L’educazione è il fondamento su cui si costruisce il futuro delle persone e delle società, ma oggi questo diritto è sempre più a rischio. Se le tendenze attuali non cambieranno, gli aiuti internazionali all’educazione diminuiranno di 3,2 miliardi di dollari entro il 2026, facendo salire il numero di bambini e bambine fuori dalla scuola da 272 a 278 milioni.

L’educazione è oggi uno dei settori più sottofinanziati a livello globale: nel 2024 è stato coperto solo il 29,8% dei fondi necessari, e nel 2025 appena il 24% (OCHA).

Le conseguenze della riduzione delle risorse disponibili sono già visibili: chiusura delle scuole, aumento dei tassi di abbandono scolastico, carenza di insegnanti, riduzione dei servizi di supporto psicosociale e peggioramento delle condizioni di apprendimento, soprattutto nei contesti più fragili segnati da conflitti, povertà e crisi climatiche.

In questo scenario, presentiamo il nuovo Atlante sull’Educazione “Learning Out Loud, un’analisi globale che mette in luce la portata della crisi educativa e propone un approccio trasformativo, centrato sui diritti e sulle voci di bambine e bambini.

L’Atlante raccoglie dati globali, evidenze dal campo e soluzioni concrete, basate su oltre 50 anni di esperienza dell’organizzazione, e include schede Paese su 13 contesti in cui operiamo con programmi educativi: Italia, Ucraina, Libano, Palestina, Brasile, Kenya, Mozambico, Tanzania, Benin, Mali, Cambogia, Moldavia e Siria.

“I dati ci dicono chiaramente che non siamo di fronte solo a una crisi dell’istruzione, ma a una crisi di diritti e di futuro” dichiara Dina Taddia, Consigliera Delegata di WeWorld. Investire nell’educazione significa investire nella protezione, nel benessere e nella partecipazione delle nuove generazioni. Con questo Atlante vogliamo riportare al centro le voci di bambine e bambini e dimostrare che l’educazione, se davvero inclusiva e di qualità, è una leva trasversale che attraversa protezione, salute, parità di genere, partecipazione e benessere, rendendo possibili tutti gli altri diritti”.

Pensato come strumento di analisi e advocacy, l’Atlante offre una fotografia dello stato dell’educazione nel mondo attraverso indicatori provenienti da fonti autorevoli, presentati con mappe, grafici, infografiche e tabelle. Ma non è solo una raccolta di numeri: è una guida alla lettura della realtà educativa globale, che mette in discussione lo status quo e orienta all’azione per la costruzione di sistemi educativi più equi, inclusivi e resilienti.

Learning Out Loud” è il quarto Atlante che pubblichiamo, dopo WE CARE. Atlante sulla salute sessuale, riproduttiva, materna, infantile e adolescenziale nel mondo, Flowing Futures. Atlas on Water, Sanitation, Hygiene and Human Rights e Claiming Space. Atlas on Women’s and Girls’ Rights. Un percorso editoriale che riflette l’approccio integrato dell’organizzazione ai diritti umani e allo sviluppo.

Il titolo scelto richiama un messaggio chiave: l’educazione non si esaurisce tra i banchi di scuola. Bambine e bambini imparano ovunque – nei contesti informali, nelle relazioni, negli spazi che abitano ogni giorno – e perché questo apprendimento sia significativo è fondamentale che le loro voci vengano ascoltate, riconosciute e valorizzate. La partecipazione attiva è parte integrante del diritto all’educazione.

Oggi, infatti, l’accesso alla scuola non garantisce automaticamente un’educazione di qualità. Nel mondo mancano 44 milioni di insegnanti per raggiungere gli obiettivi educativi globali entro il 2030 (UNESCO), e milioni di studenti frequentano scuole prive di servizi essenziali: 447 milioni di bambini e bambine non hanno accesso all’acqua potabile a scuola, mentre 646 milioni a servizi igienici adeguati (WHO/UNICEF), con un impatto particolarmente grave su bambine e adolescenti.

In molti contesti di crisi, inoltre, la scuola non è solo un luogo di apprendimento ma anche uno spazio di protezione. Tra il 2022 e il 2023 si sono verificati quasi 6.000 attacchi contro scuole, studenti e insegnanti nei contesti di conflitto, rendendo evidente il legame tra educazione, sicurezza e benessere psicosociale. Garantire continuità educativa significa anche proteggere il benessere emotivo, relazionale e psicologico di bambine e bambini, offrendo stabilità, routine e spazi sicuri in contesti segnati da violenza e incertezza.

Le voci di bambine e bambini sono il punto di partenza dell’Education Atlas. Ascoltarle significa riconoscere l’educazione come un diritto che apre al futuro e alla possibilità di immaginare alternative alla realtà presente, soprattutto nei contesti segnati da crisi e disuguaglianze. È da questa prospettiva che leggiamo i dati globali e costruiamo proposte di intervento. Un principio sancito dall’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che riconosce il diritto di bambine e bambini a essere ascoltati e a partecipare alle decisioni che li riguardano. “La nostra ambizione è garantire sempre più una partecipazione attiva e sostanziale di bambine, bambini e giovani nei progetti che implementiamo, considerandoli non come semplici partecipanti, ma come soggetti attivi e interlocutori legittimi. Questo processo può realizzarsi solo se noi adulti saremo in grado di creare spazi di dialogo paritari e metterci in discussione, lasciando all'infanzia lo spazio per esprimersi, stupirci e, talvolta, farci immaginare nuovi orizzonti da perseguire insieme” sottolinea Elena Modolo, Global Education Expert di WeWorld.

“I miei giorni preferiti sono venerdì e sabato, quando andiamo a scuola. Gli insegnanti rendono tutto facile e divertente. Voglio diventare una scrittrice e aprire un salone di bellezza con mia sorella e il programma di Supporto Compiti mi sta aiutando!” – Zeinab, 13 anni, Libano

L’approccio CARES

Al centro dell’Education Atlas c’è il Framework CARES, il modello educativo che riconosce bambini e bambine come soggetti attivi del proprio percorso di apprendimento, sfidando le dinamiche adultocentriche ancora prevalenti in molti sistemi educativi.

Il modello si basa su cinque dimensioni - Community (Comunità), Access (Accesso), Rights (Diritti), Expression (Espressione), Safety (Sicurezza) - e ci permette di progettare ogni attività in relazione al contesto, adattandola alle storie, ai bisogni e alle difficoltà specifiche.

Questo approccio esprime il nostro impegno a rendere l’educazione più inclusiva e accessibile, a rafforzare il legame con le comunità e a promuovere protezione, benessere e partecipazione attiva delle nuove generazioni.  

L’obiettivo è progettare interventi realmente a misura di bambino e bambina, costruiti insieme a loro e radicati negli ambienti in cui vivono e crescono.

Le dimensioni Comunità, Accesso e Sicurezza guidano gli obiettivi strategici degli interventi di WeWorld, mentre Diritti ed Espressione agiscono come principi trasversali applicati in tutti i programmi.

Dai dati all’azione

Il Framework CARES non è un modello teorico, ma uno strumento pratico applicato in contesti di sviluppo ed emergenza. Le evidenze raccolte nell’Education Atlas confermano la sua efficacia nel migliorare l’accesso all’istruzione, rafforzare il ruolo delle comunità educanti, promuovere la partecipazione attiva di bambini, bambine e giovani e garantire maggiore protezione e benessere.

Secondo l’UNESCO, nei paesi a basso e medio-basso reddito manca un finanziamento annuo di circa 97 miliardi di dollari per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 sull’educazione entro il 2030.

Per ottenere un impatto duraturo sono però necessarie risorse adeguate, investimenti di lungo periodo e finanziamenti flessibili, oltre a competenze contestuali e a un forte coordinamento intersettoriale tra attori locali e internazionali.

Per questo, invitiamo istituzioni, donatori e decisori politici a:

  • aumentare e rendere più stabili e flessibili i finanziamenti per l’educazione;
  • promuovere approcci partecipativi e centrati sull’infanzia;
  • riconoscere l’educazione come una leva trasformativa fondamentale, e non come un intervento isolato.

Con l’Education Atlas, rinnoviamo il nostro impegno per costruire sistemi educativi inclusivi, partecipativi e sostenibili, capaci di rispondere alle reali esigenze di bambine, bambini e giovani. Investire nell’educazione significa investire nel futuro delle società, nella pace e nella giustizia sociale.

EDUCATION ATLAS – DATI CHIAVE

  • 251 milioni di bambini e bambine nel mondo sono fuori dalla scuola (UNESCO)
  • Se i trend non cambiano, gli aiuti internazionali all’educazione diminuiranno di 3,2 miliardi di dollari entro il 2026, lasciando 6 milioni di minori in più fuori dal sistema scolastico (UNICEF)
  • L’educazione è uno dei settori più sottofinanziati: solo il 29,8% dei fondi necessari è stato coperto nel 2024, e appena il 24% nel 2025 (OCHA)
  • 44 milioni di insegnanti mancano all’appello per garantire un’educazione di qualità entro il 2030 (UNESCO)
  • 447 milioni di bambini frequentano scuole senza accesso all’acqua potabile e 646 milioni senza servizi igienici adeguati (WHO/UNICEF)
  • Tra il 2022 e il 2023 si sono verificati quasi 6.000 attacchi contro scuole, studenti e insegnanti nei contesti di conflitto (GCPEA)

Testimonianze dai Paesi

Cambogia

Vengo da una famiglia povera. Stavo abbandonando gli studi perché vivo lontano da scuola: camminavo 3km al giorno per raggiungerla e non avevo il materiale scolastico necessario. Ora vado regolarmente, studio meglio e mi sento motivato, sereno e più fiducioso.”

- Puth, 9 anni, Cambogia

Libano

I miei giorni preferiti sono venerdì e sabato, quando andiamo a scuola. Gli insegnanti rendono tutto facile e divertente. Voglio diventare una scrittrice e aprire un salone di bellezza con mia sorella e il programma di Supporto Compiti mi sta aiutando!

- Zeinab, 13 anni, Libano

Mozambico

La nostra scuola viveva una crisi silenziosa: il 30% delle studentesse e studenti abbandonava gli studi e i matrimoni precoci erano dolorosamente frequenti. Grazie a questo programma, oggi è diventata un luogo vivo, pieno di energia e speranza, dove bambine e bambini si sentono accolti, parte della comunità e davvero valorizzati.”

- Abel João, Insegnante, Mozambico

Palestina

La riabilitazione dell'asilo ha trasformato l'educazione a Idkeika: da un caravan instabile a una scuola accogliente. Oggi più bambini e bambine frequentano, imparano meglio, giocano in spazi adeguati e hanno accesso a un’educazione di qualità.”

- Insegnante, Idkeika, Hebron, Palestina

Tanzania

Da quando è partito il STEM Club, i nostri studenti e studentesse stanno superando gli standard ministeriali. Anche le lezioni di recupero hanno avuto grande successo: con un po’ di aiuto in più, la loro motivazione è cresciuta molto. Penso in particolare a una studentessa che aveva dovuto ripetere l’anno: oggi è tra le prime 20 della scuola.”

- Josephine Raphael, Dirigente scolastica, Dar es Salaam, Tanzania

Ucraina

Questo programma ha dato a mio figlio accesso gratuito ad attività scolastiche e supporto psicologico. A causa della nostra situazione, prima aveva paura di dormire o stare da solo, ora è più tranquillo, gioca e parla con altri bambini e abbiamo ritrovato la speranza.”

- Mariia, mamma, Ucraina