Fin dall'inizio del 2015, abbiamo iniziato a collaborare con LOST nell’ambito di programmi di supporto all’emergenza della crisi siriana. Dall’ottobre 2012 GVC fornisce assistenza alla popolazione in fuga dalla guerra in Siria: le azioni si sono concentrate nei territori del Nord Bekaa ed in particolare nei distretti di Baalbek e Hermel, in collaborazione con diversi enti. A più di sei anni dall’inizio della crisi siriana, il Libano continua ad essere il paese con il maggior numero di rifugiati per abitante. La vulnerabilità è il risultato della somma di un alto numero di rifugiati presenti sul territorio e dell’estrema carenza dei servizi di base e delle infrastrutture presenti, nonché di un debolissimo tessuto economico. Una grossa percentuale della popolazione è rappresentata da bambini e adolescenti (5- 17 anni) e, in tale contesto, sia la scolarizzazione che il tasso di abbandono scolastico post-iscrizione rimangono alti. La maggioranza di potenziali studenti, infatti, non ha potuto frequentare la scuola da quando è scappata dalla Siria: i più piccoli non sono stati mai scolarizzati, gli altri hanno perso tra i 2 e i 4 anni di scuola. L’accesso ai servizi scolastici risente di un sistema educativo pubblico libanese estremamente mancante (edifici pubblici fatiscenti e al limite della sicurezza, mal equipaggiati, con carenze anche in termini di numero di insegnanti). Inoltre, vi sono le difficoltà delle famiglie siriane a sostenere la scolarizzazione dei propri figli e i relativi costi: frequenza scolastica (libri, materiali, uniformi, alimentazione e trasporto) oltre alla distanza di strutture scolastiche da molti degli insediamenti informali in cui i rifugiati vivono.Fin dall'inizio del 2015, abbiamo iniziato a collaborare con LOST nell’ambito di programmi di supporto all’emergenza della crisi siriana. Dall’ottobre 2012 GVC fornisce assistenza alla popolazione in fuga dalla guerra in Siria: le azioni si sono concentrate nei territori del Nord Bekaa ed in particolare nei distretti di Baalbek e Hermel, in collaborazione con diversi enti. A più di sei anni dall’inizio della crisi siriana, il Libano continua ad essere il paese con il maggior numero di rifugiati per abitante. La vulnerabilità è il risultato della somma di un alto numero di rifugiati presenti sul territorio e dell’estrema carenza dei servizi di base e delle infrastrutture presenti, nonché di un debolissimo tessuto economico. Una grossa percentuale della popolazione è rappresentata da bambini e adolescenti (5- 17 anni) e, in tale contesto, sia la scolarizzazione che il tasso di abbandono scolastico post-iscrizione rimangono alti. La maggioranza di potenziali studenti, infatti, non ha potuto frequentare la scuola da quando è scappata dalla Siria: i più piccoli non sono stati mai scolarizzati, gli altri hanno perso tra i 2 e i 4 anni di scuola. L’accesso ai servizi scolastici risente di un sistema educativo pubblico libanese estremamente mancante (edifici pubblici fatiscenti e al limite della sicurezza, mal equipaggiati, con carenze anche in termini di numero di insegnanti). Inoltre, vi sono le difficoltà delle famiglie siriane a sostenere la scolarizzazione dei propri figli e i relativi costi: frequenza scolastica (libri, materiali, uniformi, alimentazione e trasporto) oltre alla distanza di strutture scolastiche da molti degli insediamenti informali in cui i rifugiati vivono.Fin dall'inizio del 2015, abbiamo iniziato a collaborare con LOST nell’ambito di programmi di supporto all’emergenza della crisi siriana. Dall’ottobre 2012 GVC fornisce assistenza alla popolazione in fuga dalla guerra in Siria: le azioni si sono concentrate nei territori del Nord Bekaa ed in particolare nei distretti di Baalbek e Hermel, in collaborazione con diversi enti. A più di sei anni dall’inizio della crisi siriana, il Libano continua ad essere il paese con il maggior numero di rifugiati per abitante. La vulnerabilità è il risultato della somma di un alto numero di rifugiati presenti sul territorio e dell’estrema carenza dei servizi di base e delle infrastrutture presenti, nonché di un debolissimo tessuto economico. Una grossa percentuale della popolazione è rappresentata da bambini e adolescenti (5- 17 anni) e, in tale contesto, sia la scolarizzazione che il tasso di abbandono scolastico post-iscrizione rimangono alti. La maggioranza di potenziali studenti, infatti, non ha potuto frequentare la scuola da quando è scappata dalla Siria: i più piccoli non sono stati mai scolarizzati, gli altri hanno perso tra i 2 e i 4 anni di scuola. L’accesso ai servizi scolastici risente di un sistema educativo pubblico libanese estremamente mancante (edifici pubblici fatiscenti e al limite della sicurezza, mal equipaggiati, con carenze anche in termini di numero di insegnanti). Inoltre, vi sono le difficoltà delle famiglie siriane a sostenere la scolarizzazione dei propri figli e i relativi costi: frequenza scolastica (libri, materiali, uniformi, alimentazione e trasporto) oltre alla distanza di strutture scolastiche da molti degli insediamenti informali in cui i rifugiati vivono.