WeWorld
1 marzo 2017

“Violenza sulle Donne. Non c’è più tempo”

Quanto vale investire in prevenzione e contrasto.  Analisi SROI (Social Return on Investment) delle politiche d’intervento.

#TimeOut

Campagna di sensibilizzazione per dire basta alla violenza sulle donne e i loro figli. Donazioni al 45543 (sms e rete fissa).

 

 WeWorld presenta il primo marzo alla Camera dei deputati l’indagine “Violenza sulle Donne. Non c’è più tempo” e la campagna di sensibilizzazione #TimeOut.

9 EURO PER OGNI EURO SPESO. TANTO RENDEREBBE INTERVENIRE PER CONTRASTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE CON UN PIANO STRUTTURATO E NAZIONALE.

Un ritorno di 9 euro per ogni euro investito, tanto varrebbe adottare a livello nazionale un piano strutturato di politiche di prevenzione e contrasto che impediscano il ripetersi della violenza sulle donne e sui loro bambini.
La stima del ricavo sociale atteso totale risulta dunque pari a 1.048.462.354,37 euro. Oltre un miliardo di euro. Che si divide in un risparmio per il nostro  Paese di 494,6 milioni (al netto dei costi di investimento) e 553,8 milioni di euro per l’aumento della qualità della vita delle donne vittime.

Ridurre drasticamente il fenomeno della violenza contro le donne e diminuire i 17 miliardi di euro che ogni anno il nostro Paese paga per affrontare il problema, è dunque possibile. Questo è quanto emerge da Violenza sulle Donne. Non c’è più tempo. Quanto vale investire in prevenzione e contrasto. Analisi SROI (Social Return on Investment) delle politiche d’intervento, realizzata, grazie al contributo di Ubi Banca, da WeWorld Onlus, Organizzazione non Governativa che si occupa di garantire i diritti di donne e bambini in Italia e nel sud del Mondo, presentata il primo marzo alla Camera.

Alla presentazione insieme Marco Chiesara, Presidente WeWorld e alle ricercatrici che hanno realizzato l’indagine (Clodia Vurro e Giovanna Badalassi): interventi di: Sesa Amici – Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio; Monica Cerutti – Delegata Conferenza delle Regioni c/o la Cabina di Regia -Assessora Regione Piemonte Pari Opportunità; Rita Visini – Assessora Regione Lazio Politiche Sociali; Gianmario Gazzi – Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali; Giovanna Melandri – Presidente Human Foundation e Rossella Leidi – Chief Wealth and Welfare Officer UBI Banca. Moderatrice dell’incontro Mariarita Grieco –  giornalista Tg2 Rai.

L’indagine realizzata da WeWorld nasce con lo scopo di offrire un modello di pianificazione a lungo termine che porti, a costi ragionevoli, a una drastica riduzione del fenomeno della violenza sulle donne.
La valutazione economica dell’impatto sociale sposta l’accento dalla quantificazione dei costi alla valorizzazione dei benefici.

“La violenza contro le donne riguarda tutti e tutte e non può essere relegata a “questione privata”. In passato abbiamo rilevato il costo della violenza contro le donne per l’intera società e oggi dimostriamo il ritorno economico di ogni euro investito in prevenzione e contrasto, in termini di ricavo sociale e di benessere prodotto a favore della società tutta, delle donne che la subiscono e dei figli che nel 65% dei casi sono testimoni della violenza. Questo effetto moltiplicatore ha una ricaduta positiva quindi anche sugli adulti di domani, evitando che bambini e bambine testimoni della violenza possano essere i carnefici e le vittime del futuro. Un tema quello dei bambini che assistono alla violenza molto caro alla nostra organizzazione e focus della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi Time Out presentata oggi insieme all’indagine”. Marco Chiesara, Presidente WeWorld.

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Lavorare sui bambini/e che assistono alla violenza è cruciale considerando il trauma profondo subìto e l’impatto sulla loro crescita. È la stessa convenzione di Istanbul a sottolineare, nell’Articolo 26, l’importanza di prevedere in un piano ottimale di intervento azioni volte alla protezione e assistenza dedicate a bambini/e testimoni di violenza. I dati su questo tema purtroppo in Italia sono particolarmente frammentari, eppure il fenomeno ha dimensioni allarmanti: in 2 casi su 3 di violenza domestica, i bambini sono presenti. Proprio per questo motivo WeWorld ha scelto di intervenire e puntare i riflettori su questo aspetto troppo spesso dimenticato. 

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