Dal 7 all'11 ottobre torna il WeWorld Festival Bologna: film e racconti dai margini

“Il margine non è lontano, è solo fuori dal nostro sguardo” è il tema della terza edizione del Festival. Cinque giorni di cinema, fotografia, incontri, laboratori ed eventi gratuiti per spostare lo sguardo verso storie, persone e territori che troppo spesso restano fuori campo.

Dal 7 all'11 ottobre 2026 torna a Bologna il WeWorld Festival, il festival di cinema sociale di WeWorld, realizzato con il contributo del settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna e dell'Emilia-Romagna Film Commission, in collaborazione con Cineteca di Bologna e SMK Videofactory.

Cinque giorni di film e racconti dai margini, con proiezioni da tutto il mondo, incontri, fotografia, podcast, laboratori e momenti di confronto. Un Festival gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, pensato per raccontare ciò di cui non si parla mai abbastanza e portare al centro tutto il mondo che i margini contengono.

Il margine non è lontano, è solo fuori dal nostro sguardo

È questo il tema della terza edizione del WeWorld Festival Bologna. Perché i margini possono essere dall’altra parte del mondo, nei Paesi segnati da guerre, crisi climatiche e disuguaglianze, ma anche a pochi passi da noi, nelle periferie delle nostre città. Possono essere geografici, sociali, economici, politici o culturali.

Ciò che non vediamo rischia di diventare ciò che non notiamo più: una crisi, un territorio, una storia, delle persone.

Il Festival nasce per interrompere questo meccanismo: spostare lo sguardo verso ciò che troppo spesso resta fuori campo, dalle crisi dimenticate alle disuguaglianze normalizzate, e costruire uno spazio in cui cinema, giornalismo, letteratura, fotografia, musica e cooperazione internazionale possano mettere in relazione ciò che percepiamo come distante con le nostre vite.

Il Festival attraverserà diversi luoghi della città: Cinema Lumière, Cinema Modernissimo, DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, VAG61 e Oratorio San Filippo Neri.

Tra le protagoniste e i protagonisti del WeWorld Festival Bologna ci saranno Lidia Ravera, Valerio Nicolosi, Daria Bignardi, Chiara Alessi, Azzurra Rinaldi, Giulia Mei, Francesca Fiore (@Mammadimerda), Danilo Bertazzi (alias Tonio Cartonio) e Sofia Pasotto.

Voci e linguaggi diversi per parlare di diritti, conflitti, crisi climatica, periferie, parità di genere, educazione, nuove generazioni e diritto al futuro.

Il Festival attraverserà diversi luoghi della città: Cinema Lumière, Cinema Modernissimo, DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, VAG61 e Oratorio San Filippo Neri.

Cinema dai margini del mondo

Al centro del Festival torna il cinema, con una selezione di corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, molte anteprime bolognesi e due anteprime nazionaliHouse of Hope e River Dreams.

Anche quest'anno, la direzione artistica della sezione cinematografica è curata da Jonathan Ferramola, curatore cinematografico e copywriter, e Carlotta Piccinini, autrice e regista, che firmano una selezione capace di portare sullo schermo storie, prospettive e voci dai margini del mondo.

I film concorreranno al Premio cinematografico Giovanni Lo Porto e alle tre menzioni tematiche: “Climate Justice is a Social Justice”, dedicata alla giustizia climatica e ambientale e al collega di WeWorld Andrea Zani; “Disarming Patriarchy”, dedicata alla parità di genere; e “For a Fairer World”, sui diritti umani.

A presiedere la giuria sarà Omar Schillaci di Sky, insieme a Emanuela Ceddia di I Wonder, Anna Di Martino della Cineteca di Bologna e la sceneggiatrice e regista Anita Rivaroli.

Il Festival sarà anticipato il 30 settembre da un appuntamento speciale realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna: la proiezione di Everyday in Gaza e il reading Letters from Gaza di e con Lidia Ravera, all'Oratorio San Filippo Neri.

Dalla Tanzania alle periferie italiane: il diritto di immaginare il futuro

Il Festival porterà al centro “Abitare i Margini”, la nostra ricerca che ha raccolto le voci e le esperienze di oltre 230 bambine e bambini, ragazze e ragazzi coinvolti nei programmi dell’organizzazione in Italia. Da qui prende avvio Quanto costa immaginare il futuro?, un confronto sulle disuguaglianze che restringono aspirazioni e opportunità e sulle difficoltà economiche che impediscono a sempre più giovani di emanciparsi, diventare indipendenti e costruire il proprio futuro.

Dalle periferie italiane ai contesti segnati da guerre, povertà e crisi climatica, l’incontro prova a rispondere a una domanda sempre più urgente: cosa succede quando il futuro sembra appartenere sempre a qualcun altro? Ne parleranno, tra gli altri, l’economista femminista Azzurra Rinaldi, l’autrice e divulgatrice Sofia Pasotto, lo psicologo e divulgatore Michele Arena e Martina Albini del Centro Studi WeWorld.

Dalla Tanzania arriva invece una storia capace di mettere in discussione molte delle immagini con cui siamo abituati a guardare il mondo. In Di femminismo, alberi di mango e matematicaDaria Bignardi e Chiara Alessi ritroveranno Juliana Marko, ingegnera e insegnante conosciuta durante il loro viaggio insieme a noi in Tanzania. Juliana oggi lavora per avvicinare bambine e bambini alle materie STEM attraverso un metodo innovativo basato sull’utilizzo dell’abaco. La sua storia sarà il filo conduttore di una conversazione a tre su educazione, opportunità, femminismo e futuro, ma anche su ciò che accade al nostro sguardo quando, al posto delle immagini che pensavamo di conoscere, incontriamo persone, esperienze e quotidianità reali.

Perché abbiamo ancora bisogno delle storie?

Cinema, libri, podcast, fotografia e musica possono cambiare il modo in cui guardiamo una realtà? Possono avvicinarci a ciò che percepiamo come lontano?

È la domanda al centro di Perché abbiamo ancora bisogno delle storie?, incontro sul potere della narrazione di trasformare l’indifferenza in curiosità e la curiosità in partecipazione, con Sara Poma, Head of Chora Studio – Chora Media, la scrittrice Veronica Raimo e Giovanni Mori, divulgatore e podcaster che presenterà in anteprima con noi le puntate speciali del podcast News dal Pianeta Terra prodotto da LifeGate.

Il giornalismo sarà protagonista anche con Valerio Nicolosi, giornalista e autore di Ecoguerra, che presenterà in anteprima il nuovo podcast realizzato con noi e dedicato ai dietro le quinte della cooperazione internazionale: un racconto che porta il pubblico oltre le immagini e le dichiarazioni ufficiali, per scoprire come si lavora ogni giorno nei contesti di crisi e che cosa significa costruire interventi umanitari insieme alle comunità.

Durante il Festival, Nicolosi condurrà inoltre una puntata live di Scanner, il suo daily podcast dedicato ai grandi temi dell’attualità internazionale.

Spazio anche alla Chiacchierata Femminista, il nostro format pensato per creare occasioni di confronto informale su parità di genere, diritti e stereotipi. L’edizione bolognese sarà dedicata all’educazione sessuo-affettiva, per parlare di relazioni, consenso, confini e decostruzione degli stereotipi. Tra le protagoniste Francesca Fiore di Mammadimerda, insieme a un’operatrice di Edusex.

Due mostre per spostare lo sguardo

Anche la fotografia sarà una delle grandi protagoniste di questa edizione. Il 7 ottobre al DAS inaugureranno due mostre che, dall'Italia al Kenya, attraversano alcuni dei temi al centro del nostro lavoro: margini, disuguaglianze, nuove generazioni e diritto al futuro.

Dentro le periferie è il nostro progetto espositivo dedicato alle marginalità urbane contemporanee in Italia. Al centro il lavoro di Alex Majoli, che racconta Barona e Giambellino a Milano, insieme agli sguardi di Arianna Arcara, Camilla Miliani e Michele Lapini su Cagliari, Aversa e Bologna. Un racconto che prova ad andare oltre gli stereotipi e le narrazioni emergenziali per restituire la complessità, le relazioni e le possibilità che attraversano le periferie italiane.

Accanto a questa, Escape The Matrix, il progetto fotografico di Gaia Squarci dedicato alle nuove generazioni in Kenya. A Narok, ai margini della riserva del Maasai Mara, ragazze e ragazzi si confrontano con un mercato del lavoro che non riesce a tenere il passo con le loro ambizioni e sperimentano nuove strade per costruirsi un futuro, trasformando passioni e competenze in percorsi professionali fuori dagli schemi.

Un Festival per giovani e per famiglie

Il WeWorld Festival Bologna vuole essere anche uno spazio da vivere, non soltanto da guardare.

Una parte importante del programma sarà dedicata alle nuove generazioni, con incontri, laboratori, momenti di partecipazione e uno Youth Corner dove ragazze e ragazzi potranno conoscere le opportunità gratuite di WeWorld e della WeWorld Academy: percorsi formativi, laboratori, occasioni di networking e spazi di partecipazione e protagonismo.

E il Festival è aperto anche alle famiglie, con incontri e laboratori dedicati a bambine e bambini. Durante i pomeriggi di sabato e domenica al DAS, un'operatrice dello Spazio Donna WeWorld Bologna accoglierà le più piccole e i più piccoli con attività dedicate, permettendo anche alle famiglie di vivere e partecipare al Festival.

Perché parlare di diritti, disuguaglianze e futuro significa farlo anche insieme alle generazioni che quel futuro lo abiteranno.

Hip Hop, giovani talenti e cultura urbana

Tra gli appuntamenti di domenica anche Hip Hop Dance Battle & Party, una battle di danza hip hop curata dall’associazione Burrumballa, partner di WeWorld nel progetto Global District.

Otto ballerini e ballerine si sfideranno a eliminazione fino alla finalissima. Dopo una serie di battle accompagnate dal DJ della serata, sarà Big Fish (Massimiliano Dagani), DJ, beatmaker e produttore discografico tra i nomi di riferimento della scena hip hop italiana, a scegliere e mettere i brani sui quali i due finalisti dovranno improvvisare senza conoscere in anticipo la musica.

Una sfida in cui ascolto, istinto e creatività diventano linguaggio comune, prima di lasciare spazio al party.

Il programma completo del WeWorld Festival Bologna sarà online dal 7 settembre.

WeWorld Festival Bologna – 3ª edizione
7–11 ottobre 2026
Il margine non è lontano, è solo fuori dal nostro sguardo

Tutti gli eventi sono gratuiti, con prenotazione consigliata.