In Siria, il contesto umanitario è profondamente cambiato dopo la caduta del regime, avvenuta nel dicembre 2024. Tuttavia, la situazione rimane critica: 15,6 milioni di persone necessitano ancora di assistenza umanitaria. Gli anni di conflitto hanno lasciato un segno profondo sulle comunità, con infrastrutture danneggiate e servizi essenziali spesso insufficienti o inesistenti, rendendo difficile per molte famiglie ricostruirsi un futuro.  

Ogni progetto realizzato, ogni scuola riabilitata e ogni rete idrica ripristinata è il frutto del lavoro quotidiano di chi sceglie di stare al fianco delle comunità, ascoltarne i bisogni e contribuire a trovare soluzioni concrete.  

In occasione della Giornata mondiale dell'azione umanitaria, alcuni colleghi e colleghe di WeWorld in Siria hanno risposto a una semplice domanda: che cosa significa davvero lavorare nel settore umanitario? 

Percorsi diversi, un unico impegno 

Ogni operatore e operatrice nel settore umanitario porta con sé una storia diversa. Tra il nostro staff in Siria ci sono persone che provengono dalle stesse comunità che oggi supportiamo, e persone che hanno scelto di dedicare anni del proprio percorso professionale al sostegno di chi vive in condizioni di difficoltà.

Storie diverse, ma unite dallo stesso obiettivo: essere accanto alle persone che hanno bisogno di supporto.

Lavoro nel settore umanitario da più di dieci anni e sono entrato a far parte di WeWorld nel 2023. Quello che mi ha avvicinato a questo ambito è stata la possibilità di supportare le persone colpite da anni di conflitto. Molte hanno perso la propria casa, i mezzi di sostentamento e il senso di stabilità, facendo fatica anche a soddisfare i bisogni più basilari. Come giovane siriano, ho sentito la responsabilità di sostenere la mia comunità nel modo in cui potevo. Questo lavoro mi ha dato la possibilità di essere vicino alle persone, ascoltare le loro storie e i loro bisogni, e contribuire ad attività che possono davvero fare la differenza nella loro vita.
Mohammed Abdulhameed Operatore MEAL (Monitoring, Evaluation, Accountability and Learning)
La mia motivazione nasce da quello che ho visto personalmente durante la crisi siriana e dalle difficoltà che le famiglie, soprattutto i bambini e le bambine, continuano ad affrontare. A volte anche un piccolo intervento può avere un grande impatto nella vita di una persona. Vedere la differenza che il nostro lavoro può fare mi spinge ogni giorno a sostenere le persone che hanno bisogno di aiuto.
Makki Atrash Operatore di progetto

Cosa significa operare nell’umanitario 

Per i nostri colleghi e colleghe, il lavoro umanitario non è soltanto una professione, ma un impegno quotidiano fondato sulla convinzione che ogni persona abbia diritto a dignità, rispetto e speranza.

Essere un’operatrice umanitaria significa esserci per le persone nei momenti più difficili della loro vita. Il nostro lavoro non consiste solo nel fornire assistenza, ma anche nel restituire speranza e dignità, ricordando alle persone che non sono sole e che possiamo stare al loro fianco. Questo senso di solidarietà è uno degli aspetti più significativi del nostro lavoro.
Rafiah Al-Nabsha Operatrice di progetto
Per me, essere un’operatrice umanitaria significa mettere le persone al centro. Significa aiutare chi si trova in difficoltà, indipendentemente dall’età, dal background, dalla religione, dell’etnia o dalla loro condizione sociale. Significa sostenere le persone in condizioni di maggiore vulnerabilità, tutelarne la dignità e dare un contribuire positivo alle loro vite.
Sara Al-Rajab Operatrice di progetto

Quel che rimane impresso 

L’impatto del lavoro umanitario non può essere misurato solo attraverso i numeri. Dietro ogni scuola riabilitata, ogni rete idrica ripristinata, ogni kit distribuito e ogni progetto realizzato ci sono singole storie, incontri o momenti che rimangono impressi nella memoria di chi fa questo lavoro. A volte è il sorriso di un bambino o di una bambina, una famiglia che torna nella propria casa, una classe piena di risate, o semplicemente qualcuno che dice “grazie”.

  • Un momento che non dimenticherò mai è stato quando abbiamo riabilitato una stazione idrica in una comunità rurale che non aveva avuto accesso a una fornitura d’acqua per più di cinque anni. Per molto tempo le persone avevano dovuto dipendere completamente dal trasporto dell’acqua tramite autocisterne. Quando l’acqua ha ricominciato a scorrere e a raggiungere le loro case, abbiamo assistito a momenti di autentica gioia. Alcune persone sorridevano, mentre altre si sono commosse profondamente. Dopo mesi trascorsi ad ascoltare le loro difficoltà e a comprendere quanto la scarsità d’acqua influenzasse la loro vita quotidiana, condividere quel momento con loro è stato estremamente significativo.
    Mohammed Abdulhameed Responsabile MEAL (Monitoring, Evaluation, Accountability and Learning)
  • Dopo il terremoto di Aleppo, abbiamo sostenuto le famiglie attraverso la distribuzione di materassi e beni di prima necessità. Un momento che è rimasto con me è stato aiutare una famiglia a lasciare una zona pericolosa e raggiungere un luogo più sicuro nel giro di poche ore. Vedere la paura scomparire dai volti dei bambini una volta raggiunto un luogo sicuro è qualcosa che mi porterò sempre con me.
    Makki Atrash Operatore di Progetto
  • Durante l’implementazione delle attività educative per i bambini e le bambine, ricordo il loro entusiasmo quando abbiamo distribuito zaini, materiale scolastico e didattico. Vedere i loro sorrisi e la loro voglia di imparare mi ha ricordato quanto siano importanti queste opportunità.
    Ouras Abo Al-Aysh Operatrie di Progetto
  • Un momento che mi è rimasto impresso è stato l'aver incontrato una persona con disabilità che aveva acquisito competenze professionali grazie a uno dei nostri progetti. Vedere crescere la fiducia in sé stessa, vederla ottenere un nuovo lavoro e rendersi conto di poter costruire il proprio futuro è stato molto stimolante.
    Assmaa Nanaa Coordinatrice di Progetto

Guardare al futuro con speranza 

Lavoriamo al fianco delle comunità siriane dal 2011, sostenendo le persone colpite dal conflitto nelle aree rurali e meno servite. Solo nel 2025 abbiamo raggiunto più di 171.000 persone, di cui il 76% donne e bambini. Oggi operiamo in oltre 60 comunità nei governatorati di Aleppo, Ar-Raqqa, Deir-ez-Zor e Daraa, lavorando per migliorare l’accesso all’istruzione, all’acqua sicura e alle opportunità di sostentamento.

In occasione della Giornata mondiale dell’aiuto umanitario, celebriamo non solo la dedizione dei nostri colleghi e delle nostre colleghe, ma anche la resilienza, l’impegno e la determinazione delle comunità con cui lavoriamo ogni giorno. La loro forza continua ad ispirare il nostro lavoro quotidiano. 

  • La mia speranza è vedere le comunità con cui lavoriamo riprendersi, diventare più forti e riuscire a costruire il proprio futuro con fiducia. Spero che il sostegno che forniamo oggi aiuti le persone a diventare più resilienti e crei opportunità che possano continuare anche oltre la durata di ogni singolo progetto.
    Mohammed Shaban Othma Operatore di progetto
  • Spero che le persone possano avere le risorse e le opportunità necessarie per costruire un futuro migliore per loro stesse e per le proprie famiglie. Mi auguro che il sostegno che forniamo oggi possa contribuire a rafforzare la loro capacità di affrontare le difficoltà e creare opportunità che durino nel tempo, che vadano oltre i singoli progetti.
    Nour Al-Khedr Al-Mohammed Operatrice di Protezione