WeWorld
SE VUOI SAPERE COME RENDERE CONCRETO IL TUO AIUTO CHIAMACI DAL LUN-VEN 9.00-18.00 AL NUMERO 848.88.33.88
2 luglio 2019

UN ELEFANTINO RIPORTA IL SORRISO AI BAMBINI IN PERÙ.

 

Non si è mai pronti per vivere esperienze negative. Soprattutto da bambini. Lo spettacolo L’Elefantino, che l’attore Bruno Cappagli ha portato ad Abancay, insieme a noi e all’iniziativa EUAidVolunteers, non parla solo dell’importanza di tutelare l’ambiente e rispettare gli animali ma anche di come si possa sopravvivere alle esperienze negative rimanendo speciali e aspirando comunque alla felicità. 

Guarda l’intervista a Bruno Cappagli

 

Molti minori in Perù hanno subito violenze, altri non sono ascoltati dai genitori o non li hanno, come quelli che ho incontrato in un istituto per bimbi che vengono dati in affido perché le famiglie non possono garantire loro una vita dignitosa. E la storia dell’Elefantino racconta che in fondo puoi cavartela anche da solo. Un evento doloroso come la perdita o l’assenza di un genitore non può determinare completamente la tua esistenza. Si può aspirare a vivere lo stesso una vita bellissima”. Ed è proprio sul potere dell’immaginazione di rafforzare le capacità di resilienza e di elaborazione del vissuto dei più piccoli che ha fatto affidamento Bruno Cappagli – attore e regista della cooperativa bolognese La Baracca del Teatro Testoni che, insieme a noi e grazie all’iniziativa EUAidVolunteers dell’Unione europea – ha portato in scena lo spettacolo l’“Elefantino” ad Abancay, in Perù, per emozionare e sensibilizzare 950 studenti in 3 asili, 3 scuole e un orfanotrofio, in un quartiere popolare e nella piazza centrale di Abancay.

È qui che è arrivato l’Elefantino, entrato in scena cantando “Don’t worry, be happy”. “Abbiamo scelto di raccontare questa storia proprio qui perché parla di un cucciolo con un naso molto piccolo che parte all’avventura per scoprire tanti animali e incontra delle difficoltà perché prende tanti calci nel sedere, fino a incontrare un coccodrillo che gli morde il naso, trasformandolo in proboscide – racconta Bruno-. È stato un modo per spiegare ai bambini che anche loro cambieranno attraverso gli incontri che faranno ma anche che quando ti accadono cose non proprio simpatiche non significa che tu non possa essere speciale”. “Quello che mi ha interessato di più dello spettacolo sono le pedate nel sedere dell’elefantino- racconta un bambino-. Ma ho imparato anche a capire che bisogna prendersi cura degli animali e rispettare l’ambiente”. “L’elefantino faceva domande a tutti ma nessuno voleva rispondergli e lo prendevano tutti a calci- aggiunge un’altra bambina-. La scimmia buttava la buccia della banana a terra e parlava con la bocca piena e l’elefantino le ha spiegato che non si deve fare”. “Vogliamo prenderci cura di tutti gli animali perché sono importanti per noi – racconta Carol -. Qui, dovremmo prenderci cura degli orsi”.

In effetti, lo spettacolo è servito a sensibilizzare i bambini ai temi della natura, della tutela dell’ambiente e a sensibilizzare i minori al tema del contrasto all’inquinamento, in una terra in cui i ghiacciai rischiano di scomparire, gli alpaca e i lama di morire a causa del cambiamento climatico e le popolazioni che vivono sulle alture di dover emigrare perché le condizioni di vita si fanno sempre più difficili.