Tra salute di prossimità, spazi di aggregazione per donne e ragazze e attività comunitarie, il progetto Glocal Lab Pescarola, una delle iniziative sostenute attraverso il programma di subgranting di Global Districts, ha rafforzato relazioni, fiducia e senso di appartenenza nel quartiere bolognese
Cosa succede quando uno spazio di quartiere diventa un luogo di incontro, ascolto e partecipazione? A Pescarola, a Bologna, la risposta arriva dall’esperienza di Glocal Lab Pescarola, il progetto promosso dalla cooperativa sociale Idee in Movimento nell’ambito del programma di subgranting di Global Districts, progetto europeo che promuove la partecipazione giovanile, l’inclusione sociale e la cittadinanza globale tra le fasce della popolazione più vulnerabili e marginalizzate.
Nel corso degli ultimi mesi, attività diverse tra loro per forma e destinatari hanno contribuito a costruire qualcosa che va oltre i singoli eventi: una rete di relazioni, fiducia e mutuo supporto tra persone che condividono lo stesso territorio.
Dagli incontri di Pausa Spuntino, dedicati a donne e ragazze, al Doposcuola Popolare, passando per laboratori creativi, attività sportive, momenti conviviali e iniziative di salute di prossimità, il progetto ha trasformato luoghi quotidiani del quartiere in occasioni di incontro e scambio.
Uno degli esempi più significativi è stata la collaborazione con il Laboratorio di Salute Popolare, che ha portato pediatre e ginecologhe direttamente negli spazi pubblici del quartiere. Invece di attendere che le persone si rivolgessero ai servizi sanitari, le professioniste hanno scelto di incontrare famiglie e giovani nel parco adiacente al circolo OFFSide: un approccio informale che ha favorito il dialogo e abbattuto molte barriere.
"Tanti giovani genitori si sono sentiti di avvicinarsi e fare domande. Molto probabilmente il contesto informale ha facilitato il contatto con le persone", racconta una delle professioniste coinvolte.
Le attività hanno mostrato anche quanto sia importante creare spazi in cui donne e ragazze possano sentirsi accolte e libere di esprimersi. Durante gli incontri di Pausa Spuntino, momenti di confronto sul quartiere e sulla percezione della sicurezza hanno dato vita a riflessioni condivise sulle esperienze quotidiane delle partecipanti e sul loro rapporto con gli spazi pubblici.
"Qua, dove ci siete voi, mi sento più tranquilla", racconta una delle ragazze coinvolte.
Anche lo sport si è rivelato uno strumento prezioso per rafforzare fiducia e partecipazione. Il laboratorio artistico e la partita di calcio conclusiva, organizzati insieme alla polisportiva Hic Sunt Leones, hanno offerto alle ragazze la possibilità di vivere un'esperienza di aggregazione positiva e di esprimersi liberamente all’interno di un contesto accogliente e non giudicante.
Ma uno degli aspetti più rilevanti del progetto è stata la capacità di mettere in relazione persone che, pur vivendo nello stesso quartiere, raramente avevano occasioni di incontrarsi. Attività come picnic comunitari, laboratori di cucina e momenti informali di socialità hanno favorito lo scambio tra generazioni, culture e storie diverse, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Le testimonianze raccolte restituiscono un messaggio chiaro: quando si creano spazi accessibili, inclusivi e vicini ai bisogni delle persone, la comunità risponde.
Per molte residenti e molti residenti, il circolo OFFSide Pescarola è diventato sempre più un punto di riferimento, un luogo in cui trovare occasioni di incontro, sostegno reciproco e partecipazione.
Forse è proprio questo il risultato più importante di Glocal Lab Pescarola: non solo le attività realizzate, ma le relazioni che hanno lasciato in eredità. Connessioni tra persone, generazioni e culture diverse, capaci di rendere il quartiere un luogo più accogliente, solidale e inclusivo.
"Tutti gli incontri sono finiti con noi che stavamo meglio di quando siamo entrate", racconta una delle attiviste. Una frase che racchiude il senso più profondo del progetto: costruire comunità a partire dall'ascolto, dalla cura reciproca e dalla partecipazione quotidiana.
Articolo scritto da WeWorld e Idee in Movimento
Foto a cura di Anna Maria Meccariello

