In Burundi il numero di richiedenti asilo è in costante aumento, a causa delle situazioni di emergenza in cui riversano i paesi limitrofi e degli scontri tra i ribelli Mai Mai e le forze armate del Congo iniziati lo scorso gennaio. L'afflusso di rifugiati, in maggioranza congolesi, si sta concentrando nelle province di Muyinga, Ruyigi, Cibitoke e Bujumbura, dove i servizi sanitari e nutrizionali sono al di sotto degli standard umanitari: personale sanitario e unità ospedaliere di riferimento insufficienti, esaurimento delle scorte di cibo e medicinali, attrezzature inadeguate, limitate capacità di risposta alle violenze sessuali di genere. L’azione mira a sostenere i rifugiati dei campi dell’UNHCR di Musasa, Gasorwe, Bwagiriza, Kavumu. Nello specifico si interviene all’interno di quattro settori: salute fisica, assicurando l’accesso alle cure di base e il mantenimento di uno stato nutrizionale adeguato; salute mentale, garantendo assistenza psichiatrica permanente e assistenza psicosociale attraverso la tecnica del counselling e le pratiche di gestione dello stress; nutrizione, attuando strategie di prevenzione e trattamento delle malattie che causano la malnutrizione; infine salute riproduttiva materno-infantile, compresa la lotta contro l’HIV/AIDS.