Un documentario per raccontare le storie di chi vive sulla propria pelle i devastanti impatti – ambientali, sociali, economici e di genere - dell’industria mineraria tra le Ande e l’Amazzonia. WeWorld è presente in questi territori per supportare gli attivisti, le attiviste e le popolazioni delle comunità locali nel pretendere il rispetto dei propri diritti ambientali e umani.

Si intitola “Il prezzo della terra” il documentario sull’impatto dell’estrattivismo in Perù, Bolivia ed Ecuador del fotografo e regista Alessandro Cinque realizzato con il videomaker Giorgio Ghiotti e prodotto da WeWorld per raccontare l'impatto dell’attività estrattiva in America Latina.

In questa regione, l'attività estrattiva è caratterizzata da un modello che si concentra sui profitti economici delle compagnie, ma causa grandi impatti e lascia ben pochi benefici nei territori in cui operano le grandi imprese multinazionali. Il fatto che l’ambiente venga fortemente pregiudicato da queste attività è purtroppo noto. Tuttavia, in modo trasversale, l’estrattivismo si ripercuote negativamente anche su tante altre sfere: la salute, l’economia, la cultura, la convivenza comunitaria e ancora le dinamiche di genere delle popolazioni. Tutto ciò avviene nonostante alcuni governi si dichiarino difensori dei popoli indigeni e dei diritti della Madre Terra, oltre che in contesti nazionali caratterizzati da strutture statali deboli e corrotte, con un accesso alla giustizia limitato a chi ha risorse.  

Attraverso le voci di chi lotta contro gli effetti nefasti delle miniere e attraverso le immagini della loro quotidianità, delle loro case, delle loro famiglie, del loro bestiame e delle loro terre – loro fonte principale di vita – visibilmente colpite dalla contaminazione, vogliamo avvicinare il pubblico a questa realtà al fine di far porre delle domande rispetto al nostro modello economico e consumistico. Il documentario, infatti è pensato sia per le popolazioni degli stessi Paesi, lontane dalle zone coinvolte dall’estrazione mineraria, che per sensibilizzare la popolazione europea, dato che gran parte dei minerali estratti da questa regione finiscono poi sul mercato dei nostri Paesi.

  • Foto di Alessandro Cinque - Perù
  • Foto di Alessandro Cinque - Perù
  • Foto di Alessandro Cinque - Ecuador
  • Foto di Alessandro Cinque - Perù
  • Foto di Alessandro Cinque - Bolivia
  • Foto di Alessandro Cinque - Ecuador
  • Foto di Alessandro Cinque - Ecuador
  • Foto di Alessandro Cinque - Ecuador
  • Foto di Alessandro Cinque - Perù

Siamo presenti sul territorio in Perù e in Bolivia, e tramite organizzazioni partner anche in Ecuador. Lavoriamo attualmente su due progetti: ¡Derechos Humanos Ambientales YA! in quattro province del corridoio alto andino peruviano, interessate da attività estrattive simili, dove grazie alle attività in corso punta a beneficiare più di 70.000 abitanti (di cui la metà donne), che rappresentano la totalità della popolazione locale; e Alianza de Oro, azione transnazionale che raggiunge oltre 25 mila destinatari nei dipartimenti di La Paz, Beni e Santa Cruz in Bolivia, nelle province di Loja e Zamora Chinchipe in Ecuador e nelle regioni di Apurímac e Cusco in Perù. Dalle Ande, questo progetto si sposta nella zona amazzonica tenendo in considerazione i trascorsi e i tempi diversi dei tre Paesi rispetto alle concessioni minerarie. La sua implementazione è possibile grazie alla nostra collaborazione con il CEDIB (Centro di Documentazione e Informazione) in Bolivia, il COMUNIDEC (Comunità e Sviluppo) in Ecuador e il CBC (Centro Bartolomé de las Casas) in Perù.

In queste aree lo scopo dell’azione di WeWorld è proprio quello di accompagnare gli attivisti e le attiviste che si battono per il rispetto dei diritti umani e ambientali nelle loro lotte, tramite dei momenti formativi per rafforzare la conoscenza dei loro diritti, ma anche delle opportunità presenti, come gli strumenti di negoziazione, di dialogo e di advocacy politica tempestiva. In questo modo, i rappresentanti possono presentarsi davanti alle autorità locali, nazionali e alle compagnie minerarie esigendo l’implementazione di buone pratiche di pianificazione, gestione, monitoraggio e controllo ambientale.  

Allo stesso tempo, l’intervento dell’organizzazione nell’area sudamericana si concentra sul rafforzare la società civile e le comunità in generale per alleviare le diverse conseguenze negative delle attività minerarie, favorendo un maggiore equilibrio nella distribuzione dei benefici derivanti dall’attività mineraria. In questo senso, l’intervento promuove anche la pianificazione di una gestione sostenibile delle risorse naturali da parte delle comunità e si pone come obiettivo che le imprese estrattive rispettino gli accordi già presi con la collettività e con lo Stato, il più delle volte violati impunemente.