I cambiamenti climatici non rappresentano solo una sfida ecologica, ma una vera e propria crisi ambientale che mette a rischio i diritti umani fondamentali. Tra gli effetti più significativi, ci sono le migrazioni forzate causate da fenomeni ambientali quali desertificazione, innalzamento del livello del mare e crisi alimentari.

In questo articolo parleremo di:

  • Chi sono i migranti climatici e come vengono riconosciuti a livello internazionale
  • Le connessioni tra cambiamenti climatici, povertà e migrazione
  • Le aree del mondo più colpite da questi fenomeni
  • Le principali sfide globali legate alla migrazione climatica

Chi sono i “migranti climatici”

I migranti climatici sono individui o intere comunità che si trovano nella necessità di spostarsi, temporaneamente o permanentemente, a causa di cambiamenti improvvisi o progressivi dell’ambiente che influenzano negativamente le loro condizioni di vita. Si parla di milioni di persone, talvolta intere comunità e non è certo un fenomeno nuovo, negli ultimi anni stia peggiorando.

Questi cambiamenti includono eventi meteorologici estremi, come inondazioni, siccità prolungate, desertificazione e degrado ambientale, che compromettono la sicurezza abitativa, la disponibilità di cibo e acqua.

Cosa dice il diritto internazionale?

Dal punto di vista del diritto internazionale, i migranti climatici non sono ancora riconosciuti come rifugiati, in quanto la Convenzione di Ginevra del 1951 tutela solo chi fugge da persecuzioni politiche, religiose o etniche. Tuttavia, il loro numero è in crescita - La Banca Mondiale stima che, entro il 2050, potrebbero esserci fino a 216 milioni di migranti climatici nei Paesi più vulnerabili - e sempre più organismi internazionali stanno sollecitando una definizione giuridica che tuteli queste persone.

Clima, povertà e migrazione

Il legame tra cambiamenti climatici e povertà è indissolubile. I cambiamenti climatici influiscono profondamente sulla povertà, creando un circolo vizioso. Le condizioni ambientali avverse riducono la produttività agricola e la sicurezza alimentare, incrementando la denutrizione e la vulnerabilità economica.

Dove la terra non è più fertile e l’acqua scarseggia, la sopravvivenza stessa è minata. Questa mancanza di risorse spinge alla migrazione come unica strategia possibile. Le persone più vulnerabili, tra cui donne e minori, sono spesso quelle che subiscono le conseguenze più gravi, vedendo compromessi i propri diritti alla salute, all’istruzione e a una vita dignitosa.

Un legame spesso ignorato è quello tra cambiamenti climatici e salute sessuale e riproduttiva: donne e ragazze sono spesso le più vulnerabili ed esposte ai rischi.  

Qui puoi leggere la nostra ricerca su questo tema. Cambiamenti climatici e salute delle donne: la nostra ricerca alla COP30 di Belém

Le aree più colpite

Le zone maggiormente interessate dalle migrazioni climatiche sono quelle più vulnerabili ai cambiamenti ambientali: aree aride e semi-aride soggette a desertificazione, regioni costiere dove la salinizzazione e l’innalzamento del livello del mare minacciano le comunità, nonché territori colpiti da eventi meteorologici estremi frequenti.

In particolare, molte regioni dell’Africa subsahariana, dell’Asia meridionale e di alcune isole del Pacifico sono i luoghi dove le migrazioni forzate sono più evidenti. Questi fenomeni si combinano con fragilità economiche e sociali, accentuando la vulnerabilità delle persone.

Il progetto Le Rotte del Clima, cofinanziato da Fondazione Cariplo, racconta la storia di persone migranti arrivate in Italia come migranti climatici.

Le sfide globali

La migrazione climatica rappresenta una delle sfide globali più urgenti del nostro tempo. Oltre a porre interrogativi sulle politiche migratorie e di accoglienza, chiede una risposta coordinata e multilaterale per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e sostenere le comunità più vulnerabili.

Affrontare questa realtà significa anche garantire sicurezza alimentare, affrontare la denutrizione e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo, che riconosca e tuteli i diritti umani e la dignità di tutte e tutti.