Fare ricerca, informare e sensibilizzare su come la filiera agroalimentare sia strettamente connessa a queste crisi globali, è l’obiettivo del progetto #GoEAThical.

In qualità di cittadini e cittadine di un mondo interconnesso, è responsabilità di tutti noi affrontare le sfide globali che il nostro pianeta sta attraversando. Le migrazioni e i cambiamenti climatici sono due temi su cui i riflettori sono accesi, ma su cui bisogna ancora fare luce. Fare ricerca, informare e sensibilizzare su come la filiera agroalimentare sia strettamente connessa a queste crisi globali, è l’obiettivo del progetto #OurFoodOurFuture.

Adottare nuovi modelli di consumo, sostenere attivamente le catene di approvvigionamento alimentare sostenibile e le relazioni commerciali eque, far valere il rispetto dei diritti umani dei lavoratori e delle lavoratrici, modificare e migliorare le politiche istituzionali e aziendali a livello UE e degli Stati membri. E non solo, queste e altre proposte verranno discusse con i giovani coinvolti nella campagna di #GoEAThical, l’iniziativa finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma DEAR (Development Education and Awareness Raising Programme), che sostiene progetti che coinvolgono cittadini e cittadine dell’Unione europea in questioni sociali, economiche e ambientali di rilevanza mondiale.

LA NOSTRA RISPOSTA

Siamo scesi al fianco di altre 15 organizzazioni, guidate da CIR (Christliche Initiative Romero e.V. ), con un unico obiettivo: creare un movimento di giovani europei che si battono per chiedere un nuovo modello di consumo, caratterizzato da catene alimentari sostenibili che rispettino i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici migranti e mitighino gli effetti del cambiamento climatico, oltre a ridurre fattori chiave delle migrazioni, quali fame e povertà, modificando quei modelli di consumo che perpetuano disuguaglianze e accaparramento di risorse.

Per farlo, da marzo del 2020 siamo al lavoro per progettare in sinergia con i giovani una campagna paneuropea di comunicazione e sensibilizzazione che interesserà milioni di ragazzi e ragazze dai 16 ai 35 anni che vivono in 18 stati membri dell’UE.

Coinvolgere i giovani perché siano protagonisti della costruzione di società che rispettino i principi di giustizia ambientale e sociale è, infatti, uno dei cardini del nostro impegno di sensibilizzazione.