AL VIA END CLIMATE CHANGE, START CLIMATE OF CHANGE

#ClimateOfChange è un progetto finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma DEAR (Development Education and Awareness Raising Programme) che mira a stimolare i giovani europei a comprendere le complesse relazioni tra cambiamenti climatici e fenomeni migratori, per favorire la creazione di un movimento di persone informate, pronte a cambiare stile di vita e a richiedere nuove politiche di sviluppo.

Un progetto che dall’inizio del 2020 vede 16 partner europei – tra organizzazione della società civile, università e ONG - guidati da WeWorld, unire le forze per progettare in sinergia non solo attività di analisi, ricerca, dibattiti nelle scuole e nelle università ma anche una campagna paneuropea di comunicazione e sensibilizzazione, online e offline, dedicata ai ragazzi e alle ragazze tra i 16 e i 35 anni, insieme ad iniziative di advocacy a livello locale, nazionale ed europeo.

“Anche l’emergenza da Covid-19 in corso ci dimostra, ora più che mai, come i cambiamenti climatici siano diventati una priorità da affrontare. La relazione con i fenomeni migratori è complessa, ma è evidente come il cambiamento climatico aumenti le diseguaglianze e la fragilità delle persone più vulnerabili – spiega Natalia Lupi, responsabile del progetto - È necessario agire con urgenza per affrontare le questioni strutturali con un approccio basato sul rispetto dei diritti umani e garantire la partecipazione ai processi decisionali delle donne, spesso le più colpite dalle crisi ma allo stesso tempo capaci di diventare protagoniste del cambiamento nelle proprie comunità”.

Al lavoro dunque un team eterogeneo che non si è fermato nonostante l’emergenza sanitaria in atto, seppur nel rispetto delle disposizioni volte alla riduzione del contagio da Covid-19. Per questo siamo stati impegnati in prima linea nel rimodulare tutte le fasi dei primi incontri organizzativi ed è così che dal 30 marzo al 6 aprile, oltre 50 persone appartenenti alle organizzazioni partner da tutta Europa, si sono riunite in modo virtuale per conoscersi, discutere a fondo di tutti gli aspetti del progetto e valutare insieme come muovere insieme i primi passi.Siamo convinti che per conoscere a fondo l’impatto sia necessario partire dai numeri. Step principale dell’intero progetto è infatti la ricerca sul campo che vedrà coinvolto in prima linea il team interdisciplinare dall’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna - composto da esperti in geografia, scienze e tecnologie agro-alimentari, sociologia, scienze politiche e sociali e dell’area giuridica - che studierà le diverse sfaccettature di questo fenomeno così complesso in 4 paesi: Cambogia, Etiopia, Senegal e Guatemala. Tutti territori colpiti, seppur in modo differente, dagli effetti dei cambiamenti climatici ma con un aspetto comune: lo spostamento delle persone. “Useremo i casi studio come base da cui sviluppare la teoria in modo induttivo – spiega Pierluigi Musarò, professore associato del Dipartimento di sociologia e diritto all’economia dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna – L’obiettivo è quello di costruire un nuovo quadro teorico sul nesso tra cambiamento climatico e migrazione”.

I numeri dunque risultano essere fondamentali per comprendere le cause e gli effetti del fenomeno ma siamo consapevoli che non bastano. Dietro i numeri ci sono le persone. Per questo motivo la ricerca è affiancata all’attività sulla campagna di comunicazione, in modo da iniziare a lavorare fin da subito sugli strumenti digitali e non, per raccontare le storie di coloro che sono obbligati a spostarsi. “Riteniamo che i partenariati tra università e organizzazioni possano creare delle connessioni virtuose – conclude il professore Musarò – in questo modo infatti si ottengono ricerche pertinenti, utili a migliorare le politiche di intervento e la consapevolezza del fenomeno nelle persone”.

Il progetto

End Climate Change, Start Climate of Change è un progetto di cui WeWorld è capofila, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma DEAR (Development Education and Awarareness Raising Programme), che sostiene progetti che coinvolgono i cittadini dell'Unione europea in questioni sociali, economiche e ambientali di rilevanza mondiale.Nei 40 mesi di intervento - attraverso una approfondita ricerca scientifica, attività nelle scuole e università, azioni di advocacy a partire dal locale fino al parlamento europeo, e soprattutto il coinvolgimento di ragazzi dai 16 ai 35 anni nella diffusione di una campagna paneuropea di comunicazione e sensibilizzazione - l’obiettivo è quello di stimolare i giovani europei a comprendere le complesse relazioni tra cambiamenti climatici e la migrazione delle persone dentro o al di fuori dal proprio paese. E non solo. L’ambizione è quella di creare un movimento di persone informate pronte non solo a mutare le proprie abitudini a favore di uno stile di vita sostenibile e responsabile ma anche disposto ad attivarsi per chiedere delle politiche di sviluppo per affrontare il riscaldamento globale, riconoscendo quest'ultimo, nella sua complessità, come uno dei motori principali delle migrazioni e dello sfollamento forzato di popolazioni.