Piogge torrenziali e alluvioni improvvise hanno devastato la provincia del Nuristan, nell’Afghanistan orientale. Almeno 23 persone hanno perso la vita, 15 sono rimaste ferite e centinaia di famiglie hanno subito gravi danni alle proprie abitazioni e ai propri mezzi di sostentamento. Insieme al nostro partner locale NCRO, siamo impegnati nella valutazione dei bisogni per preparare la risposta umanitaria.
Il 20 luglio 2026 forti e persistenti precipitazioni hanno provocato violente inondazioni in diverse aree dell’Afghanistan orientale. L’impatto più grave è stato registrato nella città di Parun, capoluogo della provincia del Nuristan, mentre altre inondazioni sono state segnalate anche a Torkham, nella provincia di Nangarhar, e nel distretto di Alingar, nella provincia di Laghman.
Secondo le prime valutazioni, a Parun le acque hanno travolto le aree residenziali, almeno 22 abitazioni sono completamente distrutte e altre 45 registrano gravi danni, inoltre sono state duramente colpite infrastrutture pubbliche, mercati e terreni agricoli. Sono state confermate 23 vittime, almeno 15 persone ferite e risultano ancora persone disperse. Le operazioni di ricerca e soccorso sono tuttora in corso e l’accesso ai servizi essenziali è compromesso.
Particolarmente critica è la situazione legata all’accesso all’acqua: i danni alla rete idrica locale hanno interrotto la fornitura di acqua potabile sicura per circa 1.000 famiglie, mentre strade e ponti danneggiati stanno limitando l’accesso umanitario alle comunità colpite.

Una nuova emergenza in un contesto già fragile
Queste inondazioni si inseriscono in una serie sempre più frequente di eventi climatici estremi che stanno colpendo l’Afghanistan, aggravando bisogni umanitari già profondi e mettendo ulteriormente a rischio la resilienza delle comunità locali.
Solo qualche mese fa, infatti, nei primi mesi del 2026 nella stessa zona, nella provincia vicina di Kunar, le comunità sono state colpite da un terremoto devastante. Per rispondere all’emergenza noi di WeWorld eravamo intervenuti, sempre grazie alla collaborazione con il nostro partner locale New Consultancy and Relief Organization (NCRO), per riabilitare i sistemi idrici comunitari, costruire latrine e distribuire kit per la disinfezione dell’acqua, raggiungendo migliaia di persone.
La nostra risposta oggi
Insieme a NCRO ci stimo coordinando con le agenzie delle Nazioni Unite e gli altri attori umanitari per realizzare una rapida valutazione dei bisogni e garantire una risposta coordinata ed efficace.
In questi giorni stiamo svolgendo tutte le azioni necessarie per una valutazione attenta dei bisogni della popolazione, in particolare ci stiamo concentrando sull’accesso all’acqua potabile, sulla disponibilità di cibo, sulle necessità legate ai rifugi d’emergenza e ai beni essenziali per le famiglie colpite, con particolare attenzione a donne, bambini, persone anziane e persone con disabilità.
Queste analisi sono fondamentali per attivare il prima possibile una risposta multisettoriale che includa:
- distribuzione di acqua potabile sicura e soluzioni per il trattamento domestico dell’acqua;
- assistenza alimentare e, dove possibile, contributi in denaro;
- distribuzione di kit igienici e beni di prima necessità;
- supporto per rifugi d’emergenza;
- ripristino temporaneo dei sistemi idrici danneggiati;
- sostegno alla riapertura delle vie di accesso e alla ripresa dei mezzi di sostentamento.

Anche gli operatori umanitari colpiti dall’alluvione
L’emergenza ha avuto conseguenze dirette anche sulle organizzazioni umanitarie presenti sul territorio. NCRO ha subito gravi danni ai propri uffici, magazzini e mezzi operativi. Un membro dello staff dell’organizzazione ha perso la vita mentre svolgeva attività sul campo durante l’emergenza. Nonostante questa perdita e i danni subiti, NCRO continua a lavorare nella risposta alla crisi.
Continuiamo a monitorare l’evolversi della situazione e siamo pronti a rafforzare il nostro intervento per sostenere le comunità più colpite.

