Scopri i successi della campagna “Giustizia Mestruale in Comune”, che abbiamo lanciato con Tocca a Noi per portare le mestruazioni al centro del dibattito pubblico e garantire diritti concreti a tutte le persone che hanno un ciclo mestruale. 

In Italia, 1 persona su 6 non può permettersi prodotti mestruali come assorbenti, tamponi o coppette, ricorrendo perfino alla carta igienica. Non solo: 2 persone su 5 hanno dichiarato di non sapere cosa stesse succedendo al loro corpo al momento della prima mestruazione.  

Questi sono solo alcuni dei dati contenuti nel nostro rapporto EnCICLOpedia, la prima indagine sulla povertà mestruale condotta in Italia Ed è proprio per cambiare questa realtà che nel 2025 abbiamo dato vita alla campagna “Giustizia Mestruale in Comune” insieme a Tocca a Noi, associazione nata nel 2021 con l’obiettivo di garantire equità e uguaglianza tra generi e generazioni, promuovendo la partecipazione delle persone e stimolando l’azione legislativa su temi civili e sociali.   

“L’obiettivo è rompere i tabù e i falsi miti che ancora circondano la salute mestruale portarla al centro del dibattito pubblico, riconoscendo che i diritti mestruali sono diritti umani” spiega Martina Albini, Coordinatrice del Centro Studi di WeWorld - Il nome della campagna gioca sulla doppia valenza della parola "Comune": le mestruazioni, spesso relegate alla sfera privata e ancora stigmatizzate, sono in realtà una questione di salute pubblica, e per questo il personale diventa inevitabilmente politico.”   

“Il nostro impegno si sta concretizzando nei Comuni – consigli di quartiere, di municipio e consigli comunali – e nelle Regioni di tutta Italia, accompagnandoli nella presentazione di mozioni per la giustizia mestruale, traducendole in azioni reali e tangibili. Ma riguarda anche associazioni e singoli individui, perché la giustizia mestruale coinvolge tutte le persone, anche (e forse soprattutto) chi non ha mestruazioni.”  
 

Giustizia Mestruale in Comune continuerà anche quest'anno, ampliando il coinvolgimento di comunità, associazioni, enti locali e regioni. Il percorso è aperto: c’è spazio per ogni voce. Vuoi aderire alla campagna? Compila questo form! 

Un ciclo di incontri per conoscere i diritti mestruali 

La campagna è partita con un ciclo di incontri formativi – che prevediamo di riproporre anche nel 2026 – aperti alla cittadinanza e alle istituzioni, con la partecipazione di oltre 100 realtà, istituzionali e non. L’obiettivo iniziale era comprendere la questione dei diritti umani legata alla salute mestruale, analizzare i dati sulla povertà mestruale e tradurre queste informazioni in azioni concrete.  

Le realtà coinvolte si sono impegnate ad aderire al Manifesto per la Giustizia Mestruale di WeWorld e, dove possibile, a installare le TamponBox di Tocca a Noi, dispositivi di cura collettiva basati sul principio della solidarietà: chiunque può aggiungere assorbenti o altri dispositivi mestruali per lasciarli a chi ne ha bisogno. Oltre a queste azioni, le realtà coinvolte si sono impegnate a realizzare ulteriori iniziative suggerite da noi e occa a Noi, oppure sviluppate in autonomia, dimostrando che non ci sono limiti a ciò che la giustizia mestruale può realizzare. Tra le realtà che hanno aderito fin da subito c’è anche l’Università per Stranieri di Perugia, che ha presto aderito al nostro Manifesto, dimostrando come le istituzioni educative possano diventare protagoniste del cambiamento. 

“Con Giustizia Mestruale in Comune stiamo proseguendo un percorso iniziato nel 2021 con il TamponTaxTour: da allora abbiamo portato nelle piazze e nelle istituzioni il messaggio che il corpo è spazio politico e la cura è questione di diritti,” - racconta Lucrezia Iurlaro, Presidente Tocca a noi - Le TamponBox che installiamo con le istituzioni e non solo rappresentano la possibilità per le comunità di prendersi cura di sé stesse, trasformando un bisogno individuale in una responsabilità collettiva. Ancora una volta, sono i territori a guidare il cambiamento e a fare pressione sul livello nazionale, perché l’Italia può e deve fare di più. La direttiva europea del 2022 consente l’abolizione totale della tassa sui prodotti mestruali e diversi Paesi hanno già introdotto la gratuità. È verso questo obiettivo che vogliamo arrivare, perché la giustizia mestruale significa accesso, conoscenza e libertà: è riconoscere che il ciclo mestruale non deve mai essere motivo di esclusione, ma parte di un diritto universale alla dignità e all’uguaglianza.” 

Comune per Comune: l’Italia che si muove 

In Emilia-Romagna, la rete locale si è rapidamente attivata. A Santarcangelo (RN), il consigliere comunale Alessandro Astolfi del Partito Democratico ha visto la mozione approvata e resa esecutiva grazie all'assessora Angela Garattoni: è stato il primo Comune a farlo. A Correggio (RE), l’assessore Giovanni Viglione ha ottenuto l’approvazione della mozione e sta preparando un incontro con le scuole, insieme a un evento aperto alla cittadinanza. A Fiorano Modenese (MO), la consigliera comunale Giulia Muia, della lista civica AttivaFiorano, ha visto la mozione approvata e sta lavorando ora all’installazione delle TamponBox, puntando anche al coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni dopo la presa di posizione dell’amministrazione. 

Anche le consigliere regionali dell’Emilia-Romagna Laura Arduini e Alice Parma, entrambe del Partito Democratico, si sono attivate, depositando la mozione, con l’intenzione di raccontare il progetto direttamente in commissione. Nel frattempo, a Cesena, l’assessora Giorgia Marcello è impegnata nella stesura della mozione. 

Nel Lazio, scuole e associazioni hanno già avviato azioni concrete per migliorare l’accesso ai prodotti mestruali. A Velletri è stata installata una TamponBox al Liceo “Ascanio Landi”, mentre a Fara in Sabina (RI), tramite l’associazione Mentelocale, sono state consegnate TamponBox al Liceo Statale “Lorenzo Rocci”. 

In Lombardia, il consigliere regionale del Partito Democratico Paolo Romano ha depositato la mozione, che ha ottenuto visibilità sulla stampa locale. A Stezzano (BG), la consigliera comunale del Partito Democratico Arianna Zanoni collabora con la giunta per preparare la mozione, ancora non depositata, ma già condivisa con la cittadinanza, mentre a Buccinasco (MI), l’assessora Martina Villa e l’attivista Monica Berra stanno lavorando alla propria proposta locale. Monica Berra, dopo aver partecipato al WeWorld Festival Milano e aver incontrato Maria Cristina Baggi, associata di Tocca a Noi, ha conosciuto la nostra campagna sulla giustizia mestruale e ha deciso di portare la proposta all’attenzione dell’amministrazione e, insieme all’assessora, sta costruendo il percorso in Toscana, a Cortona (AR), Margot Dolores Cassatella, dei Giovani Democratici, ha organizzato un evento sul territorio con Tocca a Noi, dove hanno consegnato le TamponBox, che vorrebbero regalare a qualche istituto scolastico. La mozione è stata presentata dal Consigliere del Partito Democratico Saverio Zucchini, ed è stata approvata solo in alcuni suoi punti. A San Miniato (PI), la mozione è stata presentata dall’assessora Elena Maggiorelli, del Partito Democratico, ma non ancora discussa. A San Casciano Val di Pesa (FI), la consigliera comunale Martina Ricci, del Partito Democratico, ha visto la mozione votata e in esecuzione: il primo distributore gratuito di assorbenti è stato installato nella biblioteca comunale e sono già stati avviati dialoghi con scuole e associazioni sportive. 

Pistoia, le consigliere comunali Greta Bonacchi (Pistoia ecologista e progressista) e Antonella Cotti (Partito Democratico) hanno depositato la mozione che è ancora in fase di discussione. A Collesalvetti (LI), il consigliere comunale Dario Fattorini, con la coalizione civica e il Partito Democratico, ha presentato la mozione, successivamente approvata. A Chiesina Uzzanese (PT), la consigliera Cristina Pellegrini ha visto la mozione discussa e bocciata e ha chiesto supporto per raccontare pubblicamente l’accaduto. A Firenze, la consigliera di quartiere 4 Salvina Di Gangi (Partito Democratico,) ha predisposto la mozione, ancora non presentata, mentre l’assessora Laura Sparavigna ha già depositato diverse mozioni tra il 2021 e il 2023; l’ultima non è stata resa esecutiva e si lavora ora con altre consigliere per attivarla. Infine, a Livorno, la consigliera di Sinistra Italiana Denise Bertozzi sta portando avanti la propria mozione. 

In Valle d’Aosta, il percorso virtuoso iniziato nel 2021 dal consigliere regionale Andrea Padovani, consigliere regionale nella scorsa legislatura, in seguito alla tappa del TamponTaxTour di Tocca a Noi, ha portato all’installazione di distributori gratuiti di assorbenti in tutte le scuole superiori. Anche la consigliera comunale Cecilia Iazzarotto si sta attivando per estendere la campagna a livello comunale. 

In Veneto, a Venezia, il consigliere comunale del Partito Democratico Paolo Ticozzi ha portato la mozione in commissione per la discussione, mentre a Verona, la consigliera comunale della lista civica Traguardi, Beatrice Verzè, ha depositato la mozione e prevede di invitare gli e le attiviste della campagna in commissione per raccontare il progetto. 

Insieme per la Giustizia mestruale: i cambiamenti concreti partono dai territori e comunità  

Mentre in Italia dobbiamo costruire il cambiamento dal basso, altri Paesi stanno già agendo a livello nazionale. Il Portogallo, ad esempio, ha introdotto il congedo mestruale, riconoscendo ufficialmente i diritti legati alla salute mestruale come parte integrante delle politiche pubbliche. Questa scelta dimostra che è possibile inserire la giustizia mestruale nell’agenda politica di uno Stato, andando oltre le azioni locali o volontarie.  

La campagna “Giustizia Mestruale in Comune” dimostra che i cambiamenti concreti partono dai territori e dalle comunità. Non si tratta solo di ridurre i costi o distribuire prodotti mestruali: è una questione di diritti umani, dignità e pari opportunità. Parlare di giustizia mestruale significa riconoscere che il ciclo mestruale è una realtà naturale della vita, che deve essere gestita senza discriminazioni, stigmi o esclusioni. 

In Italia, dove le istituzioni nazionali non hanno ancora inserito la giustizia mestruale tra le priorità, fare ed essere cittadinanza attiva diventa fondamentale. Comuni, scuole, università, biblioteche, farmacie e associazioni stanno sperimentando pratiche concrete per garantire accesso e informazione: dalle mozioni comunali all’installazione delle TamponBox di Tocca a Noi, dai percorsi educativi al Manifesto per la Giustizia Mestruale, ogni azione contribuisce a costruire un cambiamento sistemico dal basso

La mappatura delle iniziative è ancora in corso, e ogni giorno nuovi territori e nuove realtà scelgono di partecipare. La rete è aperta: chiunque voglia aderire può farlo, unendo la propria voce e le proprie azioni a quelle di amministrazioni, attivisti e attiviste, figure educativi, associazioni e la più ampia cittadinanza. Questo approccio dimostra che la giustizia mestruale non è solo un tema locale, ma un impegno collettivo che può influenzare politiche più ampie

Allo stesso tempo, resta chiaro che il cambiamento dal basso non basta se non viene accompagnato da politiche pubbliche di stampo nazionale. Serve uno Stato che riconosca la giustizia mestruale come questione di diritti e salute pubblica, con un’agenda nazionale che garantisca accesso, informazione e protezione a tutte le persone con ciclo mestruale. Attraverso la campagna “Giustizia mestruale in Comune”, noi continueremo a chiedere questo impegno, mostrando che le pratiche locali possono essere la base per costruire politiche sistemiche e inclusive

La giustizia mestruale non è solo una questione economica o sanitaria: è un diritto fondamentale, un principio di libertà e dignità. Garantirla significa lavorare insieme, Comune dopo Comune, iniziativa dopo iniziativa, dimostrando che le comunità possono guidare il cambiamento e stimolare la politica a fare la sua parte.