Alla fine di maggio, forti piogge stagionali e il rilascio di acqua dalle dighe a monte in territorio turco hanno provocato un improvviso innalzamento del livello del fiume Eufrate fino a quattro metri, causando gravi inondazioni nel nord di Raqqa e nell’est di Deir-ez-Zor.

Interi villaggi, terreni agricoli e infrastrutture essenziali sono stati sommersi in poche ore, dando origine a una vera e propria emergenza umanitaria. Si stima che oltre 2.200 famiglie siano state colpite, mentre circa 698 nuclei familiari sono stati costretti a lasciare le proprie case, trovando rifugio in centri collettivi o presso comunità ospitanti.

Inondazioni in Siria, accesso limitato all’acqua e rischio sanitario

L’impatto sui servizi di base è stato immediato e grave: 70 dei 165 impianti di trattamento dell’acqua nella regione risultano fuori uso, lasciando migliaia di persone senza accesso sicuro all’acqua potabile.

La combinazione tra acque stagnanti e sistemi igienico-sanitari compromessi sta inoltre aumentando il rischio di diffusione di malattie trasmesse dall’acqua, aggravando ulteriormente la situazione sanitaria.

Agricoltura devastata e sicurezza alimentare a rischio

Le inondazioni hanno distrutto vaste aree agricole e infrastrutture irrigue, principale fonte di sostentamento per molte famiglie locali. Le perdite mettono a rischio la sicurezza alimentare nei mesi a venire, in un contesto già segnato da anni di crisi.

Anche l’accesso all’istruzione è stato compromesso: le condizioni di emergenza e le difficoltà di accesso alle aree colpite stanno ostacolando lo svolgimento degli esami nazionali previsti per giugno.

Inondazioni in Siria, la nostra risposta

Grazie alla presenza consolidata sul territorio (siamo presenti in Siria dal 2011) e al supporto della Commissione Europea (DG ECHO) a 24 ore dall'innalzamento critico del livello del fiume siamo stati in grado di attivare un intervento di emergenza.

Le attività hanno già raggiunto oltre 500.000 persone e includono:

  • Protezione delle infrastrutture idriche: costruzione di barriere di sabbia attorno alle principali stazioni di pompaggio per garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico a centinaia di migliaia di persone.
  • Distribuzione di acqua potabile: oltre 2.700 m³ di acqua sicura consegnati tramite autobotti a circa 90.000 persone rimaste senza accesso ai servizi idrici.
  • Fornitura di beni essenziali: in corso la distribuzione di kit igienici, materiali per l’igiene femminile e articoli per la pulizia destinati alle famiglie più vulnerabili.

I prossimi passi

Nonostante il livello dell’Eufrate stia lentamente stabilizzandosi, l’emergenza è tutt’altro che conclusa. Nei prossimi giorni, continueremo a fornire assistenza immediata e a preparare i prossimi passi per stare al fianco delle popolazione maggiormente colpita.
Tra le azioni che prevediamo:

  • prosecuzione della distribuzione di acqua e beni essenziali;
  • supporto economico alle famiglie sfollate più vulnerabili;
  • valutazioni dei danni e ripristino delle infrastrutture idriche;
  • sostegno alla ripresa agricola, attraverso la distribuzione di sementi e materiali.