il ruolo della rete di supporto
Una delle risorse più importanti per chi vive una relazione violenta è una rete di supporto solida e affidabile. Amici e amiche, familiari, colleghi e colleghe e operatori e operatrici specializzati possono fare la differenza, ma è fondamentale sapere come comportarsi per non peggiorare la situazione.
Cosa fare (e cosa non fare)
- Ascoltare senza giudicare: la vittima ha bisogno di sentirsi creduta e sostenuta, non giudicata. Evita frasi come “Perché non lo lasci?” o “Sei sicura di non esagerare?”. Meglio dire: “Ti credo” o “Non sei sola”.
- Non forzare: uscire da una relazione violenta è un processo complesso e personale. Forzare la vittima a prendere decisioni può aumentare il suo senso di colpa o di impotenza.
- Offrire aiuto concreto: aiutala a trovare risorse, come centri antiviolenza, avvocati o avvocate o psicologi o psicologhe. Puoi anche offrire un posto dove stare o dare una mano a cercare un lavoro.
- Rispettare i suoi tempi: la vittima potrebbe non essere pronta a denunciare o a lasciare il partner. Rispetta le sue decisioni e continua a starle vicino.
Risorse utili
In Italia esistono molte organizzazioni e servizi che offrono supporto alle vittime di violenza. Ecco alcuni riferimenti utili:
- Numero verde 1522: un servizio gratuito e attivo 24 ore su 24, che offre supporto e informazioni alle vittime di violenza.
- WeWorld: attraverso il nostro programma nazionale Spazio Donna, preveniamo situazioni di vulnerabilità e violenza con percorsi di autonomia e inclusione sociale.
Come sostenere chi vive una relazione violenta
Se conosci qualcuno che vive una relazione violenta, il tuo sostegno può fare la differenza. Ecco alcuni consigli pratici:
- Crea un clima di fiducia: fai capire alla persona che può parlarti senza paura di essere giudicata.
- Documenta gli episodi di violenza: se la vittima decide di denunciare, è importante avere prove (messaggi, foto, testimonianze).
- Aiutala a pianificare una via d’uscita: se la vittima decide di lasciare il partner, aiutala a organizzare un piano di sicurezza (ad esempio, trovare un posto dove stare, mettere da parte soldi o documenti importanti).
- Incoraggiala a chiedere aiuto: accompagnala in un centro antiviolenza o aiutala a contattare il numero verde 1522.
- Leggi la nostra guida scaricabile gratuitamente "Cosa fare quando" che offre strumenti pratici per riconoscere e affrontare le sei situazioni più comuni di molestia.
Conclusione
Uscire da una relazione violenta è un percorso difficile e doloroso, ma non impossibile. La paura, la dipendenza emotiva, il senso di colpa e gli ostacoli economici sono solo alcune delle barriere che rendono questo percorso così complicato. Tuttavia, con il sostegno di una rete affidabile e l’accesso a risorse concrete, è possibile ritrovare la forza per ricominciare.
In WeWorld lavoriamo ogni giorno per sostenere le donne vittime di violenza, offrendo loro strumenti per ricostruire la propria autonomia e dignità. E crediamo che una educazione sessuo-affettiva sia necessaria già dai banchi di scuola. Se tu o qualcuno che conosci state vivendo una situazione di violenza, non restate sole: chiedete aiuto. Perché nessuna donna dovrebbe affrontare tutto questo da sola.

