Fondazione CIMA e WeWorld siglano un accordo quadro di collaborazione per unire conoscenza scientifica e azione sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione dei rischi, la resilienza climatica e la capacità di risposta di territori e comunità.
Comprendere i rischi è il primo passo per poterli prevenire e affrontare. Significa conoscere i fenomeni che possono interessare un territorio, comprenderne possibili evoluzioni e impatti e individuare gli elementi che rendono persone, comunità ed ecosistemi più vulnerabili.
Ma la conoscenza, da sola, non basta. Per diventare uno strumento di prevenzione deve incontrare i territori: tradursi in decisioni, capacità, strumenti e azioni costruiti a partire dai contesti e dai bisogni locali.
È da questa complementarità che nasce la collaborazione tra Fondazione CIMA e WeWorld, che hanno siglato un Memorandum of Understanding (MoU) per creare una cornice comune di cooperazione sui temi della riduzione del rischio di disastri, della preparazione alle emergenze, della resilienza climatica e della tutela degli ecosistemi.
Dalla conoscenza del rischio all’azione
Da un lato, Fondazione CIMA mette a disposizione le proprie competenze nella ricerca scientifica, nell’analisi dei rischi ambientali, nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo di strumenti a supporto della prevenzione e della protezione degli ecosistemi.
Dall’altro, WeWorld porta la propria esperienza nella cooperazione allo sviluppo e nell’intervento umanitario, insieme alla presenza nei territori e al lavoro con comunità, organizzazioni e istituzioni locali.
L’obiettivo condiviso è mettere in relazione queste competenze affinché conoscenza scientifica, analisi del rischio e informazioni climatiche possano tradursi sempre più efficacemente in azioni costruite insieme ai territori, contribuendo a rafforzarne capacità e resilienza.
«La ricerca scientifica diventa uno strumento di adattamento quando la capacità di osservare i cambiamenti, comprenderne gli effetti e anticipare gli scenari si traduce in decisioni che aiutano a ridurre il rischio. Perché questo avvenga, però, la conoscenza deve incontrare i territori e le persone che li abitano. Una previsione deve poter essere compresa e diventare azione, così come una strategia deve tenere conto di bisogni e vulnerabilità differenti. Le comunità, infatti, non sono soltanto esposte ai rischi, ma sono parte della risposta. La collaborazione con WeWorld nasce proprio da questa complementarità, dall'incontro tra ricerca, istituzioni e comunità, per mettere insieme dati, modelli e tecnologie, che possano costruire misure di prevenzione e adattamento realmente efficaci», dichiara Luca Ferraris, Presidente di Fondazione CIMA.
«Gli effetti della crisi climatica e i rischi legati a eventi estremi come uragani, alluvioni e incendi non colpiscono tutte le persone allo stesso modo: le conseguenze sono più gravi dove esistono già fragilità, disuguaglianze e minori possibilità di accedere a risorse e servizi. Per questo, per WeWorld prevenire significa agire prima dell’emergenza, insieme alle comunità e alle istituzioni locali, perché abbiano conoscenze, strumenti e capacità per affrontare i rischi e proteggere ciò che per loro è essenziale. La collaborazione con Fondazione CIMA ci permette di unire la conoscenza scientifica alla nostra esperienza sul campo e di trasformare dati e analisi in interventi sempre più mirati, costruiti a partire dai contesti e dalle persone che li abitano», dichiara Stefania Piccinelli, Responsabile Dipartimento Partnership e Strategia Internazionale WeWorld.
Una collaborazione per territori e comunità più resilienti
L’accordo individua diversi ambiti nei quali le competenze delle due organizzazioni potranno convergere: dalla riduzione del rischio di disastri alla preparedness, dalla resilienza climatica alla gestione, conservazione e ripristino degli ecosistemi, fino al rafforzamento delle capacità delle istituzioni e delle comunità locali.
Un elemento centrale della collaborazione sarà proprio il legame tra dimensione scientifica e conoscenza dei contesti. L’analisi dei rischi e le informazioni sul clima possono infatti supportare la progettazione e la realizzazione di interventi costruiti sulle caratteristiche e sui bisogni dei diversi territori; allo stesso tempo, il confronto con comunità e attori locali può contribuire a orientare conoscenze e strumenti verso le necessità concrete di chi quei rischi li affronta.
La collaborazione potrà tradursi nello scambio di informazioni e competenze, nella realizzazione di analisi congiunte, nello sviluppo di strategie e progettualità comuni e nella produzione di strumenti, materiali e conoscenze a supporto degli interventi di cooperazione e sviluppo.
L’accordo apre inoltre alla sperimentazione di iniziative innovative capaci di integrare approcci scientifici, tecnologici e basati sulle comunità, coinvolgendo una rete più ampia di attori: istituzioni pubbliche, organizzazioni della società civile, mondo della ricerca, organizzazioni internazionali e settore privato.
Alla base dell’accordo c’è una visione condivisa: la prevenzione e la resilienza richiedono tanto la capacità di comprendere i rischi quanto quella di agire nei contesti in cui questi si manifestano.
La collaborazione tra Fondazione CIMA e WeWorld nasce così dall’incontro tra due esperienze complementari: quella della ricerca scientifica e tecnologica e quella di chi opera insieme alle comunità e alle istituzioni nei territori.
Unire queste prospettive significa avvicinare la conoscenza all’azione e contribuire a costruire interventi di prevenzione e sviluppo sempre più informati, sostenibili e radicati nei contesti locali.

