"È molto difficile riuscire a mettere in pratica quello che già si sa sulla sostenibilità alimentare. Il senso di comunità che sia crea in un percorso come questo aiuta, fa sentire meno sconfortati e più parte di un cambiamento”.
Ludovico Naretto, partecipante di Be a Change Maker

Il programma della V edizione

Anche nel corso del 2026 è tornato Be a Change Maker, la V edizione del percorso formativo gratuito dedicato a giovani attivisti, attiviste, studenti e professionisti interessati ad approfondire i temi della giustizia sociale e ambiente e a sviluppare strumenti concreti per contribuire al cambiamento. Realizzato nell’ambito del progetto europeo Rebooting the Food System, co-finanziato dal programma DEAR della Commissione Europea, ed EcoRevolution-MI, con il contributo di Fondazione di Comunità Milano, il percorso si è svolto tra febbraio e giugno negli spazi del NAMA – Nuovo Anfiteatro Martesana di Milano, affermandosi come un appuntamento di riferimento per chi desidera passare dalla consapevolezza all’azione.

Il ricco programma di questa edizione ha previsto cinque incontri presso il NAMA in collaborazione con la facilitazione di Step4, durante i quali i partecipanti hanno approfondito temi legati ai diritti umani, al cambiamento climatico, alle filiere agroalimentari sostenibili e alle forme di cittadinanza attiva. Organizzazioni della società civile, attivisti ed esperti impegnati nella promozione di modelli più equi e sostenibili, hanno contribuito ad arricchire il percorso, promuovendo lo scambio di conoscenze e la creazione di una comunità di giovani uniti dalla volontà di agire per il cambiamento.

Tra gli ospiti che hanno partecipato ai cinque incontri: Margherita Romanelli, Advocacy Coordinator di WeWorld; Camilla Selurpi, Programme Officer Social & Climate Justice di WeWorld; Martina Rogato, President di Human Rights International Corner; Giovanni Mori, divulgatore, attivista e podcaster di News dal Pianeta Terra; Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, due movimenti ecologisti e sociopolitici, coinvolti nell’incontro conclusivo dedicato a strategie e alleanze per l’attivazione.

Il lavoro dei partecipanti si è svolto lungo due filoni di lavoro complementari: da una parte la partecipazione democratica e la valorizzazione dei territori attraverso la collaborazione con le realtà attive nel quartiere Martesana; dall’altra il sostegno ad azioni di advocacy internazionali per promuovere sistemi alimentari più giusti, equi e sostenibili, anche attraverso il supporto alla campagna europea Good Food for All.

"Ho capito che il cibo non è solo una scelta individuale: dietro ciò che mangiamo ci sono produzione, trasporto, distribuzione e anche il tema dello sfruttamento lavorativo. La sostenibilità è profondamente legata alla giustizia sociale."
Irene Ciconello, partecipante di Be a Change Maker

L'evento conclusivo al Giardino Nascosto

Domenica 28 giugno, il percorso si è chiuso con “Quartiere a Tavola”, l’evento di sensibilizzazione e attivazione ideato e realizzato dai partecipanti stessi negli spazi del Giardino Nascosto, lo spazio verde e orto didattico che il NAMA gestisce in collaborazione con il Comune di Milano. Nel corso della serata sono state svolte varie attività, tra cui laboratori aperti a grandi e piccini: travaso di piantine, decorazione di vasetti riciclabili e scatole sensoriali; la creazione un ricettario di quartiere per raccogliere e condividere le ricette dei partecipanti; la realizzazione della Mappa dei luoghi giusti di Milano, con le realtà etiche del territorio dove acquistare, consumare e riciclare cibo in modo sostenibile. La giornata è conclusa con musica e aperitivo condiviso, a cui ogni partecipante ha contribuito portando un piatto sostenibile.

Più che un semplice corso di formazione, Be a Change Maker è stato uno spazio di incontro e di attivazione, che ha messo in relazione persone, competenze e idee. Un percorso che ha permesso ai partecipanti di sperimentare cosa significhi progettare iniziative di sensibilizzazione, di costruire reti e d’immaginare soluzioni condivise alle sfide sociali e ambientali del presente.  

"Abbiamo creato spazi di comunità, di resistenza, di motivazione e di speranza. Attraverso una piccola comunità ci si può sostenere a vicenda e trovare l'energia per continuare ad agire insieme." Camilla Serlupi Programme Officer Social & Climate Justice di WeWorld.

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