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10 agosto 2017

“SENZA QUEL GIORNO”, IL LIBRO SUL NOSTRO INTERVENTO NELLE ZONE TERREMOTATE DEL CENTRO ITALIA.

 

A quasi un anno dal terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia vogliamo raccontare cosa abbiamo fatto per le popolazioni dei comuni coinvolti. E non siamo i soli a volerlo fare, oggi sulla rivista Gioia! è presente un articolo che parla di come il nostro aiuto diretto ha aiutato donne coraggiose, donne che hanno deciso di ripartire dallo stesso luogo nel quale hanno perso tutto.

Queste storie sono contenute nel libro “Senza quel giorno” scritto da Giuseppe Goisis con le foto di Giovanni Diffidenti. E’ un libro che riprende, in tredici giorni di viaggio, le interviste e le foto dei protagonisti dei beneficiari del nostro progetto “aiuto diretto”, un sostegno economico per acquistare un bene materiale che li aiutasse in quello che è il difficile percorso verso la “normalità”.

Vogliamo raccontare quattro storie di donne, diverse tra loro, ma unite dalla forza di volontà, dal coraggio di ripartire in quei luoghi ancora pieni di macerie.

 

Martina studia a Tor Vergata (Roma) Scienze Nutrizionali. Ha 25 anni. Il padre aveva un impresa edile insieme allo zio. La madre era caposala al pronto soccorso di Amatrice. La sorella centauro era incinta al quarto mese. Ora ha solo lo zio e  il cognato a Roma, e una casa in costruzione. In attesa che la sua casa venga completata, Martina sta finendo i suoi studi, il suo sogno è quello di laurearsi nel 2018.
A volte, come nella notte del terremoto, va dal fidanzato a dormire. A volte a Roma per gli studi. È un vagabondaggio utile per il momento. Verrà il tempo di restare nella casa terminata. Non sa come, ma sorride, di un sorriso che è dolcezza infinita.
Con il nostro aiuto diretto Martina ha acquistato alcuni libri importanti per l’università, e le  lapidi per i genitori e la sorella.
La speranza di Martina è comunque quella di tornare, e di vivere, se possibile, in quella casa che per ciascuno era il lavoro di una vita e il futuro sognato. “Mi dicono di parlare, di esprimere, di non tenere dentro, ma io sono fatta così. In ogni momento ogni cosa può cambiare”.

 

 

 

Simona aveva un negozio di abbigliamento in affitto, negozio che è andato distrutto. La notte del 24 era a Faizzone con la madre e la bambina mentre il marito finanziere era al lavoro, a Roma. È venuta giù metà casa, la parte giorno fortunatamente. Sono uscite tutte salve dalla finestra. Con il fratello poi è andata a soccorrere come poteva chi in quel momento aveva bisogno.
Nell’emergenza ha cucinato per i volontari: 700 pasti al giorno per 10 giorni. Gente stupenda che ha fatto di tutto, soprattutto per i bambini. È grazie a loro se sua figlia non ha mai smesso di sorridere.   Simona è un esempio virtuoso  di quelle donne forti che continuano a combattere nonostante le avversità. Con il nostro aiuto diretto Simona ha ottenuto una ricamatrice, per dare forza al desiderio di rimettere in piedi l’attività di vent’anni. Appena le è stata consegnata, si è messa subito al lavoro per produrre una nuova collezione, il primo passo verso la normalità.

 

 

 

Clara ha una bimba di 3 anni. Prima del terremoto Clara faceva assistenza domiciliare, ma, dopo la notte del 24 agosto, gli anziani sono stati trasferiti in una struttura fuori regione. Al momento lavora all’istituto alberghiero a Rieti, e continua a fare l’assistente domiciliare a Borbona.
I momenti del terremoto furono drammatici, quella notte salvò l’anziano a cui badava, e subito dopo corse dalla sua bimba, con grande ansia perché non riusciva a mettersi in contatto con la sua famiglia. Il 30 ottobre ci fu un’altra terribile scossa, Clara questa volta era con la sua bambina e cercò di non farle capire quello che stava accadendo.  Eccola un’altra donna tenace, una donna che non vuole mollare.
Il nostro aiuto diretto è stato l’acquisto di una macchina, così importante visto la necessità di muoversi.

 

 

 

Annarita web

 Annarita ha 19 anni, la notte del 24 agosto stava dormendo quando ha sentito qualcosa di strano, ha associato i rumori che sentiva al sisma che aveva colpito l’Aquila, allarmata é uscita subito di casa con la sua famiglia. Nei giorni successivi le scosse si sono ripetute e il padre ha deciso di trasferire tutta la famiglia in una roulotte e in alcune tende. E’ questa la loro nuova casa. I genitori non vogliono allontanarsi perché hanno una stalla, fortunatamente non danneggiata, e un gregge di 300 pecore.
Annarita voleva iscriversi all’università alla facoltà di Ostetricia, ma il terremoto ha rimandato questo sogno. Vuole restare, come la sorella più grande, accanto ai suoi genitori, rimasti senza nulla. Per ripartire, con il nostro aiuto diretto, Annarita si è pagata un corso per parrucchiera ad Ascoli, ed è entusiasta, “secondo me Amatrice ripartirà e io voglio che i miei bambini nascano e crescano qua“.

 

 

 

Queste sono solo alcune delle storie presenti nel nostro libro, storie di forza e di coraggio, che testimoniano come, dopo aver perso tutto, si possa ancora avere la forza per rialzarsi e ricominciare dalle proprie radici, dal proprio paese.