WeWorld
21 dicembre 2016

COMMISSIONE PARLAMENTARE VISITA IL CENTRO DI SAN BASILIO A ROMA 
IN MERITO AL LAVORO SUL DEGRADO DELLE PERIFERIE.
 

WeWorld: “Nelle periferie urbane c’è di più di quello che sembra e c’è un bello che merita di essere ri-conosciuto. Speriamo che la Commissione riesca a suggerire proposte per migliorare le politiche rivolte alle periferie, favorendo il consolidamento di quei servizi essenziali per contrastare la povertà e l’esclusione sociale che quasi ovunque sono tenuti in vita solo dal Terzo settore”.

La Commissione d’inchiesta della Camera dei deputati sullo stato della sicurezza e del degrado delle città e delle loro periferie ha visitato il Quartiere di San Basilio a Roma incontrando tra gli altri: le operatrici dei Progetti Frequenza200, contro la povertà educativa e Spazi Donna di WeWorld per l’orientamento e lo sviluppo delle donne, il parroco Don Stefano, rappresentanti del IV Municipio, dirigenti dei Commissariati di zona e le associazioni impegnate nel territorio, come il centro culturale Aldo Fabrizi.

La Commissione, istituita nel luglio scorso, comprende 20 deputati di tutti i principali partiti tra cui: Andrea Causin, Roberto Morassut, Antonio Misiani, Milena Santerini. Ha come compito principale la verifica dello stato del degrado e del disagio delle città e delle loro periferie, con particolare riguardo alle implicazioni socio-economiche e di sicurezza, attraverso l’esame di una serie di fattori: struttura urbanistica e composizione sociale dei quartieri periferici; realtà produttive, disoccupazione (in particolare femminile e giovanile); forme di povertà, marginalità e di esclusione sociale; istruzione e offerta formativa; presenza di migranti.

Dopo il varo del Fondo per la povertà educativa che nei prossimi mesi sosterrà “interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori”, l’attività della Commissione è un segnale importante per le aree del nostro paese che più risentono dei fenomeni di esclusione sociale, degrado e insicurezza alimentati dalla crescente povertà e amplificati da contesti urbani mal progettati.

Nelle periferie delle grandi città italiane, che spesso costituiscono un modello negativo di progettazione urbana, bambini e donne soffrono di gravi forme di esclusione, derivanti non solo dalla mancanza di mezzi economici, ma da una condizione di isolamento, assenza di opportunità di incontro e relazione sociale, che sfociano spesso nella violenza domestica e nella criminalità.

Ma le periferie non sono solo territori ad “alta densità di disagio”, possono essere anche luoghi in cui coltivare progetti audaci di riconnessione, o come dice Renzo Piano, di “rammendo urbano”. E’ possibile creare “presidi ad alta intensità educativa e sociale”.

Come a San Basilio, dove siamo presenti da alcuni anni con due interventi sperimentali e innovativi per contrastare la dispersione scolastica e prevenire la violenza e favorire l’inclusione socio-economica delle donne. “Progetti analoghi sono attivi in altre aree urbane e sono possibili grazie alla presenza nel nostro paese di una infrastruttura sociale che, sebbene bistrattata dai tagli al welfare, ancora è in grado di progettare e garantire servizi in grado di impattare in modo positivo sulle vita quotidiana di quanti vivono in contesti di oggettiva difficoltà”. Dichiara Stefano Piziali, Responsabile Advocacy e programma Italia di WeWorld.

A San Basilio operiamo in collaborazione con Cemea del Mezzogiorno e Be Free occupandoci, in collaborazione con le scuole e altre associazioni del territorio, per garantire alcuni servizi essenziali (istruzione, assistenza sociale, supporto psicologico), ma anche luoghi di progettazione sociale.

Lavorare con donne e bambini qui è ancora più importante perché sono proprio loro a risentire maggiormente sia della povertà economica sia di condizioni di diseguaglianza ed esclusione. Tuttavia, è proprio qui dove a volte sembra mancare la speranza, che le persone possiedono risorse inaspettate per valorizzare i propri contesti di vita, rendendo i quartieri luoghi più inclusivi, attraverso la riprogettazione di micro spazi urbani, la riconnessione degli spazi personali e sociali di vita, la valorizzazione delle proprie competenze.

“Nelle periferie urbane c’è di più di quello che sembra e c’è un bello che merita di essere ri-conosciuto. Speriamo che la Commissione riesca a suggerire proposte per migliorare le politiche rivolte alle periferie, favorendo il consolidamento di quei servizi essenziali per contrastare la povertà e l’esclusione sociale che quasi ovunque sono tenuti in vita solo dal Terzo settore” conclude Stefano Piziali di WeWorld.