I numeri dell'acqua

Le risposte del test:

  1. Nel Mondo donne e bambine dedicano oltre 200 milioni di ore della loro vita alla raccolta di acqua potabile.
  2. Nel Mondo 1 persona su 10 non ha accesso all’acqua potabile, questo vuole dire che 663 milioni di persone non possono bere acqua pulita.
  3. In Africa ogni 3 minuti un bambino muore a causa dell’acqua impura.
  4. Da 50 anni ci impegniamo a portare acqua pulita dove non c’è.

Nel 2019 abbiamo lavorato per un accesso all’acqua (sufficiente e di qualità) e servizi igienico-sanitari in 9 paesi dove le risorse idriche sono più scarse, includendo i gruppi più vulnerabili e privilegiando una governance locale, partecipata e multi-attoriale di questa preziosa risorsa. In contesti di sviluppo e di emergenza, abbiamo preparato e realizzato le iniziative con il coinvolgimento attivo delle comunità locali, integrando le componenti infrastrutturali e igienico-sanitarie, attraverso il miglioramento della gestione dei servizi.

In Libano abbiamo rafforzato 26 reti idriche a beneficio di 113.000 persone, rifugiati siriani e libanesi più vulnerabili, favorendone la coesione sociale. Abbiamo migliorato il sistema di governance, rafforzando le autorità pubbliche di gestione (Water Establishment) e creato 33 unità idriche civili (cittadini che rappresentano la comunità e partecipano alla pianificazione e al controllo degli interventi), consentendo di abbassare costi e sprechi dell’acqua. In risposta ai bisogni di oltre 8.000 rifugiati, sono stati elaborati e adottati 27 piani comunitari per permettere la distribuzione di oltre 700 kit igienici e taniche.

In Palestina, abbiamo costruito reti idriche, impianti di desalinizzazione e latrine per 463.000 persone e distribuito kit igienici per 3.500 beneficiari. Abbiamo rafforzato la capacità di gestione multilivello del sistema idrico in capo all’Autorità Palestinese.

In Siria, in condizioni estrema fragilità, la riabilitazione di sistemi idrici nelle zone rurali di Aleppo ha garantito acqua potabile a circa 41.000 persone vulnerabili, mentre la ricostruzione di servizi igienico-sanitari presso 9 scuole ha consentito ad oltre 7.200 alunni di tornare a scuola, con una particolare attenzione all’inclusione delle bambine.

In Africa (Kenya, Tanzania e Mozambico) è stato favorito l’accesso all’acqua e all’igiene nelle strutture educative, intervenendo sui servizi igienico-sanitari utilizzati da oltre 16.900 studenti.

In risposta all’epidemia di colera in Burundi, ai cicloni abbattutisi sul Mozambico, al dramma dei migranti nei centri di detenzione in Libia, alla siccità in Guatemala, abbiamo aumentato la disponibilità di acqua pulita (2 serbatori in Guatemala, 32 punti di distribuzione e kit di potabilizzazione per 28.400 m3 di acqua in Burundi, 2.744 filtri in Mozambico) e rafforzato le pratiche igieniche (kit igienici per 1.900 detenuti in Libia, latrine per 16.200 persone in Mozambico).