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13 luglio 2015

Francesca Senette e il marito Marcello sono partiti a giugno da Milano con destinazione Nairobi per visitare i nostri progetti Kenya. Sono partiti verso Karungu, vicino al lago Vittoria dove accogliamo e curiamo i bambini orfani malati di HIV. Sono partiti poi alla volta di Narok, una zona arida dove molte donne in età fertile soffrono di malnutrizione cronica che ha un impatto negativo sulla loro salute e su quella dei loro bambini. In questo numero ci racconta la sua esperienza.

“In assoluto un viaggio è il migliore investimento, il più bel regalo che si possa (e ci si possa) fare. Se poi alla scoperta di un Paese leghi anche la conoscenza di una popolazione, della sua cultura, delle sue fragilità e riesci ad interagire con le persone che incontri, allora il viaggio diventa altro. Diventa una scuola di vita.
Io da dieci anni ho il compito e il privilegio di essere il volto e la voce di WeWorld e, con mio marito Marcello, da sempre abbiamo condiviso la scelta di dedicare almeno una settimana della nostra estate ai Progetti nel mondo.
Questa volta è stato in Kenya, nella zona rurale e più dura, lontana dalle immagini scintillanti della Costa.
Siamo stati a Karungu, nove ore di strada da Nairobi, fra bimbi malati di AIDS e malaria, seguendo progetti legati al supporto di orfani e piccoli particolarmente vulnerabili: la scuola, certo, ma anche le cure, un tetto, il cibo.
E poi le donne che non hanno diritti e partoriscono in condizioni allucinanti a casa, sulla terra, senza luce né acqua. Abbiamo visitato il reparto di maternità e partecipato agli incontri di educazione sessuale.
Ho pianto per i racconti sulle mutilazioni genitali delle bambine Masai e sono stata nelle loro MANYATTA, baracche costruite dalle giovani spose con materiali trovati nel bosco e sterco di animali essiccato al sole… situazioni al limite, disperate.
Siamo stati accolti dalle danze delle donne coinvolte in progetti di microcredito legate ad un’idea nata da loro: un catering “animato” con canti e musica, oltre che cibo e tendoni allestiti.
Rientro in Italia con il cuore pieno di sorrisi, la gioia di aver toccato con mano i progetti realizzati e la musica di Jambo Buanha che mi risuona nelle orecchie senza tregua. In un Paese meta di safari indimenticabili nel celebre Masai Mara e nei parchi intorno ai laghi del nord, abbiamo conosciuto la povertà e l’arretratezza, ma anche la voglia di fare e cambiare di una nazione in bilico, dove tanto ancora c’è da fare. E possiamo farlo insieme!”