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ABBANDONO DELLA SCUOLA ALL’ORIGINE DEL FENOMENO NEET

 

Intervista alla on. Milena Santerini raccolta durante la presentazione del rapporto curato da WeWorld, La Grande casa-CNCA e Animazione Sociale Gruppo Abele: “GHOST: indagine sui giovani che non studiano non lavorano e non si formano (i NEET): esperienze e politiche”.

 

WeWorld: Milena Santerini è membro della VII Commissione Cultura della Camera che di recente ha presentato un’indagine sul tema della dispersione scolastica e ha seguito con attenzione l’iter di approvazione della Buona scuola.

Uno dei temi che GHOST sottolinea è il forte legame tra percorsi accidentati di dispersione scolastica e il fenomeno dei NEET. Cosa si sta facendo con, e oltre, la Buona scuola per affrontare il fenomeno della dispersione che vede sì il nostro Paese in miglioramento, ma con il 15% di dispersi e ben lontano dalla media europea del 10%?

Vedo in questo momento tante iniziative, ma non vedo un approccio di sistema.

Ogni azione, mi riferisco a quelle del MIUR e ad altre incluse nella Buona scuola, ha delle valenze positive, ma si fatica a cogliere uno sforzo organico per affrontare in modo duraturo il problema della dispersione scolastica che, come ha mostrato WeWorld nell’indagine GHOST, è sicuramente predittivo dell’altrettanto grave fenomeno dei giovani che non studiano, non lavorano e non si formano. Tra le iniziative più recenti, che hanno un certo valore, segnalo l’introduzione dell’anagrafe scolastica che ci permetterà di seguire il percorso di ogni ragazzo nei sui passaggi da una scuola all’altra: ora non siamo in grado di fare programmi mirati perché non sappiamo tracciare i percorsi scolastici e quindi gli abbandoni.

Poi nella Buona scuola c’è un forte impegno per costruire una scuola più inclusiva per tutti, con alcune strategie ben precise: innovazione didattica per esempio. Oggi oltre il 70% delle lezioni viene ancora fatto con la classica lezione frontale. Tuttavia c’è ancora troppo poco nell’iniziativa della Buona scuola per aiutare gli insegnanti a utilizzare, tutti i giorni e non saltuariamente, una didattica più moderna, efficace e di qualità, che permetta veramente di non lasciare indietro nessuno. Non ci possiamo permettere nessun ragazzo/a in meno. È stato un bene affrontare il tema delle politiche del personale nella Buona scuola, ma ora che avremo in ogni scuola alcuni insegnanti in più, non legati a una cattedra precisa, mi auguro che vengano impiegati soprattutto sui progetti prioritari come il contrasto alla dispersione e all’abbandono e non come tappabuchi per le supplenze.

Abbiamo poi l’iniziativa delle scuole aperte, scuole che al pomeriggio e alla sera, in collaborazione con genitori, insegnanti e terzo settore, si aprono per proporre esperienze formative laboratoriali estremamente utili per i giovani. Anche le esperienze che raccontano le due indagini di WeWorld – LOST, presentata lo scorso anno sul tema della dispersione, e GHOST – sottolineano l’importanza della collaborazione tra scuola ed extra scuola.

Poi c’è il tema dell’alternanza scuola lavoro. Anche nel settore umanistico è possibile un’alternanza scuola lavoro, soprattutto in un Paese come il nostro che ha un enorme patrimonio culturale e storico da valorizzare. Questo tema mi fa ricordare che in Italia la formazione professionale è mal pagata, ovvio che sia una fucina di dispersi e Neet: con solo 600 euro all’anno contro i 7.000 che spendiamo per uno studente del liceo.

Infine, ma potrei citare molte altre iniziative, è stato avviato un processo di autovalutazione delle scuole. Quante si saranno date come obiettivo quello di non lasciare indietro nessuno? Non uno di meno?

WeWorld: Lei ha curato l’indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica della Camera, quale il messaggio che ritine ancora valido di tale indagine?

L’indagine chiedeva un massiccio investimento sociale. L’indagine chiedeva che ci fosse un piano pluriennale sulla dispersone, i PON (i programmi sostenuti dai fondi europee) sono utili, ma dobbiamo avere un orizzonte fino al 2020, quindi più risorse, soprattutto per il Sud.

WeWorld: Con la legge di stabilità è stato varato un Fondo per la povertà educativa. Sarà l’occasione buona per un piano strategico e sinergico, che tenga conto del territorio e preveda sistemi di monitoraggio puntuali? WeWorld e suoi i partner della rete Frequenza 200, la più estesa rete nazionale di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, sono pronti!