I numeri dell’istruzione

Le risposte del test: 

  1. In Siria quasi 2 milioni di bambini non possono andare a scuola, perché una scuola non ce l’hanno.
  2. Nel Mondo sono 200 milioni i bambini ai quali viene negato il diritto allo studio.
  3. Il 60% dei bambini ai quali viene negato il diritto allo studio sono bambine.
  4. Da 50 anni ci impegniamo a riportare i bambini a scuola perché possano studiare e costruirsi il proprio futuro.

Nelle zone di guerra, negli ambienti a rischio, di fronte a disastri o emergenze come quella sanitaria che stiamo vivendo ora, dovunque l’infanzia è negata o messa a rischio, riportare i bambini a scuola è l’unico modo per donargli un futuro e salvarli. 

L’istruzione è la risorsa contro povertà e ingiustizie, per aiutare le nuove generazioni a essere più consapevoli, scegliere e costruire forme di convivenza pacifica basate sul rispetto dei diritti, uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e giusto.

Nel 2020 siamo intervenuti in 14 paesi per assicurare l’accesso all’istruzione e ridurre l’abbandono scolastico, promuovere l’inclusione dei gruppi più esclusi e favorire un’educazione di qualità. inoltre, per far fronte all’emergenza sanitaria, abbiamo formato oltre mille insegnanti e personale scolastico sulle buone pratiche igienico-sanitarie e coinvolto oltre 13.000 studenti in attività educative per la prevenzione da covid-19.

In Siria, dove la guerra ha reso inagibile una scuola su tre, la nostra missione principale è quella di riabilitare le scuole, permettendo a bambine e bambini di tornare a studiare in luoghi confortevoli e inclusivi. per questo, ristrutturiamo gli edifici garantendo l’accesso a studenti disabili e ripristiniamo bagni e strutture igienico-sanitarie rispettose delle differenze di genere.

Nel 2020 abbiamo supportato 22 scuole di aleppo e Deir el-zor, distribuito
materiale didattico per l’insegnamento e l’apprendimento a oltre 45.000 beneficiari, garantito la formazione degli insegnanti, ripristinato 5 strutture per l’acqua e 70 bagni, garantendo una scuola sicura e inclusiva. inoltre, per rispondere all’emergenza sanitaria, abbiamo distribuito dispositivi di protezione e coinvolto studentesse e studenti in campagne di promozione sull’importanza dei comportamenti necessari per la protezione individuale e dei propri compagni di scuola.

In Italia abbiamo un progetto nazionale di contrasto alla povertà educativa, che promuove un’educazione inclusiva di qualità per tutti.

Siamo presenti in Piemonte, Lombardia, Lazio, Liguria, Campania, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, regioni nelle quali sono stati individuati quartieri caratterizzati da situazioni di disagio socio-economico, povertà culturale ed educativa; in queste aree mancano opportunità per bambini, bambine, adolescenti ed adulti.

Il progetto coinvolge oltre 6500 ragazzi, 2400 famiglie vulnerabili, 18 scuole, tutti attori attivi nella riuscita dell’azione proposta.

Alle scuole aderenti è assegnato il compito di capire quali ragazzi sono in particolare difficoltà e di contattare le famiglie per proporre un percorso pomeridiano nei nostri centri per aiutare i propri figli/e a sviluppare al meglio le proprie capacità, ad impegnarsi nello studio e a non finire magari in giri di microcriminalità. I nostri educatori ogni pomeriggio aiutano studenti e studentesse nei compiti e, attraverso percorsi mirati, a migliorare e a riconoscere le proprie attitudini per costruirsi il proprio futuro.

Rimuovere le barriere al diritto allo studio, in particolare per le bambine e i bambini più poveri e vulnerabili, è una battaglia che si vince solo con l’impegno di tutta la comunità di riferimento: abbiamo cercato di farlo nel 2020 realizzando 52 progetti in Benin, Burundi, Brasile, Kenya, Libia, Italia, Libano, Nepal, Cambogia, Mozambico, Nicaragua, Palestina, Siria, Tanzania.