I numero di questo fenomeno

Le risposte del test:

  1. Sono 12 milioni le minorenni che ogni anno, nel mondo, sono costrette a sposarsi.
  2. Nel Mondo 650 milioni di bambine e ragazze ancora in vita oggi sono state vittime di matrimoni precoci.
  3. Nel Mondo, sono circa 50mila le ragazze tra i 15 e i 19 anni che ogni anno perdono la vita a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto.
  4. Da 50 anni ci impegniamo a restituire l’infanzia a migliaia di bambine.

Gruppi di auto-aiuto, lotta ai matrimoni precoci, tutela legale, rafforzamento della società civile e delle istituzioni democratiche, advocacy e campagne di sensibilizzazione sui diritti. Sono solo alcune delle attività per sostenere i diritti di donne, minori, disabili, rifugiati, migranti e altri soggetti a rischio di esclusione in tutto il mondo.

Nel 2020 abbiamo realizzato 38 progetti in Benin, Burkina Faso, Brasile, Cuba, Haiti, India, Kenya, Libia, Cambogia, Mozambico, Nicaragua, Palestina, Tunisia, Tanzania.

Favorendo il dialogo tra istituzioni, commissioni scolastiche e famiglie, in Tanzania abbiamo elaborato un “Codice di condotta per le scuole per la protezione dei bambini”, mentre in altri paesi abbiamo creato un sistema di segnalazione dei casi di violenza contro i bambini e le bambine.

Interveniamo con programmi di prevenzione e protezione da matrimoni precoci, gravidanze e mutilazioni genitali in Kenya e Tanzania.

Gli interventi in Kenya sono dedicati soprattutto a bambine/i e donne in aree rurali, nelle scuole ma allargati anche alla comunità. I campi di azione sono quelli dell’educazione, della nutrizione, della child protection, dell’empowerment femminile, dell’igiene e salute, anche riproduttiva e dell’advocacy.

Un nostro progetto triennale che interviene sulla prevenzione sia della violenza contro donne che di quella sui bambini/e è quello realizzato nella provincia della Rift Valley, contea di Narok.

L’iniziativa è finalizzata ad aumentare l’accesso dei bambini/e, soprattutto bambine, a un’educazione di base di qualità in un ambiente scolastico e comunitario più sano e protetto. Oltre a implementare la qualità dell’educazione e le condizioni igienico-sanitarie, di salute e nutrizionali dei bambini/e, il progetto mira a due importanti obiettivi di prevenzione della violenza: rinforzare i servizi e la consapevolezza sulla salute riproduttiva delle donne a livello comunitario e promuovere la child protection nelle scuole e nelle comunità. La Contea di Narok è infatti caratterizzata da un’alta vulnerabilità delle/i bambine/i e delle donne che si manifesta sotto le forme della violenza domestica, delle mutilazioni genitali femminili, dell’abuso sessuale, dei matrimoni forzati e precoci, oltre che della povertà, del lavoro minorile, e della discriminazione nei confronti dei disabili. Le gravidanze in età adolescenziale sono stimate infatti al 40,4% rispetto alla media nazionale del 18% (la contea di Narok ha il record del paese per questo fenomeno).

Le attività relative alla salute riproduttiva delle adolescenti dedicano quindi una particolare attenzione alla prevenzione dei matrimoni precoci e delle mutilazioni genitali femminili. Le linee di azione in questo ambito prevedono la formazione di operatori sanitari di comunità sulla pianificazione familiare e la prestazione di servizi di salute riproduttiva alle donne e adolescenti (15-49 anni) che si rivolgono al centro di salute Ewaso Ngiro, oltre ad attività di divulgazione sia in generale che nello specifico durante il forum multi-stakeholder della contea. Le iniziative dedicate alla prevenzione della violenza contro le/i bambine/i e più in generale alla child protection nelle scuole e nelle comunità prevedono invece una formazione specifica agli insegnanti, alle/i bambine/i e ai loro tutori, nonché agli operatori e stakeholder dei servizi e della comunità per rinforzare la capacità di identificare e segnalare casi di abuso dei minori.

In Tanzania abbiamo creato un Centro di accoglienza a Bunju, punto di riferimento per 250 bambine tra i 10 e i 21 anni, vittime di queste violenze, abbandonate dalla famiglia ed espulse dalla scuola stessa.