Un aggiornamento dal campo dopo gli attacchi di sabato 26 aprile.
Un attacco su larga scala ha svegliato i maliani sabato mattina. Un attacco studiato che ha colpito contemporaneamente diverse località strategiche per il governo di transizione, compresa la capitale Bamako e il quartier generale del governo a Kati, oltre che le zone a centro e a nord del Paese. L’aeroporto chiuso per tutta la giornata di sabato è stato riaperto, ma la situazione ad oggi resta incerta. Il ministro della Difesa Sadio Kamara ha perso la vita, i gruppi terroristici in coalizione con i ribelli del nord pare abbiano conquistato la regione di Kidal nell’estremo nord della nazione.
La maggior parte della popolazione è in casa, tra loro le nostre colleghe e i nostri colleghi a Bamako, dove abbiamo il nostro ufficio di coordinamento. Le zone in cui interveniamo nelle regioni di Douentza e Bandiagara, al centro del paese, non sono state direttamente colpite dagli attacchi di sabato, ma la situazione sicuritaria resta tesa. Stiamo monitorando l’evolversi delle condizioni e preparandoci a continuare a operare garantendo la sicurezza, sia per il nostro staff che per le persone che partecipano ai nostri progetti.
La situazione si sta evolvendo giorno per giorno e una valutazione è in corso per poter continuare a supportare la popolazione maliana, adattando il nostro intervento ai bisogni.
Che cosa facciamo in Mali
Il Mali sta attraversando una crisi multidimensionale caratterizzata da insicurezza, fragilità economica, pressioni demografiche e cambiamenti climatici. Tutti fattori che incidono direttamente sulle popolazioni.
Siamo presenti nel Paese dal 2019, con diversi interventi in settori chiave quali sicurezza alimentare, nutrizione, protezione dell’infanzia, contrasto alla violenza di genere e formazione e inserimento lavorativo. Lavoriamo nelle regioni più colpite del Paese collaborando con partner locali e internazionali e partecipando attivamente ai principali meccanismi di coordinamento umanitario.
Nell’ultimo anno abbiamo raggiunto oltre 31.760 persone e l’80% tra loro erano donne e bambini e bambine. Inoltre, più di 223.130 persone sono state coinvolte in campagne di sensibilizzazione comunitaria.
Scopri di più sul nostro lavoro sulla sicurezza alimentare in Mali qui: https://germoglidifuturo.weworld.it/
