Sono oltre un milione i cambogiani che negli ultimi anni hanno attraversato il confine verso la Thailandia a causa di povertà e mancanza di lavoro. L’80% lo fa in modo irregolare a causa della scarsa informazione e degli alti costi di accesso ai canali ufficiali. Chi migra senza documenti è soggetto a sfruttamento lavorativo e nuove schiavitù, abusi, traffico di esseri umani. Il progetto promuove la tutela dei diritti dei migranti incentivando canali e pratiche sicure di migrazione. Sostiene, con attività di formazione e networking, le autorità dei due paesi a diversi livelli – dal locale al regionale (ASEAN) – implementando più adeguate politiche e normative di prevenzione e protezione delle vittime. Inoltre, attiva risposte comunitarie di prevenzione e protezione attraverso 25 gruppi di autoaiuto (Self Help Groups) tra i migranti e il coinvolgimento di Ambasciatori sociali: migranti che hanno sperimentato violenze e sfruttamenti disposti a mettersi in gioco contro nuovi abusi. Inoltre, rafforza le organizzazioni della società civile nella loro azione di rightwatching e advocacy e accresce la consapevolezza dell’opinione pubblica sui diritti dei migranti tramite campagne di comunicazione.