
È emergenza in Libano. Nonostante l’accordo di cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile 2026 e recentemente esteso, la situazione in Libano resta estremamente critica. Gli attacchi aerei continuano, soprattutto nel sud del Paese e nella regione della Bekaa, aggravando una crisi umanitaria già profonda.
Secondo il Ministero della Salute libanese, dal 2 marzo 2026 si registrano almeno 2.883 morti e oltre 8.787 feriti, mentre infrastrutture civili, abitazioni e servizi essenziali sono stati gravemente danneggiati.
Le conseguenze sono devastanti: ospedali colpiti, strade distrutte, difficoltà di accesso all’acqua e una crescente insicurezza per la popolazione civile.
Emergenza in Libano: sfollamenti in aumento e ritorni impossibili
La crisi ha generato movimenti continui di popolazione. A metà maggio, oltre 83 località risultavano sotto ordini di evacuazione e migliaia di persone sono ancora sfollate.
I ritorni su larga scala non sono ancora possibili, soprattutto nel sud del Libano e nella regione di Nabatieh, dove persistono distruzioni, presenza militare e condizioni di forte instabilità.
Molte famiglie oggi vivono in rifugi collettivi sovraffollati, case in affitto temporanee, strutture informali, oppure sono ospiti di parenti e delle comunità locali.
Questa pressione crescente mette a rischio sia gli sfollati che le comunità ospitanti.
Guarda il nostro ultimo cortometraggio "Sotto ordini di evacuazione" che racconta dalla voce di due donne, il trauma e le difficoltà di dover abbandonare la propria casa e non sapere quando vi si potrà fare ritorno.
Emergenza in Libano: servizi essenziali al collasso
Le strutture sanitarie nelle aree colpite operano a capacità ridotta a causa di danni, carenza di personale e interruzione delle forniture.
Allo stesso tempo, i sistemi idrici e igienico-sanitari sono gravemente compromessi, aumentando il rischio di malattie e peggiorando le condizioni di vita.
La popolazione, in particolare le persone in condizioni più vulnerabili, hanno bisogno di:
• protezione
• assistenza sanitaria
• accesso all'acqua
• cibo
• alloggi e beni essenziali
La nostra risposta: oltre 20.000 persone raggiunte
Di fronte a questa emergenza, noi di WeWorld abbiamo attivato interventi multisettoriali nelle aree di Akkar, Bekaa, Nord e Sud del Paese.
Al 15 maggio 2026, abbiamo raggiunto oltre 20.000 persone sfollate in 102 rifugi collettivi e in altre 18 località
In particolare, siamo fornendo supporto salvavita attraverso:
La fornitura di acqua e riparazione di impianti idrici e servizi igienici:
• Distribuzione oltre 37.430 litri di carburante per mantenere attive le infrastrutture idriche
• Distribuzione di più di 1000 kit igienici, tra kit di prima emergenza, kit per l’igiene mestruale, per anziani e persone con disabilità, kit per bambini e bambine sotto i 2 anni.
• Distribuzione di 1.795 pasti pronti e 711 pacchi con alimenti secchi
• Distribuzione di più di 7200 beni di prima necessità.
Noi continuiamo il nostro lavoro quotidiano per garantire assistenza umanitaria e sostenere le comunità colpite, tuttavia è fondamentale un impegno costante da parte di tutta la comunità internazionale e il supporto ognuno, che può scegliere di stare al fianco della popolazione libanese.



