“Unite & Plurali — meglio parlarne prima che mai” 

Dal 15 al 17 maggio 2026, ti aspettiamo a BASE Milano con la sedicesima edizione del WeWorld Festival Milano: tre giorni di talk, performance, mostre, musica e attivazione collettiva per rimettere al centro i diritti delle donne, delle ragazze e delle nuove generazioni.  

Il tema di quest’anno, “Unite & Plurali — meglio parlarne prima che mai”, è un invito a creare spazi di dialogo capaci di attraversare differenze, conflitti e complessità. È questo il filo rosso che attraversa il programma: dai corpi alla maternità, dalla sessualità all’educazione affettiva, dall’indipendenza economica alle nuove maschilità, fino al contrasto all’hate speech e alle disuguaglianze di genere.   

Uno sguardo che mette al centro anche le nuove generazioni, non solo come destinatarie del cambiamento, ma come protagoniste e protagonisti attivi nel ridefinire linguaggi, relazioni e modelli culturali. Non mancheranno le testimonianze provenienti da contesti di crisi e conflitto, tra cui Siria, Libano, Palestina e Ucraina, dove le disuguaglianze di genere si intrecciano con emergenze umanitarie e sociali.i  

Tra gli e le ospiti e gli ospiti di quest’anno: Lidia Ravera - Scrittrice e giornalista, Anna Maria Tarantola - Vice Presidente Fondazione Giulia Cecchettin, Alex Majoli - Autore di fama internazionale e Co-fondatore del collettivo fotografico Cesura, Chiara Alessi - Curatrice e saggista femminista, autrice de "La sedia del sadico", Sara Zambotti - Docente a contratto di antropologia e medi, Claudia de Lillo - Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica, Azzurra Rinaldi - Economista femminista, Pegah Moshir Pour - Scrittrice e attivista italo-iraniana, Chiara Becchimanzi - Attrice e autrice, Barbara Schiavulli - Direttrice Radio Bullets, Giacomo Zani - Presidente Mica Macho, Asmae Dachan - Giornalista indipendente, fotografa e scrittrice italo-siriana, insieme ad attiviste, giornaliste, ricercatrici, operatrici umanitarie e voci di colleghe e colleghi dai contesti in cui lavoriamo.     

«Unite e Plurali” è un invito a riconoscere che nessuna conquista è davvero individuale: le lotte delle une sono sempre, in qualche modo, le lotte di tutte.  
In un presente attraversato da polarizzazioni e nuovi linguaggi d’odio, crediamo sia urgente riaprire spazi di parola, educazione e ascolto, soprattutto per le nuove generazioni.  
“Meglio parlarne prima che mai” è una presa di posizione: parlare oggi di diritti, relazioni ed educazione affettiva significa scegliere di non rimandare.  
Per questo la “e” è forse la lettera più femminista dell’alfabeto: perché unisce, include, mette in relazione. E ci ricorda che il futuro si costruisce insieme.»  
— Greta Nicolini, Direttrice WeWorld Festival Milano  

Quando e dove  

Date: da giovedì 15 a domenica 17 maggio 2026  

Luogo: BASE Milano, via V. Ambrogio Bergognone da Fossano, 34, 20144 Milano MI 

Ingresso: gratuito per quasi tutti gli eventi. (alcuni su prenotazione o su invito)  

Mostre: accesso libero e gratuito per tutto il weekend   

Il percorso del Festival è anticipato da due anteprime:   

11 maggio: lancio del report Her Future at Risk presso Casa delle Donne  

13 maggio: conferenza stampa di presentazione a Palazzo Marino   

Un festival accessibile  

Il Festival si svolge negli spazi di BASE Milano, privi di barriere architettoniche, e introduce attenzioni specifiche per la fruizione da parte di persone con neurodivergenze e esigenze legate alla sfera uditiva.  
Non solo inclusione raccontata, ma praticata.  

Spazio famiglie e benessere  

Accanto agli incontri, non mancano momenti dedicati al benessere e alle famiglie: sessioni di yoga, attività per bambine e bambini e spazi educativi curati dalle operatrici degli Spazi Donna WeWorld.  

L’obiettivo è semplice: permettere a tutte e tutti di partecipare.  

Mostre fotografiche  

Dentro le periferie  
Il progetto espositivo Dentro le periferie racconta le marginalità urbane in Italia attraverso lo sguardo di Alex Majoli, fotografo di fama internazionale e membro di Magnum Photos, che firma un racconto inedito delle periferie milanesi.  
Accanto al suo lavoro, la mostra si arricchisce con i contributi di Arianna Arcara (Cesura) a Cagliari, Camilla Miliani ad Aversa e Cecilia Vaccari a Cosenza, che restituiscono i volti e le storie di ragazze coinvolte nei progetti di WeWorld.  
Un percorso visivo che attraversa luoghi segnati da disuguaglianze ma anche da relazioni, desideri e possibilità di trasformazione.  

Dream Big  
Dream Big è un progetto di fotografia partecipata che unisce lo sguardo della fotografa Gaia Squarci al lavoro creativo di adolescenti coinvolti nei programmi di WeWorld in Kenya.  
Attraverso immagini, video e audio raccolti durante i workshop guidati da Squarci insieme a Halima Gongo e Wambaz Oleman, la mostra racconta il ruolo delle nuove generazioni nella promozione della parità di genere e nella lotta alle discriminazioni: dalla giustizia mestruale al contrasto alle mutilazioni genitali femminili, fino alla violenza e ai matrimoni precoci.  
Un racconto corale che mostra come il coinvolgimento diretto di ragazze e ragazzi sia uno strumento fondamentale di consapevolezza, partecipazione ed emancipazione.  

Spettacoli, laboratori e cinema 

Accanto agli incontri, spazio anche a linguaggi artistici e performativi, con momenti di spettacolo e proiezioni. Il programma con tutti gli e le ospiti, i temi e le novità di questa edizione è ora online. 

Il WeWorld Festival può contare sul prestigioso patrocinio del Comune di Milano. Si svolge all'interno dei progetti Passi Avanti e WeCare con il contributo di Fondazione Cariplo, Rebooting the Food System e WORLD: Our World Our Planet sostenuti dall’Unione Europea tramite i programmi DEAR e Erasmus+, EcoRevolution con il contributo della Fondazione Comunità Milano e con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). È realizzato in collaborazione con i partner BASE Milano, Milano Yoga Space e Ticketmaster. Media Partner dell'evento Rai Radio2. 

È un’occasione unica per chi cerca eventi a Milano che uniscano arte, attivismo e partecipazione.  Non è solo un appuntamento culturale, ma uno spazio politico e collettivo.   
Perché alcune conversazioni non possono più aspettare.