In base alle più recenti indagini della FAO, nell’area C (area sotto controllo amministrativo e militare Israeliano) l’insicurezza alimentare raggiunge il 24% e la vulnerabilità della popolazione è più alta rispetto a quella dell’area A e B amministrate dall’Autorità Nazionale Palestinese. Le famiglie spendono oltre il 56% del loro reddito in cibo. I principali ostacoli che impediscono lo sviluppo economico dei pastori e allevatori sono la sudditanza economica da Israele, la debolezza nella gestione degli allevamenti e la carenza d’acqua. L’intervento mira a combattere l’insicurezza alimentare ed avviare un processo di ripresa economica, facendo leva sulla creazione di un network tra allevatori volto alla condivisione di pratiche virtuose e la costruzione di coesione sociale. Il progetto fornirà assistenza tecnica e supporto organizzativo ai produttori con lo scopo di migliorare la produzione di bestiame e promuovere la sicurezza alimentare.In base alle più recenti indagini della FAO, nell’area C (area sotto controllo amministrativo e militare Israeliano) l’insicurezza alimentare raggiunge il 24% e la vulnerabilità della popolazione è più alta rispetto a quella dell’area A e B amministrate dall’Autorità Nazionale Palestinese. Le famiglie spendono oltre il 56% del loro reddito in cibo. I principali ostacoli che impediscono lo sviluppo economico dei pastori e allevatori sono la sudditanza economica da Israele, la debolezza nella gestione degli allevamenti e la carenza d’acqua. L’intervento mira a combattere l’insicurezza alimentare ed avviare un processo di ripresa economica, facendo leva sulla creazione di un network tra allevatori volto alla condivisione di pratiche virtuose e la costruzione di coesione sociale. 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Il progetto fornirà assistenza tecnica e supporto organizzativo ai produttori con lo scopo di migliorare la produzione di bestiame e promuovere la sicurezza alimentare.