Da anni lavoriamo per integrare questo approccio nei nostri programmi. A luglio, una tavola rotonda a Kyiv ha riunito esperti, organizzazioni e donatori per discutere le sfide specifiche del contesto ucraino e proporre raccomandazioni per una risposta più efficace e responsabile.

Quando si interviene in contesti segnati da guerre, conflitti, crisi o profonde divisioni sociali, non basta chiedersi cosa fare, ma anche come farlo in modo da minimizzare i possibili effetti negativi e massimizzare gli effetti positivi.

È da questa consapevolezza che nasce l'approccio della conflict sensitivity (sensibilità al conflitto), un insieme di pratiche e strumenti che aiutano organizzazioni umanitarie, attori dello sviluppo e istituzioni a comprendere il contesto in cui operano e a evitare che gli interventi, anche se animati dalle migliori intenzioni, possano involontariamente alimentare tensioni, esclusione o sfiducia.

In altre parole, essere conflict sensitive significa analizzare costantemente la relazione tra il conflitto e le attività realizzate, adattando programmi e decisioni per ridurre i rischi e rafforzare risultati positivi per le comunità coinvolte.

Si tratta di un approccio sempre più riconosciuto come essenziale nei contesti fragili e colpiti da crisi prolungate, dove gli aiuti e i progetti di sviluppo possono influenzare dinamiche locali, percezioni di equità, accesso ai servizi e rapporti tra gruppi diversi.

Per noi di WeWorld la conflict sensitivity non è un tema nuovo. Da anni lavoriamo sia sul piano metodologico sia sul campo per integrare questo approccio nella progettazione e nell'implementazione dei nostri interventi. Un impegno che ha portato anche alla realizzazione di un apposito Conflict Sensitivity Operational Toolkit, sviluppato per supportare operatori e partner nell'applicazione concreta di questi principi.

Un confronto a Kyiv sulla conflict sensitivity in Ucraina

Per discutere dell’importanza della conflict sensitivity nella risposta alla crisi ucraina, all'inizio di luglio abbiamo promosso a Kyiv la tavola rotonda “Operationalising Conflict Sensitivity in Ukraine’s Humanitarian and Recovery Response: Lessons from Practice and Implications for Donors.” insieme a Danish Refugee Council (DRC) e International Alert.

L'incontro ha riunito rappresentanti di istituzioni europee, agenzie internazionali, donatori e organizzazioni specializzate per discutere come integrare in modo più sistematico questo approccio negli interventi umanitari, di ricostruzione e di sviluppo in Ucraina.

La discussione è partita dall'esperienza concreta delle organizzazioni coinvolte. I colleghi di WeWorld hanno condiviso il percorso realizzato per integrare la conflict sensitivity nei nostri programmi in Ucraina, DRC ha condiviso le lezioni apprese dalla propria presenza sul terreno e da una recente valutazione sulla conflict sensitivity condotta nella regione di Kharkiv. International Alert, insieme al partner ucraino Institute for Peace and Common Ground, al Conflict/Context Sensitivity Hub e alla Ukrainian Network of Dialogue Practitioners, ha contribuito portando la propria esperienza nell'analisi dei contesti locali, nell'accompagnamento delle comunità e nell'applicazione di pratiche sensibili al conflitto.

Le raccomandazioni ai donatori

Dal confronto sono emerse alcune raccomandazioni rivolte ai donatori e agli attori istituzionali per rafforzare l'applicazione della conflict sensitivity in Ucraina:

  • riconoscere la conflict sensitivity come uno standard fondamentale per tutti gli interventi umanitari, di recovery e sviluppo in Ucraina;
  • garantire maggiore flessibilità finanziaria e operativa ai partner, affinché possano adattare attività e modalità di intervento quando emergono rischi o tensioni;
  • investire nelle competenze delle organizzazioni e degli esperti ucraini, valorizzando la loro conoscenza del contesto locale;
  • favorire il collegamento tra le lezioni apprese durante la risposta umanitaria e i programmi di ricostruzione e sviluppo di lungo periodo;
  • promuovere processi di recovery che coinvolgano in modo significativo sia le autorità pubbliche sia la società civile e le comunità interessate;
  • utilizzare la conflict sensitivity non solo per prevenire effetti negativi, ma anche per individuare opportunità di rafforzamento della coesione sociale, della fiducia e della collaborazione tra comunità.

Qui è possibile scaricare il documento di restituzione della tavola rotonda per approfondire le proposte che abbiamo formulato insieme a DRC e International Alert.

Guardare oltre l'emergenza

Dopo oltre quattro anni di guerra, l'Ucraina si trova in una fase in cui la risposta umanitaria si intreccia sempre più con la ricostruzione, le riforme e la resilienza delle comunità. In questo contesto, comprendere come gli interventi influenzano le dinamiche sociali e territoriali diventa cruciale. La tavola rotonda ha confermato una crescente attenzione da parte di istituzioni e donatori verso la conflict sensitivity e il suo potenziale per una ripresa più inclusiva e sostenibile. Per noi, continuare a investire in questo approccio significa contribuire a garantire che gli interventi non si limitino a rispondere ai bisogni immediati, ma aiutino anche a costruire condizioni più solide per il futuro delle comunità coinvolte.

Foto in anteprima di: Iva Sidásh