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WeWorld in Kenya per aiutarele donne e i bambini masai

27 agosto 2014

2000 VACCINI IN KENYA
WEWORLD IN KENYA PER AIUTARE LE DONNE E I BAMBINI MASAI: UNA CLINICA MOBILE NELLA SAVANA

Un anno fa grazie alla vostra generosità siamo intervenuti nella zona di Narok, dove abbiamo vaccinato oltre 2000 bambini al di sotto di un anno e raggiunto più di 5000 donne con visite di assistenza pre e post parto, oggi c’è ancora bisogno di aiuto per questo WeWorld realizza un nuovo progetto per aiutare le donne a partorire in sicurezza e garantire ai bambini l’assistenza medica necessaria.

“Abbiamo guidato in mezzo alla polvere, per strade dissestate per raggiungere il primo villaggio, con un fazzoletto per coprire naso e bocca per riuscire a respirare. È stato pesante, solo ora capisco perché molte madri non riescono a raggiungere a piedi l’ospedale!” ha commentato Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di Fioretto, in viaggio insieme a noi in Kenya – “Ricoperti di polvere e fango siamo arrivati alla prima comunità Masai, dove ho conosciuto le donne, che qui fanno tutto:  costruiscono le case,  si occupano dei bambini, fanno giornate intere di cammino per recuperare l’acqua e poi caricare le taniche piene sulle spalle per il viaggio di ritorno. Partoriscono in casa senza cure mediche, esposte a qualsiasi imprevisto. Al villaggio ho aiutato lo staff di WeWorld a distribuire vitamine, pastiglie per uccidere i vermi, e poi il vaccino per il morbillo, che qui può essere letale! Il tutto circondata dal pianto ininterrotto dei più piccoli, che non capendo che quella puntura può salvargli la vita si ribellavano al dolore dell’ago. Decisamente non è stato semplice arrivare alla fine della giornata e affrontare il viaggio di ritorno, ma mi sento felice di avere la possibilità di vivere questa esperienza”.

L’area semi arida di Narok è infatti una zona dura, sferzata dai venti, dove le strade non sono più che sentieri sterrati e le distanze sembrano enormi! La popolazione Masai vive isolata ed è particolarmente vulnerabile dal punto di vista della salute anche perché nei villaggi non esistono ospedali.

Le donne Masai normalmente partorisco in casa, perché impiegano ore a raggiungere a piedi l’ospedale più vicino e perché così vuole la loro tradizione. La morte di parto è una delle cause di morte più frequenti in questo Paese. I bambini, in questa terra così arida dove non  cresce niente sono affamati, malati, magrissimi. Molti di loro non raggiungono  i 5 anni di età per malattie che potrebbero essere curate facilmente.  

Per questo realizziamo in questa zona un nuovo progetto nei villaggi più remoti per garantire le cure mediche di base. Stiamo allestendo aree maternità in centri sanitari rurali per diminuire l’abitudine di partorire in casa e ci siamo dotati di cliniche mobili, indispensabili per garantire ai bambini di ricevere le vaccinazioni essenziali e i vermifughi, per contrastare il problema dei vermi che qui è estremamente diffuso e porta anche conseguenze molto gravi!