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22 agosto 2018

LA FORZA DELLE DONNE TERREMOTATE. STORIE DI RINASCITA DOPO IL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016.

 

Sono passati due anni da quella notte che ha visto per sempre cambiare la vita di migliaia di persone. Il 24 agosto una scossa di magnitudo 6 ha colpito il Centro Italia, con epicentro ad Accumoli, in provincia di Rieti. A fine ottobre dello stesso anno altre forti scosse in alcuni centri hanno portato nuovi crolli di abitazioni e tanta paura.

Siamo sempre stati accanto alle persone che hanno perso tutto, portando subito beni di prima necessità e in un secondo momento per avviare il programma “Aiuto Diretto”: un sostegno economico, un contributo in denaro per acquistare un bene materiale rivolto a chi, con grande coraggio, ha deciso di non lasciare le zone colpite dal sisma e di rinascere insieme al proprio paese.

Il nostro programma ha raggiunto 120 beneficiari diretti e 200 indiretti le cui storie sono raccolte nel libro “Senza quel giorno. Terremoto in Centro Italia: un aiuto diretto alle persone di Amatrice.”

Oggi, 22 agosto, il settimanale Vanity Fair ha dedicato un articolo alle donne terremotate raccontando come hanno deciso di reagire al sisma del 24 agosto 2016.

Una delle prime testimonianze è quella di Annarita Gianni.

annarita

 

L’abbiamo conosciuta il 27 settembre 2016, viveva in una roulotte con i nonni e i genitori, la sorella, il marito e i loro due figli. Ha ricevuto, il 21 novembre 2016, il contributo per un corso di formazione per diventare estetista e oggi, che ha 21 anni, è stata assunta nel negozio dove ha svolto il corso, ad Ascoli. Spera in futuro di aprire la sua attività a Cornillo Vecchio, la frazione accanto ad Amatrice dove vive la sua famiglia.

Il nostro “Aiuto Diretto” ha permesso ad Annarita una ripartenza, nei momenti di sconforto per la “calma piatta” legata alla rinascita del suo paese, il senso di riconoscenza l’ha spinta ad andare avanti e di diventare indipendente.

 

 

 

 Un’altra storia di coraggio e di rinascita è quella di Sonia Santarelli.

sonia santarelli

Sonia e la sorella gemella sono a capo di ha un’azienda agricola, i loro animali si nutrono di quello che producono, non acquistano nulla esternamente. I danni maggiori e la paura più grande per loro sono arrivati con le scosse di ottobre, secondi infiniti urlando nomi in assenza di risposta.

Sonia è una donna forte, che non si arrende e non si piange addosso, vuole solo ripartire “Sarà dura, ma sono determinata, tutta, mani e piedi, bastoni inclusi.” Con il progetto “aiuto diretto” ha ricevuto un contributo per acquistare fieno e due vitelle.

Questo aiuto permette di andare e continuare, soprattutto nel periodo del grande gelo dove le vitelle rischiavano in assenza di foraggio di morire. Il nostro aiuto non ha avuto solo un impatto dal punto di vista reddituale ma anche di sostegno psicologico permettendole di vedere nel terremoto un’opportunità unica di conversione dell’economia e di valorizzazione delle risorse migliori del territorio.

 

La terza storia di cui vogliamo parlare è quella di Assunta Perilli.

Perilli

Assunta ha sempre vissuto a Campotosto, in provincia dell’Aquila, tranne gli anni dell’Università e i due anni di contratto con la

Sovraintendenza. La scoperta del telaio antico della nonna l’ha ispirata ad un cambio della propria vita, è andata alla ricerca dell’oralità della tradizione legata al ricamo, contattando le vecchiette del paese per farsi raccontare ed insegnare le tecniche di tessitura.

Dal 2003 è diventata artigiana e aveva aperto una piccola bottega a Campotosto. Nel suo paese c’erano cica 120 persone ora sono rimasti in 60. La sua casa è stata buttata giù dopo il 18 gennaio.

Con il nostro aiuto ha acquistato un nuovo telaio, un pc e la stampa professionale di alcune foto con le quali descrivere il suo mestiere. Grazie al nuovo telaio ha imparato tecniche nuove che le hanno fatto migliorare la qualità del lavoro, le foto invece aiutano Assunta a far conoscere il suo lavoro nelle fiere e questo aumenta la richiesta dei suoi manufatti. Oggi è un’artigiana che ha potuto allargare il suo fatturato e bacino di vendita.

 

E un futuro sereno è quello che auguriamo alle coraggiose protagoniste del nostro progetto e a tutte le persone che hanno subito una qualsiasi tipo di perdita durante il terremoto, perché ci deve essere sempre la possibilità di ripartire e cominciare a vivere.