
La violenza nelle relazioni affettive è una problematica purtroppo diffusa a livello globale e anche nel nostro Paese. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 30% delle donne nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale da parte del partner nel corso della vita. Anche in Italia i dati sono allarmanti e ci ricordano l’urgenza di sensibilizzare e formare tutti sul riconoscimento precoce dei segnali di violenza, per prevenirne l’aggravarsi.
In questo articolo approfondiamo i diversi livelli e forme di violenza, perché è così difficile riconoscerla, quali sono i rischi specifici nelle relazioni familiari e giovanili, e cosa fare in caso si riconoscano i segnali di pericolo.
La piramide della violenza di genere
La violenza di genere si manifesta su diversi piani, che possono essere rappresentati come una piramide con tre livelli:
Comportamenti sociali e stereotipi: alla base della piramide ci sono atteggiamenti e convinzioni sociali consolidate, come gli stereotipi di genere, la giustificazione di certe prevaricazioni e la discriminazione quotidiana che normalizza comportamenti aggressivi e diseguali.
Abusi e aggressioni: un livello più alto comprende le molestie, gli abusi psicologici, fisici e verbali all’interno delle relazioni, che iniziano a minare la libertà e la sicurezza della persona.
Violenza sessuale e femminicidio: al vertice della piramide si trovano le forme più gravi di violenza, come la violenza sessuale e i femminicidi, che rappresentano la tragica conseguenza di una escalation non interrotta.
Conoscere questa piramide è un primo passo per comprendere come certi comportamenti apparentemente “normali” possano nascondere un rischio reale, e come prevenire prima che sia troppo tardi.
Perché è difficile riconoscere la violenza nelle relazioni affettive
Riconoscere la violenza affettiva non è sempre semplice, perché spesso si annida in gesti e parole che vengono tollerati o giustificati in nome dell’amore o dell’abitudine.
I principali campanelli di allarme cui prestare attenzione includono: isolamento forzato da amici e familiari, controlli ossessivi, svalutazioni continue, minacce, cambiamenti nel comportamento della vittima come ansia e paura costanti.
Molti comportamenti sono accettati per consuetudine: il possesso del telefono o della posta elettronica da parte del partner, richieste di giustificazioni su ogni movimento, o la minimizzazione delle proprie opinioni e sentimenti.
Questi stereotipi e dinamiche disfunzionali sono purtroppo radicati in molte culture e rendono difficile uscire da un ciclo di violenza o chiederne aiuto.
Violenza domestica: quando il problema è in casa
La violenza domestica si definisce come ogni forma di abuso fisico, psicologico, economico o sessuale che avviene tra persone che convivono o hanno legami familiari.
I soggetti a rischio includono non solo le donne, ma anche bambini, anziani e uomini in contesti specifici. La convivenza spesso rende più difficile denunciare e chiedere aiuto per paura, vergogna o dipendenza economica.
È fondamentale sapere che la legge tutela chi denuncia e che esistono servizi di supporto come quelli offerti da WeWorld e altre organizzazioni.
Se ti trovi in una situazione di abuso, rivolgiti a professionisti, forze dell’ordine o centri antiviolenza. Non sei sola/o.
Per maggiori informazioni e supporto scopri i progetti di WeWorld sul genere.
Violenza e giovani: relazioni tossiche precoci
La violenza non riguarda solo le relazioni adulte o familiari, ma spesso si manifesta anche tra i giovani. I primi amori possono nascondere dinamiche tossiche fatali, come dimostrano drammatici casi di cronaca.
Dietro il rifiuto o la fine di una relazione adolescenziale si può nascondere una mancata accettazione, che sfocia in aggressioni, stalking o addirittura violenza estrema.
Imparare a riconoscere le relazioni malsane fin dai primi segnali è importante per prevenire situazioni gravi e accompagnare i giovani verso rapporti più rispettosi e sani. Noi crediamo che sia fondamentale che anche la scuola inizia a ripensare l'educazione maschile.
Cosa fare se riconosci questi segnali?
Se ti accorgi che la tua relazione o quella di una persona cara mostra segnali di rischio, il primo passo è non sottovalutare mai i campanelli di allarme e chiedere aiuto.
Ecco alcuni consigli utili:
- Parla con persone di fiducia, amici o familiari.
- Rivolgiti ai centri antiviolenza e alle associazioni come WeWorld.
- Documenta episodi di violenza o minacce con prove scritte o fotografiche.
- In situazioni gravi, contatta le forze dell’ordine e valuta una denuncia.
- Ricorda che uscire da una relazione violenta è possibile con il supporto giusto.
La prevenzione è fondamentale per evitare conseguenze più gravi. Informarsi e sensibilizzare è un impegno di tutti per fermare la violenza nelle relazioni affettive.
Scarica la nostra guida su come riconoscere la violenza in tutte le sue forme.
Rimanere informati è il primo passo per costruire relazioni affettive rispettose e libere dalla violenza. Nessuno deve mai sentirsi solo o senza speranza.



