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I nostri interventiin Italia

LA STORIA DI FRANCESCA

Francesca non riusciva a socializzare con gli altri e a scuola i suoi problemi di timidezza erano un ostacolo nelle interrogazioni. Gli insegnanti comprendevano che la piccola era preparata, ma era difficile valutarla perché rispondeva poco e sempre con un fil di voce.

 Al Centro Frequenza200 abbiamo lavorati sulla sua autostima, i laboratori di musica, arte e teatro le hanno permesso di esprimere il suo disagio con una comunicazione alternativa. Mese dopo mese Francesca è diventata sempre più aperta al dialogo.

 La sua promozione in seconda media è un traguardo davvero importante, la sua gioia è la gioia di noi operatori dei centri Frequenza200 che ogni giorno aiutiamo tanti bambini a costruire un futuro migliore.

 

La situazione in Italia

L’Italia è un paese con un alto standard di vita e con un indice di sviluppo che la posiziona al 27° posto su 188 (Rapporto sviluppo umano 2015, UNDP). Nonostante l’elevato standard l’Italia soffre da sempre un grande divario Nord-Sud e con le crisi economiche degli ultimi anni si sono accentuate situazioni critiche già esistenti in tutto il Paese. Due fenomeni in particolare creano enormi costi umani ed economici:  l’abbandono scolastico e la violenza sulle donne.

 

Abbandono scolastico

La crisi economica ha fatto aumentare il numero dei poveri in Italia. Se nel 2007 erano 2,4 milioni, pari al 4,1% della popolazione, gli ultimi dati disponibili, relativi al 2016 (ISTAT ed Eurostat), indicano che 1 milione e 470mila famiglie residenti vivono in condizioni di povertà assoluta, si tratta di 4 milioni e 102mila persone pari al 6,8% dell’intera popolazione del Paese.
Un milione sono i bambini e le bambine in povertà: povertà materiale, formativa ed educativa.
l’Italia è il peggior paese in Europa per la percentuale di giovani che non lavorano non studiano e non si formano (i cosiddetti NEET) e uno dei primi per l’abbandono scolastico, fenomeno che riguarda bambini, bambine e adolescenti, tra i 6 e i 17 anni che vivono soprattutto al Sud e nelle isole e  nelle periferie delle grandi città.
Un problema che alimenta il bullismo, la violenza, la microcriminalità e l’esclusione sociale.

In Italia circa il 15% dei ragazzi non porta a termine il percorso di studi oltre la terza media o un corso professionale superiore ai due anni (abbandona la scuola il 20,2% per i maschi e del 13,7% per le femmine, un dato negativo rispetto alla media europea: 13,6% maschi, 10,2% femmine). L’obiettivo europeo del 2020 è di ridurre al 10% l’abbandono scolastico.
 
Per questo abbiamo avviato il programma FREQUENZA200  per prevenire e contrastare l’abbandono scolastico e promuovere opportunità educative di qualità per tutti i bambini e le bambine, come da quarto punto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030.

 

Violenza sulle donne

La violenza sulle donne è un grave problema sociale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità una donna su tre è colpita da una qualche forma di violenza fisica, sessuale, economica o psicologica. In Italia oltre 6 milioni di donne (fonte ISTAT, 2015) hanno subito una qualche forma di violenza. Il numero di donne che ha temuto per la propria vita è passato dal 18% del 2006 al 34% del 2014. Il 10,6% delle donne ha subìto una violenza prima dei 16 anni. Aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla madre (dal 60,3% del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014).

Oltre 120 donne vengono uccise ogni anno dai loro mariti, compagni, fratelli, padri. La violenza domestica non è una questione privata: ogni anno l’Italia spende circa 17 Miliardi di euro in costi sociali e economici causati dalla violenza contro le donne (vedi indagine Quanto costa il silenzio?). La violenza è un problema strutturale, è causata tra le altre cose, da assenza di pari opportunità tra uomini e donne e stereotipi profondamente radicati che vanno affrontati e superati. Un giovane su cinque tra i 18 e i 29 anni ritiene normale che un uomo se viene tradito si arrabbi fino al punto di diventare violento (indagine Rosa shocking 2 di WeWorld e IPSOS).

Per fermare la violenza dobbiamo avviare un profondo cambiamento culturale, per questo promuoviamo campagne di sensibilizzazione, interventi concreti per aiutare le donne, i bambini  e le bambine che subiscono violenza (programmi “SOStegno Donna” e “Spazi Donna”) e azioni di pressione politica per cambiare le cose. (Come da quinto punto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.)

 

Come interveniamo

In Italia lavoriamo per fermare l’abbandono scolastico e per garantire i diritti delle donne.

Contro l’abbandono scolastico

Con Frequenza200, programma nazionale di contrasto alla povertà educativa, che promuove un’educazione inclusiva di qualità per tutti, sono stati avviati numerosi progetti finalizzati alla prevenzione e al contrasto della dispersione scolastica, che coinvolgono, sette Regioni o aree metropolitane: Milano, Napoli, Palermo (dal 2012), Torino, Roma, Provincia di Bari (2014), Cagliari e provincia (2015). Siamo presenti in quartieri caratterizzati da situazioni di disagio socio-economico e povertà culturale ed educativa, in aree dove mancano opportunità per bambini, bambine, adolescenti ed adulti.

I centri di Frequenza200 sono rivolti a bambini, bambine e adolescenti di età compresa tra gli 8 e i 16 anni. Il progetto prevede in ogni città un centro diurno operativo 5 pomeriggi alla settimana con attività educative condivise.

All’interno dei Centri sviluppiamo percorsi educativi che prevedono diverse tipologie di intervento: formazione di competenze personali attraverso attività laboratoriali e percorsi di orientamento, sviluppo del rapporto con la famiglia da parte delle scuole che ha come obiettivo la sensibilizzazione circa l’importanza della prevenzione dell’abbandono degli studi e per la creazione di un’unica comunità educante in cui tutti gli attori abbiano un ruolo.

Nell’arco di meno di quattro anni, “Frequenza200” ha coinvolto 1.549 bambine, bambini e adolescenti iscritti ai Centri, 3.458 ragazzi e ragazze interessati dai percorsi educativi realizzati in collaborazione con le scuole, 780 donne-mamme, 1.430 famiglie, 180 operatori grezzi (commercianti ed altri operatori territoriali pubblici e privati) e 60 scuole. Entro il 2017 oltre 6.000 bambini/e saranno inclusi nel programma. Per la sua estensione territoriale Frequenza200 costituisce una delle più ampie esperienze nazionali di prevenzione e contrasto della povertà educativa.

Frequenza200 è anche una rete nazionale di sensibilizzazione ed azione politica sulla povertà educativa e l’inclusione di qualità per tutti, con oltre venti aderenti, coordinata da WeWorld. Realizza studi e ricerche su tali temi. Nel 2014 è stata completata e presentata al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca la prima indagine nazionale che ha misurato il contributo del terzo settore nella prevenzione e nel contrasto della dispersione scolastica (LOST. Dispersione: il costo per la collettività ed il ruolo di scuole e terzo settore). La ricerca è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione G. Agnelli e l’Associazione Bruno Trentin. Sempre nel 2014, in collaborazione con l’Università di Bergamo e la casa editrice Carocci, è stata presentata la nuova edizione dell’Index for Inclusion (Nuovo Index per l’Inclusione, 2014). Nel 2015, è stata presentata una ricerca volta ad esplorare il fenomeno dei NEET (GHOST. giovani Not in employment education and training), in molti casi esito finale della dispersione scolastica. Alla ricerca hanno collaborato la Coop. Sociale La Grande Casa e CNCA, Animazione sociale-Gruppo Abele e l’ANCI.

I risultati della ricerca azione educativa condotta nei centri Frequenza200 sono stati pubblicati nei volumi della serie “Lenti a Contatto”. Si tratta di testi dedicati alle esperienze di prevenzione dell’abbandono della scuola, alla azioni contro la povertà educativa ed alle metodologie inclusive sperimentate. La rete Frequenza200 si è fatta promotrice del primo strumento per la misurazione della qualità della azioni congiunte di scuole ed associazionismo per prevenire l’abbandono della scuola.

 

Contro la violenza sulle donne

Per promuovere i diritti delle donne, le pari opportunità e proteggere bambini e  bambine sono state avviate azioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne.

Per aiutare le donne vittime di violenza abbiamo aperto gli sportelli SoStegno Donna nei Pronto Soccorso di alcuni tra i maggiori ospedali italiani per garantire assistenza medica, psicologica e sociale H24 sette giorni su sette alle vittime che ricevono immediatamente le cure necessarie al riparo da chi ha abusato di loro.
Il numero di donne vittime di violenza che si rivolgono al Pronto Soccorso è nettamente superiore a quello delle donne che si recano alla Polizia, ai consultori, ai servizi sociali e ai servizi di volontariato. Il Pronto Soccorso è, dunque, luogo privilegiato dove  poter fare emergere la violenza domestica e dare una risposta adeguata sul piano psico-sociale, attraverso la relazione con le reti antiviolenza territoriali, opportunamente collegate con l’Ospedale. Il servizio è in relazione con gli altri soggetti della rete antiviolenza territoriale: forze dell’ordine, tribunali, privato sociale/associazionismo femminile, distretti sanitari.

Nel 2014 abbiamo avviato i primi Spazi Donna, volti a far emergere situazioni di disagio sociale e favorire il reinserimento e l’orientamento ai servizi di donne potenzialmente o effettivamente vittime di violenza. Gli Spazi si trovano nelle zone più difficili di Napoli (Scampia e San Lorenzo) e Palermo (San Filippo Neri – Zen2 e Borgo Vecchio) e Roma (quartiere San Basilio). In questi centri abbiamo attivato spazi bimbi per permettere alle donne e alle mamme di partecipare alle attività e contemporaneamente favorire uno spazio di osservazione in cui operatrici esperte possano rilevare situazioni di disagio grave, se non addirittura casi di violenza assistita e subita.

In un anno sono oltre 1000 le donne vittime di violenza alle quali SOStegno Donna può dare aiuto all’interno dei Pronto Soccorso e 600 nei centri WeWorld per le donne.

La violenza contro le donne ha un costo umano ed economico altissimo per il nostro Paese. Se vogliamo contrastare questo problema dobbiamo indagare puntualmente i numeri della violenza. Per questo motivo abbiamo realizzato indagini  per raccontare questo fenomeno.

A seguito della ricerca Quanto costa il silenzio?, la prima indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza sulle donne, realizzata e presentata da WeWorld nel 2013, a febbraio – marzo 2014, si è tenuto un tour nazionale che ha toccato 14 città italiane (in altrettante Regioni), nel corso del quale sono stati incontrati circa 800 operatori delle reti antiviolenza territoriali. I risultati sono stati presentati in Senato a metà maggio 2014, alla presenza di parlamentari ed esperti/e. Nel biennio 2014-15 sono state realizzate e presentate in sedi istituzionali altre 3 indagini: Rosa Shocking  (2014) e Rosa Shocking 2 (2015), sui pregiudizi e gli stereotipi di genere presenti nella nostra società, rilevati attraverso un sondaggio d’opinione (realizzato in collaborazione con IPSOS), e sugli investimenti della società civile per prevenire il fenomeno; Diritti contro la violenza, indagine comparativa sulle leggi regionali contro la violenza di genere per prevenire il fenomeno e contrastarlo. Inoltre abbiamo mostrato, nella nostra “Analisi SROI. Violenza sulle Donne. Non c’è più tempo che investendo 1 euro in un piano di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne se ne produrrebbero 9 di valore sociale.

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Povertà, discriminazioni e violenza relegano le donne all’ambito domestico. Spesso alle bambine viene negato l’accesso all’istruzione e, private della loro infanzia, diventano mogli e madri troppo presto.

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