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17 gennaio 2020

Il sistema normativo a tutela del MSNA

MINORI NON ACCOMPAGNATI: un nuovo documento per fare chiarezza sul sistema normativo a tutela dei minori stranieri non accompagnati.

 

A Ventimiglia è in corso una crisi migratoria, arrivata ormai al quinto anno. Siamo presenti sul territorio fin dal 2016 con un progetto volto a fornire sostegno sociale, legale e materiale alle persone in transito a Ventimiglia, con particolare attenzione verso donne e minori stranieri non accompagnati.

Su quest’ultima categoria, i minori migranti, siamo convinti ci sia necessità di prestare maggiore attenzione, perché si è rivelata, anche alla frontiera franco italiana, come la più vulnerabile e la più bisognosa di protezione.

Al fine di garantire una piena tutela e una corretta presa in carico dei minori stranieri non accompagnati, noi, insieme alle organizzazioni attive in questo campo sul territorio di Ventimiglia (Intersos, Save the Children, UNHCR e UNICEF) abbiamo elaborato, fra il 2018 e il 2019, un documento intitolato “Il Sistema normativo a tutela dei Minori Stranieri Non Accompagnati”.

Tale strumento, contenente un quadro aggiornato della normativa in materia, oltre ad essere un utile supporto alla presa in carico del minore, vuole fornire un’occasione di confronto rispetto alle attività che dovrebbero essere svolte dal momento del rintraccio del minore straniero non accompagnato, nella consapevolezza che ogni atto e/o intervento dovrà comunque tener conto del contesto locale ed al sistema nazionale di accoglienza, e soprattutto dei bisogni specifici di ogni singolo minore.

LE MIGRAZIONI ALLA FRONTIERA FRANCESE dal 2015 a oggi

Dall’estate 2015, quando la Francia decise di ripristinare  controlli sistematici ai propri valichi di frontiera, migliaia di migranti, provenienti da decine di nazioni differenti, hanno transitato nella cittadina di ligure di confine nella speranza di trovare un varco per raggiungere la Francia e i Paesi del Nord Europa.

Nonostante, nel corso degli anni, tale fenomeno sia profondamente cambiato nelle dimensioni e nelle dinamiche, e i picchi emergenziali che hanno caratterizzato il biennio 2016-2017 non siano stati più raggiunti, i flussi di migranti in arrivo alla frontiera franco-italiana sono ben lontani dall’arrestarsi completamente.

Un dato su tutti: stando alle cifre ufficiali fornite dal Ministero dell’Interno Italiano, da gennaio a giugno 2019 sono state respinte dalla Francia ben 8’200 persone (molte di più di quelle sbarcate via mare nei porti italiani nello stesso periodo dell’anno, ovvero 3’186).

Nel contesto odierno, infatti, la maggior parte dei profughi arriva a Ventimiglia dopo essersi spinta fino in Grecia (nel 2019 è diventato il primo paese europeo per arrivi) e dopo aver percorso, faticosamente, la c.d. “Rotta Balcanica”. Le nazionalità prevalenti sono pertanto quella afghana, pakistana, irachena, in fuga da scenari sempre più destabilizzati e drammatici, segnando una netta inversione di tendenza rispetto ai primi anni di emergenza, quando sudanesi ed eritrei rappresentavano la quasi totalità dei migranti.

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