La Tunisia, in particolar modo l’area di intervento del progetto, sta attraversando una fase post-rivoluzionaria e di transizione complessa, caratterizzata da un difficile decollo economico e da un peggioramento delle condizioni di sicurezza. Le aree rurali sono le più povere e la femminilizzazione della povertà è evidente. Nonostante dopo la rivoluzione si siano costituite numerose cooperative sociali, anche femminili, esse stentano ancora a svilupparsi a lungo termine e a raggiungere una reale autonomia, non riuscendo a mettere a frutto il loro potenziale. Il progetto mira pertanto al rafforzamento delle capacità di gestione, produzione e commercializzazione delle cooperative sociali femminile, già avviate tramite un precedente programma finanziato dall’UE e realizzato da GVC, grazie al quale si sono strutturati i primi gruppi di cooperative. Mentre la fase di start-up ha consentito la messa in opera di micro-progetti di sviluppo economico locale, questa nuova fase progettuale è da considerarsi strategicamente decisiva per rafforzare le piccole cooperative con fini sociali, oltreché la sovranità alimentare e la conservazione dei prodotti e delle culture del territorio.La Tunisia, in particolar modo l’area di intervento del progetto, sta attraversando una fase post-rivoluzionaria e di transizione complessa, caratterizzata da un difficile decollo economico e da un peggioramento delle condizioni di sicurezza. Le aree rurali sono le più povere e la femminilizzazione della povertà è evidente. Nonostante dopo la rivoluzione si siano costituite numerose cooperative sociali, anche femminili, esse stentano ancora a svilupparsi a lungo termine e a raggiungere una reale autonomia, non riuscendo a mettere a frutto il loro potenziale. Il progetto mira pertanto al rafforzamento delle capacità di gestione, produzione e commercializzazione delle cooperative sociali femminile, già avviate tramite un precedente programma finanziato dall’UE e realizzato da GVC, grazie al quale si sono strutturati i primi gruppi di cooperative. Mentre la fase di start-up ha consentito la messa in opera di micro-progetti di sviluppo economico locale, questa nuova fase progettuale è da considerarsi strategicamente decisiva per rafforzare le piccole cooperative con fini sociali, oltreché la sovranità alimentare e la conservazione dei prodotti e delle culture del territorio.La Tunisia, in particolar modo l’area di intervento del progetto, sta attraversando una fase post-rivoluzionaria e di transizione complessa, caratterizzata da un difficile decollo economico e da un peggioramento delle condizioni di sicurezza. Le aree rurali sono le più povere e la femminilizzazione della povertà è evidente. Nonostante dopo la rivoluzione si siano costituite numerose cooperative sociali, anche femminili, esse stentano ancora a svilupparsi a lungo termine e a raggiungere una reale autonomia, non riuscendo a mettere a frutto il loro potenziale. Il progetto mira pertanto al rafforzamento delle capacità di gestione, produzione e commercializzazione delle cooperative sociali femminile, già avviate tramite un precedente programma finanziato dall’UE e realizzato da GVC, grazie al quale si sono strutturati i primi gruppi di cooperative. Mentre la fase di start-up ha consentito la messa in opera di micro-progetti di sviluppo economico locale, questa nuova fase progettuale è da considerarsi strategicamente decisiva per rafforzare le piccole cooperative con fini sociali, oltreché la sovranità alimentare e la conservazione dei prodotti e delle culture del territorio.