Nella Striscia di Gaza la crisi umanitaria continua ad aggravarsi. Ogni giorno, centinaia di migliaia di persone affrontano condizioni di vita estremamente difficili dopo mesi di sfollamento, insicurezza e accesso limitato ai servizi essenziali. Famiglie costrette a vivere in tende sovraffollate o in edifici danneggiati cercano di far fronte a bisogni quotidiani sempre più urgenti: trovare acqua potabile, accedere a servizi igienici sicuri, proteggere la salute dei propri figli e garantire loro opportunità di apprendimento.
Oggi quasi 1,9 milioni di persone vivono in condizioni di sfollamento. Bambini e bambine, donne, persone anziane e persone con disabilità sono tra coloro che pagano il prezzo più alto di una crisi che continua a colpire ogni aspetto della vita quotidiana. In questo contesto, continuiamo a lavorare ogni giorno al fianco delle comunità più vulnerabili per garantire servizi essenziali e contribuire a preservare dignità, salute e protezione.
Secondo i dati disponibili, le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza hanno subito danni devastanti: l'88% delle strutture fuori terra risulta parzialmente o totalmente distrutto e il 76% delle reti sotterranee è stato danneggiato. La scarsità di acqua sicura, l'accumulo di rifiuti e la presenza diffusa di acque reflue vicino alle aree abitate stanno aumentando i rischi sanitari per centinaia di migliaia di persone.
Il nostro intervento: acqua sicura e igiene per oltre 30.000 persone
In molti siti per sfollati, l'accesso all'acqua rappresenta una delle preoccupazioni quotidiane più urgenti. Durante l'estate, con l'aumento delle temperature e il peggioramento delle condizioni igieniche, poter contare su una fonte sicura di acqua potabile diventa ancora più importante per la salute e il benessere delle famiglie.
Nel mese di luglio abbiamo fornito acqua potabile sicura a oltre 30.895 persone, tra cui più di 14.500 bambini e bambine, e raggiunto oltre 3.000 persone attraverso attività di promozione dell'igiene e sensibilizzazione sanitaria. Inoltre, abbiamo distribuito kit igienici e dignity kit a 6.505 famiglie sfollate e sostenuto servizi di raccolta dei rifiuti in numerosi campi per sfollati.
Con l'arrivo delle alte temperature estive, abbiamo adattato le nostre attività di sensibilizzazione per affrontare i crescenti rischi sanitari legati alla proliferazione di roditori e insetti vettori di malattie. In collaborazione con i volontari dei Comitati Locali per l'Igiene, abbiamo organizzato incontri, giochi educativi, attività ricreative e momenti di confronto per diffondere informazioni su pratiche di igiene sicure, gestione dei rifiuti e prevenzione delle malattie.
Queste attività non si limitano a fornire informazioni utili, ma contribuiscono anche a rafforzare la capacità delle comunità di proteggere sé stesse e le proprie famiglie in un contesto in cui l'accesso ai servizi resta fortemente compromesso.
Latrine familiari: un modello guidato dalla comunità
Per migliorare le condizioni igienico-sanitarie nei siti di sfollamento, abbiamo avviato un progetto innovativo per la costruzione di 2.112 latrine familiari attraverso un approccio partecipativo che mette al centro le comunità.
Avere accesso a uno spazio sicuro, privato e dignitoso per soddisfare i bisogni essenziali è un aspetto che spesso diamo per scontato. Per migliaia di persone sfollate a Gaza, invece, rappresenta una condizione fondamentale per la salute, la sicurezza e il benessere quotidiano.
Ad oggi sono già state realizzate 550 latrine familiari sicure, private e funzionali nei campi di Al Shikh Ibrahim e Smile, grazie al coinvolgimento diretto delle famiglie beneficiarie, dei leader comunitari e di lavoratori locali impiegati attraverso programmi Cash for Work.
Questo modello non solo migliora l'accesso a servizi igienici adeguati, ma rafforza anche il senso di appartenenza e di responsabilità collettiva delle comunità coinvolte. Allo stesso tempo, crea opportunità temporanee di reddito per persone che hanno perso mezzi di sostentamento a causa della crisi.
Educazione: proteggere il futuro dei bambini e delle bambine
La guerra continua ad avere effetti devastanti anche sull'istruzione. Secondo le stime, quasi 700.000 bambini e bambine hanno ormai perso quasi tre anni consecutivi di istruzione formale in presenza, mentre circa il 98% degli edifici scolastici è stato danneggiato.
Dietro questi numeri c'è il rischio concreto che un'intera generazione venga privata non solo del diritto all'apprendimento, ma anche di quei punti di riferimento, relazioni e routine che la scuola rappresenta nella vita di ogni bambino e bambina.
Per rispondere a questa emergenza educativa, continuiamo a garantire opportunità di apprendimento e supporto psicosociale attraverso spazi temporanei per l'istruzione. Durante l'anno scolastico abbiamo sostenuto la riabilitazione di 12 Temporary Learning Spaces e coinvolto oltre 4.050 bambini e bambine in attività educative, di recupero scolastico e supporto socio-emotivo.
Per molti di loro, questi spazi non rappresentano soltanto un luogo in cui continuare a studiare. Sono ambienti protetti in cui poter tornare a giocare, esprimersi, costruire relazioni e ritrovare, almeno in parte, una normalità che il conflitto ha profondamente compromesso.
Dietro ogni numero ci sono persone che cercano di ricostruire una quotidianità, genitori che fanno il possibile per proteggere i propri figli, bambine e bambini che continuano a imparare, giocare e sognare nonostante la guerra. Per questo continuiamo a lavorare al fianco delle comunità di Gaza, affinché possano accedere a servizi essenziali, vivere in condizioni più sicure e affrontare il futuro con maggiore dignità.

